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Il parcheggio di via Sassi sarà riqualificato. Buizza: "Ma non tagliate l'olmo!"

L'agronomo ed ex consigliere comunale critica la scelta del comune e di Linee Lecco: "57 stalli risolveranno il problema del parcheggio vicino alla stazione?"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giorgio Buizza, ex consigliere comunale e noto agronomo, in merito alla riqualificazione del parcheggio di via Sassi.

"Solo ieri, (martedì 17.07) ho avuto notizia del progetto di sistemazione della Piazza Sassi con l’obiettivo di razionalizzare i parcheggi e potenziarne la redditività mediante il dispositivo di controllo. Dispiace constatare, per l’ennesima volta, che in contrasto con i ripetuti proclami e programmi di ridurre i parcheggi nel centro storico, che bisogna attestare le auto in periferie, che fare quattro passi a piedi è igienico e salutare, anche questa volta si sottomette uno spazio del centro a totale servizio dell’automobile e di coloro che sull’automobile prosperano. Sarà un caso, ma affidare la realizzazione di un parcheggio a Linee Lecco che vive di introiti di parcheggi anziché migliorare il trasporto pubblico che dovrebbe allontanare dal centro le auto è una evidente contraddizione: un po’ come chiedere al ladro di progettare un antifurto.

Lecco: via alla riqualificazione dei parcheggi di Via Sassi 

Che capacità di comprensione degli alberi e del verde può avere Linee Lecco che ha come specifica finalità di trovare aree libere, senza ostacoli, con ampii spazi di manovra, da vendere a caro prezzo? Qualunque aiuola, qualunque cordolo, qualunque inciampo sono da eliminare per conquistare stalli di sosta. La gestione delle poche aiuole verdi all’interno dei parcheggi gestiti dalla suddetta società dimostrano che il pensiero sul verde urbano (posto che ci sia un pensiero in proposito) è proprio l’ultimo e il più fastidioso dei pensieri. Pare che i problemi creati dagli alberi in citta siano molteplici: ingombrano, sporcano, intasano i tombini, provocano incidenti, nascondono il Resegone, fanno ombra, ospitano fauna, ma ciò che più è grave, producono ossigeno, mentre l’obiettivo comune dovrebbe essere quello di produrre, quanto più possibile, gas di scarico e inquinamento. Per questo motivo gli alberi grandi e vecchi e sicuramente instabili, vanno tagliati e vanno sostituiti con quelli piccoli, facendoli crescere possibilmente poco e senza troppe foglie.

Siamo nel terzo millennio perbacco! Stiamo preparando il futuro per i nostri figli e nipoti, perbacco! aggiorniamoci, perbacco! modernizziamo e razionalizziamo la città e il suo centro, perbacco! Rilevo con immenso dispiacere che la relazione di progetto confina in tre (dico tre) righe la questione del verde, senza un minimo di approfondimento, senza un riferimento alle origini e alla storia e senza neppure citare la presenza del grande albero centrale; non vengono riportate le misure (circonferenza del fusto superiore a 300 cm; diametro della chioma tra 15 e 20 metri, età valutabile attorno al secolo (probabilmente di più, su cui sui preferisce non fare approfondimenti per non trovarsi in imbarazzo); anche il disegno non è veritiero perché viene rappresentato alla stregua di un meno importante acero rosso della parte nord. Tutto ciò avviene con un parcheggio pubblico in zona Meridiana (qualche centinaio di stalli) un altro al Broletto sud (qualche centinaio di stalli) un altro al broletto Nord ancora scandalosamente chiuso dopo anni dalla conclusione dei lavori (oltre un centinaio di stalli) un altro in Corso Matteotti, un altro in via Sassi di fronte al Municipio, un altro in via Volta (privato).

E’ pensabile che per risolvere il problema dei parcheggi della stazione siano necessari proprio 57 stalli in via Sassi e non sia possibile accontentarsi di 50, 52, 53, salvando contestualmente un albero che per il centro di Lecco costituisce un’unicità, irrepetibile, che racconta un pezzo di storia della città (a chi la vuole ascoltare e capire) che è un elemento di natura e di paesaggio legata alla biodiversità urbana, cosa di cui spesso ci si sciacqua la bocca per essere alla moda, ma che, all’atto pratico, si smentisce con le decisioni e con le opere. Sul giornalino del Comune, già nel 2005, (ero in Consiglio comunale nei banchi dell’opposizione con Bodega Sindaco) ho avuto l’opportunità di scrivere una pagina sugli alberi significativi di Lecco. C’è anche quello di Via Sassi. È superfluo quindi ripetere ora le stesse cose. Ne allego copia per chi non c’era.

Temo che la mannaia dell’amministrazione, ad una ad una, faccia sparire anche gli altri alberi descritti nell’articolo. Io li avevo presentati con altre finalità e speravo che servissero ad accentuare l’attenzione e le cure per la loro valorizzazione, ma mi sbagliavo. Non avevo fatto i conti con una giunta che sarebbe venuta dopo una decina d’anni a mettere a posto le cose e a risolvere i problemi. Aggiungo che proprio in questi giorni chi studia il fenomeno del Consumo di suolo ha fornito i dati preoccupanti (5200 chilometri quadrati in un anno di suolo perso). Quell’aiola permeabile e a volte anche verde in via Sassi che sparirà sostituita da un bell’asfalto liscio e profumato, sarà il nostro contributo. Sono circa 70 m2 di terreno che verranno impermeabilizzati e persi in uno spazio non di 100 o 700 m2 ma di oltre 2000 m2 di superficie. Certo il conto algebrico del verde torna: si tagliano 7 alberi e se ne piantano 14: cittadini che volete di più? Ma la domanda è più sottile: chi garantisce che i 14 carpini piramidali piantati in aiuole di 1 metro e anche meno di larghezza, forniranno un risultato soddisfacente e almeno pari agli alberi tagliati?

In termini di paesaggio urbano si possono barattare e compensare due carpini piramidali (alti quattro metri) con un albero di 100 anni e alto 20 metri o quasi. Questa amministrazione brilla per non aver mantenuto le promesse di sostituire gli alberi tagliati, ma ha anche dimostrato di piantare (o far piantare) alberi che dopo dodici mesi sono già morti. Personalmente sono disposto a fornire le possibili soluzioni tecniche e agronomiche corrette che possano conciliare la permanenza dell’albero centrale con la razionalizzazione del parcheggio, con qualche leggero spostamento delle installazioni dell’ingresso, mantenendo i due varchi, le sbarre, le aiuole, i posti per le moto e per i disabili, rinunciando a tre/quattro stalli sul totale di 57. Il valore economico dell’albero, le mancate spese per il suo abbattimento e smaltimento possono ben compensare il beneficio economico prodotto da 3_4 stalli a cui bisognerebbe rinunciare. Volendo le soluzioni si trovano, i progettisti esistono anche per questo."

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