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Alfredo e il flauto di pan: "Una tradizione da tenere viva"

Il mandellese Benvenuti costruisce i caratteristici strumenti musicali: "Sono disponibile a trasmettere ad altri questa arte che vorrei non andasse persa"

Alfredo Benvenuti

"Sono disponibile a trasmettere ad altri, in particolare ai giovani, questa arte che vorrei non andasse perduta". A parlare è Alfredo Benvenuti, pensionato mandellese esperto di flauto di pan, una passione che in lui spazia dall’esecuzione di brani alla costruzione dello strumento stesso che trae le sue origini secoli fa e prende il nome dal Dio dei monti e dei boschi. Lo zufolo, arrivato nella Brianza e nel Lecchese, riesce a sopravvivere all'industrializzazione e ancora oggi promuove la musica popolare a livello locale e non solo.

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Benvenuti si avvicina a suonare lo strumento antico, racconta "Grazie ad Angelo Sirico e alla moglie Teresa, anime del gruppo folcloristico mandellese i Firlinfeu, coniugi che hanno saputo coinvolgere i giovani. Anche mio figlio faceva parte di questa realtà. Una tradizione che merita di andare avanti a divenire patrimonio culturale di tutti".

Sirico, salernitano, alunno del maestro Francesco Milanesi il Cechet, fondatore a Mandello del Lario del gruppo musicale “L’Allegra Brigata” lascia agli archivi il libro “Il flauto di Pan - le esperienze di un costruttore", edito per il museo etnografico dell’Alta Brianza. Una storia che lo stesso Benvenuti vorrebbe tramandare attraverso l’arte della costruzione degli strumenti ottenuti con la raccolta e l’essicazione di canne comuni, scientificamente chiamate Arundo donax, appartenenti alla famiglia delle graminacee. "Dal 2011- prosegue Alfredo - complice il mio pensionamento, ho avuto più tempo libero e mi sono dedicato alla costruzione di questi strumenti".

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Pazienza, esperienza, orecchio teso ad accordare le canne tagliate nelle varie misure e assemblate tra loro caratterizzano il lavoo del pensionato mandellese. "Su tutto il territorio lombardo - aggiunge Benvenuti - oltre al sottoscritto ci sono Angelo Pozzi, Camillo Brambilla e Isidoro Nasatti a tramandare questa arte della costruzione dei flauti". Oggi, Alfredo Benvenuti, con il ristretto numero di amici costruttori rimasti in Lombardia, sono fortemente intenzionati e motivati a “Passare anche ai giovani questa tradizione secolare".

(Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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