Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Un giovane artigiano su quattro ha superato il fatturato 2019. Ma la sofferenza rimane

Il sondaggio di Confartigianato Imprese Lombardia permette di tracciare un bilancio della situazione

Come va il mercato dell'artigianato tra i giovani? Estate, tempo di ascolto per i giovani imprenditori artigiani. Grazie a un sondaggio realizzato da Confartigianato Imprese Lombardia, gli under 40 titolari di PMI hanno tracciato il quadro di come stanno reagendo alla crisi covid-19, indicando se stanno partecipando alla ripresa in corso, alla transizione 4.0, in che modo stanno contribuendo alla sostenibilità ambientale e verso quali competenze e figure professionali stanno orientando la loro ricerca e il loro interesse.

“I risultati della survey fanno ben sperare rispetto al prossimo futuro – commenta Daniele Riva, presidente Confartigianato Imprese Lecco – Uno su quattro (24,9%), nei primi sei mesi del 2021, ha superato i livelli di fatturato pre virus e il 17,3% li ha eguagliati. Certo, una quota consistente (57,8%) è ancora lontana dai risultati 2019, ma il fatto che l’82,4% partecipa alla fase di recupero che ha caratterizzato l’estate 2021 ci consente di essere ottimisti e augurarci che una quota più consistente di giovani imprese, entro fine anno, sarà in grado di saltare oltre l’ostacolo della crisi covid-19. Ciò sarà ancor più probabile se verranno meno le problematiche che ora attanagliano le imprese come l’incessante crescita dei prezzi delle materie prime, la difficoltà di reperire personale e la difficoltà di introdurre giovani da formare in azienda. Il reclutamento delle nuove leve rappresenta un problema per il 79,6% degli intervistati, dovuto in particolar modo alla mancanza di adeguate competenze. Ma, come detto, siamo ottimisti: il 36,7% prevede che l’attuale trend di crescita durerà anche dopo l’estate. Leggere questi dati ci rende orgogliosi perché i giovani, gli imprenditori dei prossimi 30 anni, sono chiamati per primi a reagire e a cogliere ogni opportunità affinché l’artigianato e le PMI continuino a essere punto di riferimento per il nostro territorio e la nostra società”.

Estate 2021: soffrono i servizi

Nell’ultimo anno e mezzo le imprese artigiane e di micro-piccole dimensioni gestite da giovani registrano in media un calo del fatturato del 12,3%. Il macrosettore in cui queste imprese rilevano una riduzione maggiore dei ricavi è quello dei Servizi: -17,1%. In particolare, si tratta delle imprese che operano nel comparto della Comunicazione (grafici e fotografi), dell’Autoriparazione e dell’Area benessere (acconciatori, estetica, tattoo e piercing).

Distinguendo le risposte degli imprenditori in base al trend del fatturato – recupero, stazionarietà, perdita – si evince che sebbene la quota più alta, pari al 57,8% delle imprese, registri una riduzione dei ricavi rispetto ai livelli pre crisi, un’impresa su 4 (24,9%) vede invece il proprio fatturato raggiungere e superare i livelli pre pandemia.

Nell’estate 2021 la quota di giovani imprese che giova del rimbalzo produttivo, che caratterizza l’economia tutta, è pari all’82,4%, quota che raggiunge l’84,3% per le imprese giovani delle Costruzioni. Nonostante i molteplici segnali positivi, resta ancora elevata la quota di coloro che reputano incerta l’evoluzione futura del mercato (52,9%), valore che raggiunge il 54,4% per le imprese manifatturiere. Si coglie però un 36,7% di giovani ottimisti che credono che questa fase di ripresa si preserverà anche nel prossimo futuro e un 10,4% che, al contrario, ritiene che seguirà una fase di down come accaduto a seguito della ripresa dell’estate 2020.

Ad oggi i giovani artigiani riscontrano per lo più problematiche legate all’incremento dei prezzi delle materie prime e alla difficoltà nel reperire sul mercato del lavoro le figure professionali necessarie per far fronte all’attuale fase di ripresa e crescita della domanda. Nello specifico risentono maggiormente della prima problematica le imprese del Manifatturiero (62,4%) e delle Costruzioni (50%) e della seconda quelle del Manifatturiero (52,3%) e Servizi (38%).

Si cerca personale

Ad oggi la quota di giovani imprese che ha necessità di introdurre nuovo personale in azienda si attesta al 63,2% e nel 65% dei casi si rileva una maggiore propensione a voler assumere giovani (under 30).

Nella ricerca di personale gli imprenditori che hanno partecipato alla survey rivolgono particolare importanza alle competenze. Oltre a quelle legate alla professione vengono maggiormente ricercate: capacità di lavorare in autonomia (46,0%), capacità di risolvere problemi (problem solving) (35,7%) e flessibilità e capacità di adattamento (35,3%).

Gli imprenditori nel 79,6% dei casi riscontrano difficoltà nella ricerca e nell’inserimento di giovani in azienda. Tra i principali ostacoli: mancanza di figure con competenze adeguate (57,8%), complessità della normativa di tutela, salute e sicurezza (36,7%) e ridotto numero candidati (31,7%).

Tra le altre difficoltà esplicate rientrano anche: l’assenza di contratti flessibili e poco onerosi da utilizzare nella fase di inserimento e scarso riscontro da parte dei più giovani nel voler imparare un mestiere.

Quanto rilevato fornisce l’ennesima prova che è necessario intervenire per orientare correttamente la domanda e l’offerta di lavoro, cercando di chiudere o perlomeno ridurre il più possibile il mismatch ponendo le basi per un dialogo vero e aperto tra scuola e imprese.

Inoltre, c’è la necessità e la volontà di diffondere un messaggio diverso e di raccontare alle nuove generazioni l’artigianato di oggi, che intreccia innovazione e tradizione e che si evolve mantenendo intatti i valori che lo distinguono e il ‘modo’ di fare impresa. Tutto ciò, secondo i giovani imprenditori, parte anche da una comunicazione diversa e mirata, capace di mettere in luce la possibilità di imparare un mestiere appassionante (63,8%), la maggiore flessibilità e meno schemi che caratterizzano le realtà più strutturate (42,9%), l’umanità che contraddistingue i rapporti interpersonali (29,9%) e l’opportunità di conoscere ogni parte del processo aziendale (28,1%).

“Complicato fare impresa”

“Essere imprenditori e giovani oggi è una sfida – afferma il presidente del Movimento Giovani Imprenditori Confartigianato Lecco, Flavio Bassani – Quanto accaduto ha reso davvero complicato fare impresa, costringendo tutti, anche i più pigri, a interrogarsi su come e cosa fare per restare sul mercato e per munirsi delle carte giuste per continuare a competere. Nulla di semplice, anzi, ma i dati ci danno conferma che le imprese artigiane e di micro-piccole dimensioni guidate da noi giovani non hanno esitato e al contrario hanno colto la sfida. Noi più di tutti dobbiamo capire il mercato odierno e interpretarlo. Volgendo lo sguardo al domani ci aspettiamo un’impresa del futuro sostenibile, dinamica, innovativa, smart, visionaria, coscienziosa, inclusiva, flessibile e connessa. Il cammino che ci aspetta è imprevedibile, incerto, insicuro e poco stabile ma insieme, e con il supporto della nostra Associazione e delle Istituzioni, sono certo che lo percorreremo fino alla fine, arrivando al traguardo a testa alta”.

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