Mandello, chiudono diversi negozi storici. «Mancato ricambio generazionale»

Numerosi esercizi abbasseranno la serranda con la fine dell'anno. Il sindaco Riccardo Fasoli: «Non è colpa della grande distribuzione, quanto della difficoltà a proseguire attività familiari»

L'edicola di Via Parodi a Mandello chiusa da circa un mese

«È in atto un ricambio della realtà commerciale del paese, ma non è imputabile alla prossima apertura del nuovo centro commerciale».

Così il sindaco di Mandello Riccardo Fasoli commenta l'elevato numero di chiusure di negozi e attività commerciali previste alla fine del 2018, rispondendo di fatto a chi accusa la grande distribuzione di "soffocare" il piccolo commercio al dettaglio. Un teorema che difficilmente può essere applicato in questo caso, considerato che l'Iperal «avrà soltanto tre negozi oltre il supermercato - spiega il primo cittadino - e verranno ospitati in una parte dell'edificio che ancora non esiste».

Con la fine dell'anno, da quanto abbiamo raccolto in paese (indiscrezioni confermate dal sindaco), chiuderanno i battenti diversi negozi "storici", fra cui un'attività di abbigliamento per bambini, due negozi di oggettistica per la casa in Via Parodi, un fiorista, un negozio di alimentari, un notissimo ristorante, che si aggiungeranno all'edicola di Piazza della Repubblica che ha abbassato la serranda circa un mese fa.

L'apertura della pista di pattinaggio "slitta" di un giorno

«Non ho ancora i dati ufficiali del 2018 - commenta Fasoli - ma fino a poco tempo fa le attività calavano di poco, negli ultimi anni abbiamo sempre riscontrato un certo equilirio fra aperture e chiusure. Personalmente ho avuto modo di parlare con alcuni commercianti e la motivazione che li spinge a chiudere l'attività non va tanto ricercata nella mancanza di lavoro o nella concorrenza della grande distribuzione. Gli esercizi storici di Mandello sono sempre stati in gran parte a conduzione familiare: quando arriva il momento di lasciare l'attività ai figli, questi magari non sono disponibili. Esistono sicuramente problematiche di carattere economico, ma le principali riguardano il ricambio generazionale».

La liberalizzazione delle licenze, qualche anno fa, ha senza dubbio amplificato le difficoltà. «Non siamo in grado di gestire le licenze - prosegue il sindaco - Faccio un esempio: in una zona in cui un bar fa profitti ne vengono aperti altri cinque, con i potenziali ricavi che ovviamente si disperdono. La redditività di oggi non è paragonabile a quella riscontrata fino agli anni Novanta. Questo contribuisce a rendere meno appetibili alcune attività per i giovani».

(Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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