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In Giappone le stelle cadenti su richiesta. L'ingegnere aerospaziale lecchese: «Non è così facile»

Un'azienda giapponese lancerà via satellite minuscoli pezzi di metallo per farli bruciare in atmosfera. Monica Valli: «Regolamentazioni rigide da rispettare»

Vi siete persi uno sciame meteorico? Arrivate sempre un attimo dopo l'ultima stella cadente passata nel cielo? Niente paura. Un'azienda giapponese ha ideato la possibilità di ottenerle su misura, ovviamente a suon di milioni di dollari.

Supera persino la fantasia quel che la Astro Live Experiences ha intenzione di proporre al pubblico dal 2019: mandare in orbita un satellite che circolerà intorno alla Terra ed espellerà pezzi di metallo del diametro di circa 1,3 centimetri che brilleranno nel cielo per brevi istanti, replicando da terra l'illusione ottica delle vere "stelle cadenti" (e cioè corpuscoli di origine cosmica che entrano nell'atmosfera e la ionizzano grazie al calore sprigionato dall'attrito).

Discutibile l'aspetto "romantico" dell'iniziativa, a preoccupare gli esperti sarebbero però i detriti di metallo lanciati nello spazio, potenzialmente pericolosi per gli altri satelliti. L'azienda nipponica sta cercando soluzioni alternative, per esempio lanciare i propri a un'orbita più bassa, e ottenere l'approvazione da parte della Nasa e dell'Agenzia spaziale europea, oltre quella dell'Agenzia spaziale giapponese che avrebbe già dato parere positivo.

L'esperta: «Dovranno badare a quota del satellite e detriti»

Abbiamo interpellato Monica Valli, ingegnere aerospaziale lecchese che ha lavorato al razzo Vega e oggi è ingegnere alla D-orbit, azienda hi-tech che si occupa di rifiuti spaziali e di rientro controllato di satelliti a fine vita. «Al momento non ci sono abbastanza informazioni pubbliche per capire se l'iniziativa rispetti le attuali regolamentazioni - spiega - Dipende molto dall'altezza del satellite che lanceranno, e da cosa succederà ai pezzi di metallo, se bruceranno interamente in atmosfera e se l'eventuale rientro sarà controllato per capire dove andrà a finire. Dovessero riuscire a dimostrare il rispetto di tutte queste misure di sicurezza, allora potrebbero ottenere il placet anche della Nasa e dell'Agenzia spaziale europea».

Dal Planetario: «Iniziativa poco romantica»

Sull'aspetto propriamente "scenografico" dell'iniziativa risponde Loris Lazzati, responsabile del Planetario di Lecco. «Che dal punto di vista spettacolare possano avere il loro effetto non lo metto in dubbio - spiega - Ma dal punto di vista romantico è davvero uguale un'emozione regalata da un improvviso dono della natura, la cui bellezza è anche nellimprevedibilità, rispetto a un effetto finto, comandato e comprato? Esprimere un desiderio con l'orologio in mano perché si sa quando avverrà toglie tutto il senso a questa dolce superstizione, che abbraccia i fortunati, non i ricchi».

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