Martedì, 21 Settembre 2021
Notizie Piazza XX Settembre

Lecco Film Fest, la seconda edizione è realtà. Oggi Albanese torna a casa

Giacomo Poretti ha aperto la quattro giorni lecchese dedicata al cinema

La città capolugoo ha dato il suo benvenuto alla seconda edizione del Lecco Film Fest, inaugurato dal sole che ha fatto capolino dalle nubi e ha accolto i primi ospiti dell'atteso Festival.

I protagonisti della seconda edizione sono il cinema e la cultura che diventano occasione per confrontarsi sul tema delle pari opportunità fra uomini e donne. “Infatti “Ciò che fa bello il mondo” - titolo della rassegna 2021 - e frase di Papa Francesco, racconta nella sua forma estesa degli ostacoli che le donne trovano nel loro percorso per fare bello il mondo. Dare spazio alle donne non è una concessione, ma un dovere e un diritto per mettere al servizio della bellezza del mondo il loro lavoro, il loro contributo”, ha detto don Davide Milani, prevosto di Lecco e presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo.

Il festival è iniziato nel pomeriggio di giovedì 29 con un momento di confronto sul gender gap e sulla posizione dell’Italia a livello interazione che è al 63° posto nel mondo. “Siamo tra i fanali di coda in Europa», testimonia Tiziana Ferrario, giornalista, scrittrice e curatrice del Premio Lucia, che aggiunge: «Il covid ha fatto fare passi indietro al Paese: le donne che lavoravano in Italia prima del Covid erano il 48%. E sono le donne ad aver perso il lavoro più degli uomini. Se le donne non escono di casa per esprimere se stesse anche nel lavoro, il sistema paese si ferma”.

Da la sua interpretazione al tema del festival anche Lorenzo Riva, presidente di Confindustria Lecco-Sondrio. “Ciò che fa bello il mondo è frutto anche di quella bellezza creata dal lavoro dell’uomo, un lavoro che avviene anche nelle fabbriche, quello che rende piacevole la vita di tutti i giorni o che ci permette di osservare più da vicino le cose belle”.

Il giorno uno del festival ha visto protagonista l’attore Giacomo Poretti che la sera ha portato sul palco del Cenacolo lo spettacolo “Chiedimi se sono di turno” in cui si parla di cura, uno dei temi centrali del festial, insieme alla bellezza nel mondo. Passerella acquatica sul motoscafo per Poretti e per l’attrice Maya Sansa. A entrambi sul red carpet all’approdo è stato chiesto “Che cosa per te fa bello per te il mondo?”. “Domanda difficile io sono uno di bocca buona, sono tantissime le cose che mi fanno contento e mi fanno vedere bello il mondo. Anche solo questo paesaggio di Lecco, per esempio”, chiosa Giacomino. Maya Sansa invece tocca le corde profonde dell’animo con la sua risposta: “Temo che senza l’empatia siamo perduti, quindi spero che questo sentimento e questa capacità torni ad essere una priorità nelle relazioni”.

Il secondo giorno: ecco Antonio Albanese

Il programma di venerdì 30 luglio:

  • 11:00 - Nuovo Aquilone

Per fare un film. Conoscere i mestieri del cinema

Masterclass di Giulio Base, regista

Introduce Valerio Sammarco, critico della Rivista del Cinematografo

 A seguire proiezione del film “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma” di Giulio Base

Ciò che fa più bello il mondo sono anche i bei film, ma cosa serve per fare un bel film? Accompagnati dal regista Giulio Base, si approfondiranno i passaggi che intercorrono dallo sviluppo di una idea in storia da raccontare e come realizzarla, fino ad inquadrare la scelta di ogni film e dei temi affrontati nell’ambito della programmazione della sala. Navigando fra le professioni meno note del cinema - costumisti, sceneggiatori, fotografi, attrezzisti - ma ugualmente indispensabili come registi e attori, il festival riporta così l’attenzione sulle maestranze messe in grande difficoltà dalla sospensione dei set per lunghi mesi. 

