Martedì, 26 Ottobre 2021
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Risorse per favorire l'incontro fra ospiti di Rsa e parenti: «Un vaccino contro la solitudine»

Grazie al "Fondo Aiutiamoci" 210mila euro per le 26 strutture della provincia di Lecco: potranno finanziare stanze degli abbracci, verande, visite sicure in presenza di personale

Un sostegno alle Rsa del territorio, affinché propogano iniziative utili a favorire l'incontro tra ospiti e famigliari. Con 210mila euro messi a disposizione delle 26 strutture della provincia di Lecco, il "Fondo Aiutiamoci - Contrasto alle povertà" offre un contributo concreto su un piano divenuto ormai di primaria importanza tanto quanto le problematiche di carattere sanitario, nel tentativo, come è stato sottolineato durante la presentazione avvenuta giovedì mattina in streaming, «di cercare un vaccino contro la solitudine».

L'iniziativa è promossa dal Fondo Aiutiamoci della Fondazione comunitaria del Lecchese con la collaborazione degli Ambiti distrettuali di Bellano, Lecco e Merate, di Fondazione Frassoni, Fondazione Enrico Scola, Spic Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. Lo ha illustrato il segretario generale della Fondazione Comunitaria del Lecchese, Paolo Dell'Oro: «Per individuare la strada più semplice in questi giorni abbiamo interpellato le Rsa via call, chiedendo come si stavano ponendo sul tema specifico della facilitazione degli incontri fra ospiti e parenti - ha spiegato - Abbiamo testimoniato una situazione molto eterogenea: per alcune la stanza degli abbracci è positiva, per altri problematica o non sufficiente a causa di mancanza di spazi. Quanto abbiamo stanziato, diviso fra tutte le Rsa, non è tanto ma è importante. Abbiamo chiesto di mettere in pratica lo sforzo nel periodo maggio-settembre, dunque a breve. E confidiamo che non siano soluzioni permanenti perché auspichiamo che grazie alla campagna vaccinale si possa tornare presto a una condizione di maggiore fruibilità, anche grazie all'estate e agli spazi all'aperto».

Progetti solidali: 400mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Comunitaria

Le proposte vanno presentate entro il 30 aprile. Il contributo (copertura totale o parziale dei costi) è pari a 6.000 euro per le Rsa fino a 60 posti accreditati; 9.000 euro per le Rsa da 60 a 100 posti; 12mila per quelle sopra i 100 posti. Nessun vincolo, le strutture possono individuare il tipo di progetto preferito. Tra quelli giunti finora, ha spiegato Dell'Oro, principalmente «percorsi di incontro guidato in presenza di personale, che dunque comporta una riorganizzazione interna, oppure acquisto di materiale per attrezzare stanze degli abbracci, verande e portici fruibili oltre l'estate per incontri a distanza».

Nasazzi: «Preoccupati dalla povertà affettiva»

Il presidente della Fondazione comunitaria del Lecchese, Maria Grazia Nasazzi, ha sottolineato come l'iniziativa sia «nata da una preoccupazione. Si colloca dentro la questione della povertà educativa, la più trasversale. Qui scadiamo addirittura nella povertà affettiva: questa solutudine sta attraversando tutto l'arco di età delle persone. Potremmo parlare dei giovani, di chi soffre sul mondo del lavoro la precarietà relazionale. Ecco allora l'idea di sostenere l'esperienza delle Rsa in un momento così difficile per organizzare incontri veri al di là delle stanze degli abbracci. Con questa iniziativa vogliamo rilanciare anche l'attenzione verso il mondo degli studenti; stiamo portando avanti progetti concreti anche per loro, per favorire un percorso di ritorno alla normalità».

