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Il cantiere della nuova Lecco-Bergamo

Il cantiere della nuova Lecco-Bergamo

Istituzioni lecchesi a confronto: accelerare la "statalizzazione" della Lecco-Bergamo

Comune di Lecco, Provincia e Regione ne hanno discusso nell'ultimo tavolo territoriale. Fra le priorità anche il "revamping" della SS 36 tra Giussano e il Trivio di Fuentes

Il tema delle infrastrutture a Lecco è sempre più urgente. Nei giorni scorsi, dopo le ennesime emergenze viabilistiche seguite alla frana sulla SS36, ai numerosi blocchi del traffico e ai nuovi ritardi per il ponte di Annone, è finito sul tavolo delle istituzioni: Comune di Lecco, Regione Lombardia e Provincia di Lecco ne hanno infatti discusso.

«I nodi sono quelli conosciuti e si muovono sul trittico tempi-procedure-costi, uno spartiacque che determina la soluzione o l'ulteriore ritardo di collegamenti, definiti unanimemente urgenti per lo sviluppo del nostro territorio - sono le parole del sindaco di Lecco Virginio Brivio - Credo che, a questo punto, sia inutile qualsiasi gioco allo scaricabarile e la generica pratica del "j'accuse" che non produce né chilometri di strada e neppure, più cinicamente, consenso».

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Lo scorso 6 maggio, partecipando al tavolo territoriale negli uffici lecchesi della Regione, è emerso un quadro di volontà comuni per accelerare i processi in corso. Quali sono? La "statalizzazione" della Lecco-Bergamo, con il passaggio ad Anas della realizzazione di un'arteria di valenza nazionale che collega non solo due capoluoghi ma collega il sistema aeroportuale di Orio e Linate con la Valtellina e la Svizzera; l'urgente "revamping" della SS 36 tra Giussano e il Trivio di Fuentes.

Non va dimenticato anche il trasporto su ferro che sta angustiando un esercito di pendolari e che, al di là degli orari e dei ritardi, necessita di investimenti e di riorganizzazione.

Brivio: «Ogni istituzione faccia la sua parte»

«A questo punto, di solito, si conclude che ciascuna istituzione,  per ruolo e competenze, si assuma la responsabilità e faccia la sua parte - prosegue Brivio - Un ritornello doveroso, orecchiabile ma non sufficiente. Qui, davvero, si rischia di equiparare il nostro sistema viabilistico ad una sorta di "fabbrica del Duomo", anche perché ho la sensazione che non in tutte le sedi si colgono le priorità e la gravità della questione. Non si tratta di rivendicare finanziamenti ricavati con fatica da qualche operazione ragionieristica, bensì di dare corso a impegni già presi e per lo più già finanziati, con un'accelerazione che superi il pantano delle contrapposizioni e che non continui ad aggiungere ulteriori "priorità". Con rammarico ricordo che la Statale 36, un'arteria che comincia a mostrare tutti i suoi anni, costò un miliardo di vecchie lire al primo chilometro, e dieci miliardi al suo ultimo chilometro, anche perché tra il primo metro di asfalto e il taglio del nastro intercorsero lustri e lustri».

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Il sindaco conclude rivolgendosi ai colleghi delle istituzioni. «Non voglio fare appelli, ma credo che le istituzioni locali debbano approfondire i dossier e farsi sentire con insistenza, non picchiando i pugni sul tavolo ma facendo sentire la propria voce. Anche alzandola quando è necessario. Non vale dire che siamo tutti sulla stessa barca, perché la metafora tiene solo se si rema dalla stessa parte e, al di là delle bandiere e degli appuntamenti elettorali, dobbiamo davvero remare tutti dalla stessa parte».

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