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Il gruppo del liceo Leopardi con i relatori della serata in sala Ticozzi dedicata a Karol Wojtyla.

Il gruppo del liceo Leopardi con i relatori della serata in sala Ticozzi dedicata a Karol Wojtyla.

Foto, filmati e testimonianze per ricordare l'umanità di Papa Wojtyla

In sala Ticozzi l'incontro con l'alpinista Zani e il giornalista Geninazzi dedicato a San Giovanni Paolo II. La serata è stata organizzata dal liceo Leopardi e dalla scuola media Kolbe

«Non abbiate paura. Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!». Le parole di Karol Wojtyla al momento della sua elezione a Pontefice, 40 anni fa, sono risuonate più volte lunedì in sala Don Ticozzi a Lecco, nel corso della serata promossa dal liceo Leopardi e dalla scuola media Kolbe per ricordare la figura di San Giovanni Paolo II. Un uomo forte e d’azione, ma insieme capace di straordinari momenti mistici e di preghiera, che ha segnato in tutto il mondo una straordinaria stagione della Chiesa e della società. I ragazzi del Leopardi e della Kolbe sono stati protagonisti sul palco, proponendo una serie di eccezionali filmati e foto anche poco noti del Papa polacco: immagini che hanno anche commosso il folto pubblico presente, nonostante la tempesta che stava flagellando il Lecchese.

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Dei ragazzi anche le domande poste ai due ospiti dell’incontro: il giornalista lecchese Luigi Geninazzi, allora inviato speciale del quotidiano Avvenire (“Il suo Pontificato mi ha cambiato la vita, umanamente e professionalmente”, ha spiegato Geninazzi, ricordando i numerosissimi incontri personali con Wojtyla), e Lino Zani, il maestro di sci e guida alpina dell’Adamello che per anni - più o meno segretamente - ha accompagnato Giovanni Paolo II sulle piste e lungo i sentieri di tante montagne italiane. Grande sportivo, uomo d’azione irrefrenabile (nei suoi 104 viaggi ha percorso un milione e 200mila km, ha ricordato Geninazzi), ma insieme capace di prolungati e profondi momenti di raccoglimento, il Papa Santo ha lasciato un segno profondissimo sui due protagonisti della serata: «Ero rifugista in alta quota, d’estate niente Messe: lui m’ha insegnato il silenzio e la preghiera immersi nella bellezza della montagna”, ha raccontato Zani. Ancora Geninazzi: “Di lui resta la grande capacità di incontro e di ascolto, di ogni singola persona».

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Laura Bellelli, vicepreside del Leopardi, in chiusura di serata ha rimarcato il fil rouge dell’incontro: «Abbiamo ricordato un grande uomo, un Santo. Per noi non più giovani, ma pure per i giovani di oggi: con la sua vita a tutti ha mostrato la convenienza umana della fede».

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