Agostoni: «Grazie al prefetto»

«Le Rsa sono un bene e una risorsa, strutture che vivono all'interno di una comunità - ha commentato Guido Agostoni, presidente dell'Assemblea dei sindaci del Distretto di Lecco - Come Comuni durante la prima fase della pandemia abbiamo impegnato tempi e risorse per fornire i dispositivi di protezioe che mancavano. Il dialogo è poi proseguito sulle esigenze delle Rsa. In zona rossa alcuni parenti hanno segnalato le difficoltà di andare a trovare i propri congiunti perché alcuni esponenti delle forze dell'ordine non riconoscevano i motivi validi. Ringrazio il prefetto di Lecco, che in una nota ha specificato come fosse invece una motiviazione valida. In questi giorni il problema è stato posto anche a livello regionale. Occorre fare avere, oltre a quello strettamente sanitario, anche il vaccino contro la solitudine. Le relazioni affettive tra ospiti e parenti sono importanti. Abbiamo deciso di devolere 30mila euro con i Comuni a favore di questo progetto».

I sindacati: «Preoccupati dalle tensioni alla Fondazione Airoldi e Muzzi»

Sanvito: «Incontri protetti senza barriere»

A portare la sua testimonianza diretta Fulvio Sanvito, direttore generale dell'Airoldi e Muzzi, al suo ultimo giorno a Lecco: «Abbiamo affrontato l'emergenza con un grande sforzo del personale, che ha dovuto convivere costantemente con il terrore. La campagna vaccinale ha dato un orizzonte di speranza a tutti, pur continuando con le attenzioni dovute. Da circa venti giorni ci siamo interrogati su cosa fare per agevolare gli incontri, nei limiti dei vincoli ministeriali e terrritoriali. Conta molto la dimensione degli spazi. Stiamo lavorando con le associazioni di categoria per costruire stimoli grazie ai quali le strutture possano costruire incontri protetti senza barriere. Noi abbiamo studiato un'organizzazione per la quale, appena possibile, avremo una persona che monitorerà l'incontro tra famigliare e ospite a distanza ma senza barriere, con possibilità di un minimo contatto usando adeguati dispositivi di protezione. Attendiamo l'ok di Ats Brianza, speriamo già dalla prossima settimana».

Le segreterie sindacali: «Valorizzare il territorio»

L'intervento di Pinuccia Cogliardi dello Spi Cgil: «Siamo attenti a tutte le tematiche che riguardano le Rs, a cominciare dai problemi economici e gestionali. Il rapporto fra ospiti e parenti è un problema. Abbiamo messo a disposizione di alcune Rsa le camere degli abbracci; sono un piccolo segno che ha dato qualche segno di benessere. Trovare le risorse non è semplice. Questa iniziativa dà un segno concreto di importanza culturale».

Così Giuseppe Saronni (Fnp Cisl Monza Brianza Lecco): «Questo dibattito a livello ministeriale mi fa pensare che la responsabilità venga scaricata sulle Rsa e a maggior ragione se ne deve occupare il territorio, ma non può bastare. Abbiamo monitorato 68 Rsa di competenza Ats Brianza mettendo a disposizione alcuni indicatori attraverso i quali capire come si muovono: purtroppo il problema vero, da non sottovalutare, è l'aumento delle rette e un costo sempre maggiore a carico di anziani e famiglie».

«Due ragioni fondamentali ci hanno portato a essere positivi su questa iniziativa - ha spiegato Giacomo Arrigoni della Uilp Uil - La prima è la centralità della questione degli affetti. Abbiamo avuto problemi sanitari pagati a livello altissimo dalle Rsa. Ci interessava rimettere al centro la questione degli affetti che ora è un motore di umanità. Le soluzioni individuate dalle varie Rsa per risolvere le rispettive problematiche possono essere ora condivise e capitalizzabili anche dalle altre strutture. Così valorizziamo il sistema territoriale delle Rsa tenendo conto di tutte le variabili coinvolte: ospiti, famigliari e personale».

Pietro Galli: «Usiamo il tempo per rinnovarci»

Pietro Galli, della Fondazione Enrico Scola, ha posto l'accento sulla solidarietà lecchese. «Da più di 80 anni, quando la città chiama, la Fondazione Enrico Scola risponde. Collaboreremo per la comunità dell'Airoldi e Muzzi che mai come ora si è trovata in condizioni di particolare fragilità. Lo scopo è di solidarietà nei confronti dei bisognosi. Stiamo cambiando pelle, tutti noi; questo evento che ha sconvolto la nostra comunità ci mette in gioco. Usiamo questo tempo per rinnovarci e trovare nuove progettualità».

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