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I "ritratti dell'anima" di Alessandra

Nuova iniziativa culturale al Lavello: in mostra le opere dell'artista Canali. "Si focalizza sugli sguardi perché gli occhi parlano, svelandoci la persona nella sua naturalezza"

Nuovo appuntamento culturale al Lavello. Questa volta andrà in scena la mostra "Ritratti dell'anima" a cura dell'artista lecchese Alessandra Canali. Appassionata di pittura, Alessandra apre il suo laboratorio di ceramica nel 1987 a Valmadrera e intorno agli anni 2000 si dedica prevalentemente a tecniche a olio su tela e acrilico su tavola. Alla Locanda Leonardo a Calolziocorte l’artista esporrà le proprie opere da sabato 4 marzo (inaugurazione alle ore 16) fino al 29 marzo.

È in questi volti che Alessandra ritrova i suoi frammenti sparsi tra tutte le donne del mondo. Meravigliosi pezzi che ricompongono magicamente il suo essere. Alessandra si concentra sui volti per ritrovarsi intera e completata con tutti quei tasselli che solo apparentemente sembrano estranei. Percorre questo sentiero per unirsi empaticamente a tutte le donne.

Una delle opere dell'artista lecchese.

Come ricorda Raouf Gharbia, curatore dell'iniziativa: "Canali continua a sperimentare e indagare il campo della pittura per sentirsi parte di quel femminile che ha ancora tanta strada da percorrere verso la totale emancipazione e coscienza di sé. Alessandra si focalizza soprattutto sugli occhi e sugli sguardi perché gli occhi parlano. L’artista coi suoi ritratti vuole svelarci i 'moti dell'anima': la persona nella sua piena naturalezza sentimentale e psicologica".

Gli “occhi” di Alessandra raccontano di una sensibilità alla ricerca della bellezza, della tenerezza. I "suoi" occhi ci raccontano emozioni e sentimenti con grande capacità evocativa. Ma i “suoi” sguardi ci avvicinano anche a mondi lontani dove la donna sta cercando con fatica il suo equilibrio e le sue aspirazioni.

Le sue donne suggeriscono vite differenti di culture lontane, accomunate tuttavia da un legame unico e universale, indissolubile vincolo tra il femminino di ogni etnia e civiltà, consapevolezza di appartenere a un destino comune ancora tutto da dipingere. "Ecco perché dipingo volti di donna. Per accarezzare il mio, con tutti i tasselli in ordine. Lo sguardo al Cielo per riflettere il blu. Per riflettere soprattutto il mio sereno".

La locandina della mostra di Alessandra Canali al Lavello.

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