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A Lecco 1.800 persone non autosufficienti

A Lecco sono ben 1.800 persone che vivono la difficile situazione della non autosufficienza fisica

Una situazione difficile anche per chì la subisce ancora giovane. Per chì non ha possibilità di curarsi con  l'amore dei propri famigliari l'unica possibilità è  il ricovero in case di riposo. Per il Comune assisterli tutti, ovviamente, sarebbe un "default". A disposizione l'amministrazione mette in bilancio 500 mila Euro.

Salvatore Rizzolino presidente della commissione consigliare III (servizi sociali) commenta:  "Da piccoli i nostri genitori ci allevano e ci mantengono ed è giusto che quando loro diventano anziani noi figli provvediamo, ciascuno secondo le proprie possibilità". 

Nella riunione della Commissione su questo argomento si è tentato il primo  approccio su un regolamento che regoli la disciplina. Un regolamento non c'è.  La sentenza del Tar aveva condannato il Comune a risarcire le famiglie perchè non c'era un regolamento ne tanto meno una Legge Regionale che ora è allo studio.

L'assessore ai servizi sociali Ivano Donato, spiega: "Da parte mia, pur rispettando la sentenza del Tar, credo che il sistema adottato fino ad oggi era di buon senso: pur senza obbligare mai nessuno, prima di procedere a stanziare soldi pubblici per pagare le rette.  I funzionari preposti convocavano i famigliari dell'anziano per verificare la possibilità di partecipare ai costi del loro congiunto. In passato, con un po' di buon senso, si è sempre ragionato in questi termini: se una famiglia deve ricoverare un anziano in un istituto e ha la possibilità di contribuire, è giusto, anche moralmente, che lo faccia. Questa sentenza mette sullo stesso piano i famigliari di un industriale con i famigliari di un disoccupato: nessuno paga e tutto è a carico del Comune".

Fra i punti più importanti del regolamento quello della presentazione del nuovo certificato Isee con l'indicazione non solo del reddito (pensione e accompagnamento) ma anche la situazione patrimoniale."La questione è molto  complessa – ha detto Marina Panzeri funzionaria dei servizi sociali del Comune - In materia di contributi il Comune  non percepisce nulla dalla Regione che lo versa all'Asl per la parte sanitaria. Il resto spetta al Comune. Ogni anno la spesa relativa all'integrazione si aggira al mezzo miliardo di euro".

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