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Giovedì, 29 Settembre 2022
L'evento

Parte “Immagimondo” 2022: la prima settimana di appuntamenti

Tutti gli appuntamenti dal 16 al 23 settembre e il calendario di quelli successivi

Dall’apertura della mostra “Archetipi fotografici. Sguardi sul territorio di Lecco dall’Archivio Touring”, che alla Torre Viscontea racconta il territorio del Lago di Como grazie a una selezione di scatti dello storico archivio del TCI, al viaggio lungo il Po guidati dal regista Fabio Pasini e dal suo “Voci d’acqua”. E ancora, nella prima settimana di festival, le imprese degli astronauti italiani, un piccolo viaggio sentimentale nella nebbia insieme a Gino Cervi e al cantautore Claudio Sanfilippo e la proiezione del Premio della Giuria al Trento Film Festival “Lassù” di Bartolomeo Pampaloni. Inizia così il viaggio attraverso l’Italia proposto dalla venticinquesima edizione di Immagimondo, il festival di viaggi, luoghi e culture promosso da Les Cultures OdV e in programma dal 16 settembre al 2 ottobre 2022. Un viaggio lungo 17 giorni, alla scoperta di un’Italia minore, inedita, da guardare da una nuova prospettiva: un cartellone fitto che potrà contare, tra gli altri, sulla presenza del musicista e scrittore Massimo Zamboni con il suo “Con voce di popolo. Dialoghi e canzoni dalla piccola patria alla patria attuale” (sabato 24 settembre alle 21, allo Spazio Oto Lab. Biglietti 15 euro, in vendita su Eventbrite) e che dal 16 al 23 settembre ha già in serbo cinque appuntamenti, tutti a ingresso libero.

Il programma di "Immagimondo" 2022

La prima settimana di "Immagimondo"

Ad aprire ufficialmente questa 25^ edizione è l’inaugurazione della mostra "Archetipi fotografici. Sguardi sul territorio di Lecco dall’Archivio Touring", realizzata in collaborazione con il Touring Club Italiano, curata dall’agenzia Prospekt e in programma alla Torre Viscontea di Lecco dal 17 settembre al 9 ottobre. Un’inaugurazione fissata per venerdì 16 settembre alle 18.30 nella Sala Conferenze del vicino Palazzo delle Paure, dove il redattore del Touring Tino Mantarro, l’archivista del Touring Club Luciana Senna e la curatrice della mostra Annalisa Fumagalli Ceri (di Prospekt) introdurranno un’esposizione che, attraverso una sessantina di scatti selezionati all’interno dell’archivio storico del TCI, racconta il nostro territorio. Una rassegna di immagini scattate tra i primi del Novecento e gli anni Sessanta dai soci del Touring e non solo: parte di un archivio che raccoglie fotografie, riviste storiche, carte geografiche e turistiche, guide, disegni e materiali, gli scatti in mostra ripropongono, oggi, lo sguardo di fotografi per la maggior parte non professionisti e che nel tempo hanno fissato su pellicola i loro luoghi di origine o di villeggiatura. Una mostra, questa alla Torre Viscontea, che sarà l’occasione per riscoprire la storia e l’evoluzione del territorio lariano e per indagare come queste fotografie abbiano contribuito a costruire l’immaginario che pone il lago di Como ai primi posti nella classifica dei luoghi più affascinanti del mondo. L’esposizione è a ingresso libero ed è aperta al pubblico il giovedì dalle 10 alle 13, il venerdì e il sabato dalle 14 alle 18 e la domenica dalle 10 alle 18. L’inaugurazione di venerdì sarà seguita da una visita guidata.

Ma a caratterizzare la prima settimana di appuntamenti saranno anche quattro eventi serali, in programma a Lecco e a Malgrate: tre serate che metteranno al centro luoghi e atmosfere molto differenti, alla scoperta dall’Italia vista dallo Spazio, della nebbia che cela, della montagna e delle acque del Po. Si parte dal Planetario di Lecco la sera di mercoledì 21 settembre alle 21, quando il vicepresidente del gruppo astrofili Deep Space Giampietro Ferrario terrà una conferenza dal titolo “L'Italia nell'infinito: i nostri astronauti da Malerba a Cristoforetti”. Un racconto che partirà dal 1992 e da Franco Malerba, primo astronauta italiano della storia, per poi passare in rassegna le imprese di Maurizio Cheli, Umberto Guidoni (primo europeo sulla Stazione Spaziale Internazionale), Roberto Vittori, Paolo Nespoli, Luca Parmitano e, infine, Samantha Cristoforetti.

Tappa nel cortile di Palazzo Agudio di Malgrate (in caso di maltempo Sala Teatro del Convegno Parrocchiale), invece, giovedì 22 settembre alle 21: in programma la proiezione del documentario “Lassù” di Bartolomeo Pampaloni, presente all’evento. Un film che si è aggiudicato il Premio della Giuria al Trento Film Festival di quest’anno e con il quale il regista lucchese – docente di cinema documentario all’Accademia cinema Toscana act – narra la vicenda di Nino, che dalla periferia di Palermo sceglie di trasferirsi in cima a una montagna, dove vive da solo. Un vecchio osservatorio abbandonato sarà la sua dimora e lui, un tempo muratore, diventerà Isravele, un profeta: la preghiera sarà, per lui, il lavoro costante, al limite del disumano, con cui saprà trasformare l’incuria in bellezza. Almeno fino a quando un crescente numero di turisti e curiosi non inizierà a minacciare la pace di quel luogo.

Doppio appuntamento, infine, venerdì 23 settembre, quando si torna a Palazzo Belgiojoso di Lecco, precisamente nel suo cortile (in caso di maltempo Spazio Oto Lab). Innanzitutto, alle 18.45, l’incontro “La fabbrica della nebbia. Piccolo viaggio sentimentale dentro quel che cancella e svela” con Gino Cervi, autore dell’omonimo libro edito da Ediciclo. Arricchito dall’accompagnamento musicale del cantautore (Targa Tenco nel 1996), scrittore e poeta Claudio Sanfilippo, l’evento racconterà la nebbia e, in particolare, cosa voglia dire nascere in un luogo in cui questa si produce in serie ed è presenza quotidiana e familiare. Una presenza da conoscere, quasi poetica, che insieme minaccia e protegge, nasconde e svela.

Si resta sempre nel cortile di Palazzo Belgiojoso (in caso di maltempo Spazio Oto Lab) la sera alle 21, quando è la volta della proiezione di “Voci d’acqua” di Fabio Pasini, anche lui presente all’evento. Un documentario che dal fiume Taro conduce alla confluenza con il Po e raggiunge, infine, il mare: un viaggio lungo le acque del Grande Fiume, i suoi argini e i paesi diradati sulle sue rive e lungo un paesaggio apparentemente monotono e invece sempre diverso, in continua trasformazione. A raccontarlo sono immagini e storie vissute, con i pensieri dei protagonisti che, con voce fuori campo, raccontano se stessi e il loro bisogno di vivere territori dove la natura offre ancora spazi selvaggi.

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