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Consegnate le medaglie ai familiari dei deportati Busi e Lafranconi

Cerimonia in municipio alla presenza di sindaco, prefetto e Anpi. I due mandellesi vissero l'orrore dei lager nazisti dal 1943

"Un gesto di umiltà e cortesia". Ha apostrofato con queste parole la sua presenza in sala consiliare a Mandello del Lario, il Prefetto di Lecco Castrese De Rosa nella giornata di mercoledì 9 gennaio. Accanto a lui il sindaco Riccardo Fasoli e il presidente dell'Anpi Lario Orientale Roberto Citterio per presiedere alla consegna delle medaglie d'onore ai familiari di Ambrogio Busi e Giovanni Lafranconi, deportati in Germania negli anni 1943 e 1945. A ritirare le onorificenze i parenti di questi due mandellesi legati a un passato che affonda le radici nell'orrendo sterminio nazista, di recente condannato nuovamente e con forza dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella come una delle pagine più buie della storia. La ricostruzione delle vicende delle deportazioni e internamento nei lager, ha avuto un'attenta e meticolosa ricerca portata avanti dal professore Francesco Mandarano e da Augusto Giuseppe Amanti.

Il primo, storico ricercatore a Mandello, si era già occupato del passato del concittadino Michele Zucchi pluridecorato per la sua storia militare e umana nelle fila della Divisone Acqui a Cefalonia. I parenti di Ambrogio Busi, classe 1914, e di Giovanni Lafranconi, classe 1924, hanno contribuito nella ricostruzione delle storie dei loro cari legate al periodo bellico. Busi, nato a Casargo poi residente a Mandello era stato deportato ad Hammerstein in terra germanica negli anni dal 1943 al '45. Lafranconi, nato e residente nel comune mandellese, fu deportato negli stessi anni del commilitone in Germania e morì per malattia il 12 dicembre 1943. La salma fu tumulata nel cimitero italiano d'onore a Berlino, tra tutti coloro che donarono la vita per la patria. In sala consiliare è intervenuto anche Roberto Citterio, presidente della sezione “Lario Orientale” dell' Anpi.

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Il Prefetto Castrese De Rosa ha commentato: "La mia presenza qui vuole anche essere un segno di apprezzamento rispetto al prezioso lavoro svolto da sindaci e amministratori locali. È importante la vicinanza al territorio, non solo dimostrata a parole ma anche nei fatti. Voglio stare vicino ai sindaci che vivono situazioni complesse". Condannando ogni tipo di sterminio, il prefetto ha sottolineato quindi l'importanza di valore quali: "Solidarietà, convivenza, tolleranza". In sala consiliare è intervenuto anche Roberto Citterio, presidente della sezione “Lario Orientale” dell' Anpi che ha promosso l'iniziativa, di cui riportiamo la seguente dichiarazione relativa all'importante cerimonia.

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Il presidente Anpi ha ricordato le parole di Mattarella

"Oggi 9 febbraio 2022 L'Anpi, il prefetto di Lecco Castrese De Rosa, unitamente al sindaco Riccardo Fasoli ha consegnato 2 Medaglie d’Onore agli eredi di cittadini della nostra provincia che, nell’ultimo conflitto mondiale, sono stati deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra - ha scritto Robetrto Citterio - Le medaglie sono state consegnate al signor Piergiuseppe Busi per il papà Ambrogio, classe 1914, ed alla signora Linda De Fanti per lo zio Giovanni Lanfranconi, classe 1924, parenti entrambi cittadini mandellesi. Come Anpi abbiamo presenziato alla cerimonia e ringraziamo il Prefetto, per aver ricordato le parole pronunciate dal Presidente Mattarella sull'orrendo sterminio nazifascista, in occasione del Giorno della memoria di quest’anno". Eccole di seguito.

"Quando le truppe russe entrarono nel campo di Auschwitz, la più imponente e sciagurata macchina
di morte mai costruita nella storia dell’umanità, si spalancarono di fronte ai loro occhi le porte dell’Inferno. Nel cuore dell’Europa, si era aperta una voragine che aveva inghiottito secoli di civiltà, di diritti, di conquiste, di cultura. Una delirante ideologia basata su grottesche teorie di superiorità razziale aveva cancellato, in poco tempo, i valori antichi di solidarietà, convivenza, tolleranza e perfino i più basilari sentimenti umani: quelli della pietà e della compassione. La storia aveva subito, in meno di un ventennio, un tragico stravolgimento, tornando a concezioni e pratiche barbare e crudeli, che si pensava fossero retaggio di un passato ormai remoto. Guerra, stermini, eccidi ne furono le tragiche ma inesorabili conseguenze».

(Si ringrazia Alberto Bottani per le foto e la collaborazione)

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