  • Ore 16:00 - Nuovo Aquilone

Proiezione di “I Topi 2” (I e II episodio), di e con Antonio Albanese

Introducono Antonio Albanese, attore e regista e Lorenzo Ciofani, critico della Rivista del Cinematografo

In che modo raccontare la criminalità evitando i luoghi comuni? Come affrontare la banalità del male usando il registro della commedia? Si può narrare la bestialità attraverso l’ironia e il paradosso? Le risposte nell’originale e spiazzante manifesto poetico (e politico) di Antonio Albanese, che adotta il ribaltamento umoristico per beffarsi della mafia, condannandone i riti e i miti.

  • Ore 18:00 - Piazza XX settembre

Incontro con Antonio Albanese, attore e regista

Intervistato da Federico Pontiggia, critico della Rivista del Cinematografo

Attore, regista e scrittore, Antonio Albanese attraversa linguaggi e forme d’arte creando personaggi di grande successo con la capacità di non cristallizzarsi in nessuno di loro, ma continuando ad evolversi. Il filo che lega tutta la sua produzione, oltre ad una grande ironia, è la limpidezza di sguardo sul mondo, la derisione come arma per raccontare e combattere le ingiustizie, la denuncia sociale sottile ma ben salda. Il ritorno a Lecco di Antonio Albanese va letto come atto d’amore per la sua terra, per una sala cinematografica che riapre e per il suo pubblico, con il quale condividere aneddoti, ricordi e nuove produzioni.

  • Ore 19:00 - Piazza Garibaldi

Curare l’umano, corpo e anima

Intervengono Marco Bardazzi, Co-fondatore e CEO di Bea-Be a Media Company

Maria Rita Parsi, psicologa e scrittrice

S.Em. Card. Angelo Scola, arcivescovo emerito di Milano

Modera Laura Silvia Battaglia, regista e giornalista

La pandemia ci ha messo tutti insieme davanti alla complessità della cura: dall’intuito del singolo medico alle fatiche del sistema sanitario, dalla generosità di medici, infermieri, volontari del soccorso alla funzionalità della macchina organizzativa, dalla chiusura delle residenze sanitarie al sacrificio di troppe vittime. E mentre negli ospedali era velocissima la corsa a salvare vite umane, nelle case serrate per il lockdown è emerso, diffuso, il bisogno di leggere libri, guardare film, imparare cose nuove, seguire i bambini nella crescita, aver cura di sé come esseri pensanti ed emotivi. Cosa significa dunque, oggi, curare le persone? Può bastare la medicina da sola o, come l’esemplare storia del chirurgo Enzo Piccinini insegna, serve farsi carico della persona nei diversi elementi che compongono la sua umana unicità?

  • Ore 21:00 - Piazza Garibaldi 

Incontro con Giorgio Diritti, regista

Intervistato da Federico Pontiggia, critico della Rivista del Cinematografo

A seguire la proiezione di “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti

Nessun regista italiano può vantare la permanenza di un proprio film in un cinema per più di un anno e mezzo, Giorgio Diritti si: sono trascorsi 16 anni da “Il vento fa il suo giro”, suo sorprendente esordio, e ancora oggi non si può non ricordarne la straordinaria storia. Ma intanto ogni nuova opera di Diritti è straordinaria a suo modo: storie di donne e uomini che lasciano il segno nello spettatore, premiate in Italia e nei principali festival mondiali. L’incontro con il regista sarà occasione per riprendere uno dei temi del festival, prendendo spunto dal film in proiezione, saranno le sue riflessioni sull’aver cura delle persone diverse, degli emarginati, sull’arte come riscatto sociale, sull’arte che, a suo modo, salva.  

In caso di pioggia gli eventi previsti in Piazza XX settembre si svolgeranno nel cineteatro Nuovo Aquilone in via Giuseppe Parini, 16, le proiezioni previste in Piazza Garibaldi si svolgeranno nella Sala del Commercio in viale Tonale, 28.

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