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La toccante testimonianza di Liliana Segre nel libro della "mandellese" Padoan

La scrittrice, a lungo residente nel comune lecchese e ora a Milano, ha intervistato la senatrice a vita che visse l'orrore dei campi di concentramento. Rivediamo la sua testimonianza nella Giornata della Memoria

«Ti guardi le gambe e ti sembra impossibile che ti possano sorreggere. Hai la testa rasata, non hai uno specchio, non hai nulla. Sei una persona che non ha più nulla. Non hai un fazzoletto, non hai un libro, non hai una fotografia. Non hai. Non possiedi altro che quei pochi stracci che ti porti addosso. Queste cose, giorno per giorno vanno a scapito della tua femminilità, del tuo essere una donna. Tutti passaggi che portavano via un pezzo di te» - Sono le parole che Liliana Segre ha rilasciato alla scrittrice e giornalista Daniela Padoan, contenute nel libro “Come una rana d’inverno” Il trattato uscito nel 2007 si avvale della presentazione di Furio Colombo.

Presentato a Mandello del Lario l’8 febbraio 2008 dalla stessa autrice che ha vissuto nel comune lecchese tra gli anni Ottanta e Novanta, raccoglie oltre alla senatrice Segre, le conversazioni con Goti Bauer e Giuliana Tedeschi, italiane, deportate ad Auschwitz e tenute prigioniere nel campo femminile di Birkenau nel 1944.

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Il titolo del libro di Daniela Padoan (nella foto tratta da Facebook), nasce dall’immagine usata da Primo Levi, quando paragona le donne dei campi di sterminio a delle rane d’inverno, scrive “Fanno pensare a una bestiolina che rabbrividisce nuda. Mettere nudo un uomo davanti a un altro uomo è senz’altro una cosa umiliante e terribile”. Nella presentazione il giornalista Colombo, esalta “La grandezza di questo libro di voci di donne che dopo molti anni ricordano, è l’ostinazione a narrare nei dettagli triviali e orrendi, a lasciare intravedere a chi legge ciò che i loro occhi hanno visto e non possono non testimoniare.”

Melodie e testimonianze, il video degli alunni della scuola Manzoni dedicato alla Giornata della Memoria

Un libro duro, crudo che costringe il lettore a varcare oltre la soglia della semplice e immediata riflessione sulle testimonianze raccolte dalla Padoan. Scorrendo tra le pagine troviamo ciò che l’autrice con grande capacità ha fatto emergere e portato alla nostra attenzione “la spoliazione della femminilità, la rasatura, sono state un percorso comune a tutte”. Qui un tratto della conversazione tra la scrittrice e Liliana Segre “Non avevamo mutande, e nemmeno uno straccio da metterci tra le gambe. Ma il problema non si è presentato, dal momento che - vuoi per lo spavento, vuoi per l’assoluta mancanza di cibo, o perché nell’orribile zuppa pare mettessero del bismuto - a quasi nessuna vennero più le mestruazioni. Man mano che il corpo perdeva le sue forme originali e si trasformava in uno scheletro da vecchia”.

Oggi 27 gennaio 2021 è il Giorno della Memoria, che non può essere dimenticata o celebrata affidandoci alle sole narrazioni di un passato. Leggere, riflettere e prenderne coscienza sono gli imperativi odierni e futuri. E il libro della scrittrice "mandellese" aiuta una volta di più a riflettere e anon dimenticare. (Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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