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Pierluigi, il camionista diventato collezionista di moto che hanno fatto la storia

La passione del mandellese Nurri, condivisa anche con la moglie Fabia: "Quello per le due ruote è un interesse che non ti abbandona mai"

Bultaco, Fantic, Maico, Montesa, Puch, Ktm, marchi di moto che nella patria dell'Aquila, potrebbero sembrare una nota fuori contesto. Ma in fondo non lo è per chi ama i motori e le moto in generale. Come Pierluigi Nurri, mandellese che nel corso degli anni ha collezionato diverse due ruote da cross, rally e trial: in totale ben 23, conservate nel suo spazio espositivo privato, dove anche i guzzisti di casa e quelli provenienti dall'estero in occasione dei raduni hanno potuto ammirato questi gioielli del passato.

In questa location vintage traspare tutta la passione di una persona che da camionista ora ritirato dal lavoro, riversa su questi veicoli ai quali dedica grande impegno nel recupero e rimessa agli splendori originali, con ricambi originali di moto trovate presso proprietari che le avevano lasciate in disuso, dove solo le ragnatele le avvolgevano.

Nurri, spaziando nel suo bagaglio di amante dei motori, ci racconta: "Conoscevo fin da giovane la meccanica e sono sempre stato al fianco di amici che gareggiavano con le moto, tra anche Alvaro Falanga venuto purtroppo a mancare a causa di un incidente". Il pensiero corre dunque all'amico mandellese morto all'età di 34 anni al ritorno da una gara che lo aveva visto salire sul podio. Questo indimenticato pilota mandellese si distingueva per le gare motociclistiche, le cronoscalate a livello nazionale tra cui la locale Ballabio-Resinelli.

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Con il matrimonio e l'arrivo dei figli la decisione di staccare con queste realtà, pur avendo preso parte a qualche gara di gimcana... "Ma quando si ha la moto nell'anima e nel cuore difficilmente avviene la separazione il distacco totale. Mio figlio quattordicenne mi ha chiesto la sua prima moto. Gli ho rimesso in funzione un trial che era veramente messo male".

E da qui si innesta quel percorso ancora oggi visibile attraverso quelle riportate allo splendore degli anni 70-80, periodo di fabbricazione di questi mezzi. Nurri oltre alla sua professionalità da meccanico ci parla dei costi del tempo e nella non facile strada a reperire i ricambi originali: "Vede, questo parafango ha impresso il marchio di fabbrica, segno evidente della sua originalità". Dettagli per noi, punti qualificanti per chi rimette a nuovo il vecchio mezzo.

La passione di Pierluigi è condivisa con la moglie Fabia Invernizzi che per estrazione famigliare è legata ad un'altra disciplina sportiva, essendo figlia di Giovanni campione olimpionico di canottaggio e a livello amministrativo sindaco di Abbadia Lariana negli anni Sessanta. Visitando il "box" di Pierluigi Nurri si possono dunque riscoprire la storia e la passione per il motociclismo che, per chi come lui ha i motori nell'anima, riserva un significativo spazio anche ai marchi di Casa. Parliamo di due Guzzini e del mitico motorino Ciao della Piaggio, la grande famiglia delle due ruote di cui la fabbrica di Mandello del Lario fa parte.

(Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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