Inaugurato il museo parrocchiale di Mandello

Arte sacra, cultura e storia locale potranno da ora in avanti essere riscoperti da cittadini e turisti nella parrocchiale di San Lorenzo

Il vescovo e le autorità al termine della messa celebrata nel giorno dell'inaugurazione del museo nella parrocchia di San Lorenzo.

È stato inaugurato nei giorni scorsi il museo di arte sacra di Mandello. La storia, i simboli della fede religiosa, i paramenti, gli arredi e i quadri, hanno trovato degna collocazione all'interno dello spazio ricavato nella casa in passato abitata dai vicari della parrocchiale di San Lorenzo. Il taglio del nastro è stato affidato a Donatella Negri, consorte del presidente di Fondazione Cariplo erogatrice del contributo.

All'apertura di questa importante vetrina - inserita in un più ampio sistema diocesano volto a conservare e tramandare un percorso di fede e religione - sono intervenuti anche il vescovo Oscar Cantoni e don Giuliano Zanotta, guida della neonata comunità pastorale. L'alto prelato, nel saluto ai fedeli raccolti nella arcipretale, prima del taglio del nastro si è espresso così: «Un gioioso saluto, un cordiale benvenuto a voi che siete intervenuti. Inauguriamo oggi un museo nuovo in una spazio antico.  Infatti i locali che caratterizzano il suggestivo percorso sono quelli della storica Confraternita dei Disciplini, attestata fin dal 1428».

Storia e cultura si respirano visitando il nuovo museo di arte sacra mandellese, allestito anche grazie al contributo elargito dalla Fondazione Cariplo e reso vivo da un team di persone qualificate in materia. Da don Andrea Straffi, direttore dell'Ufficio di Arte Sacra e del sistema museale della diocesi comasca, all'architetto Alessandro Colombo, per arrivare alle responsabili del progetto: Eugenia Bianchi e Giovanna Virgilio.

«Inauguriamo oggi il museo, che non è un deposito di oggetti dimenticati - ha aggiunto monsignor Cantoni - La loro esposizione li rende più visibili e accessibili a questo scopo. Questa esposizione permanente deve essere una realtà viva sostenuta dalla comunità, da amici e volontari appassionati».

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Tutti sono ora chiamati a far vivere questo patrimonio culturale, didattico e con ripercussioni turistiche che tende virtualmente la mano ad altre realtà del sistema museale diocesano. Parliamo di quelli d'arte sacra di Scaria, del Tesoro di Chiavenna, il parrocchiale di Ponte in Valtellina e quello del Duomo di Como in allestimento. Diverse le sale inaugurate in occasione della festa di Sant'Ambrogio. La prima, sede dei Disciplini di Santa Marta offre al visitatore l'affresco con la Crocifissione di Cristo tra la Madonna e San Giovanni. La sacra “vetrina” concede alla vista una croce a stile rinascimentale. Poi lo sguardo si sofferma sui sacri paramenti veri capolavori di creazione certosina, come il piviale custodito al centro di una delle stanze. Una citazione va all'indirizzo del compianto arciprete don Carlo Massina che negli anni del suo ministero a San Lorenzo si prese il grande e arduo compito di far catalogare i vari componenti sacri testimoni del passato, custoditi nella canonica.

Le visite al Museo saranno calendarizzate nel prossimo anno rendendo fruibile da tutti questa “realtà viva”. (Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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