In tanti al primo mercato di Calolzio della "Fase 2", ingressi contingentati e code

Misurazione della temperatura e passaggio obbligato lungo un'unica direzione dall'ingresso all'uscita. La critica di alcuni esercenti: «Meglio fare entrare qualche persona in più e prevenire assembramenti all'esterno». La replica: «Dobbiamo seguire regole precise»

Le immagini del mercato di oggi a Calolziocorte.

È stato l'ultimo a ripartire, ma il più partecipato. Anche a Calolziocorte ha ripreso il mercato comunale dopo il lockdown. Sono stati tanti questa mattina, martedì 12 maggio, gia prima delle 8 a mettersi in coda per entrare nell'area transennata del lungoadda dove invece delle solite 132 bancarelle ne sono state posizionate solo 22, quelle degli alimentari, come imposto dalla normativa regionale anti Covid. Normativa che ha stabilito anche il controllo della temperatura di esercenti e clienti all'ingresso, oltre a un passaggio obbligato secondo un'unica direzione di marcia dall'entrata (in piazza Marinai d'Italia) all'uscita (in zona santuario del Lavello).

Come sarà il primo mercato di Calolzio post lockdown

Il mercato ha funzionato bene, i controlli sono stati effettuati secondo le regole anche tramite un video scanner per il monitoraggio della febbre, e all'interno non si sono creati assembramenti anche perchè Polizia locale e volontari di Protezione civile hanno fatto entrare due persone alla volta, per un massimo di 44 persone - più altrettante dietro al bancone - nell'ampia isola pedonale del Lavello. Tra i presenti il sindaco Marco Ghezzi, gli assessori Dario Gandolfi e Cristina Valsecchi, la coordinatrice della Protezione civile comunale Sonia Mazzoleni impegnata nella misurazione della temperatura, il comandante Andrea Gavazzi, gli agenti Gaetano Pepe e Filippo Salerno, quest'ultimo responsabile del Protocollo anti Covid-19 per il mercato.

Qualche prevedibile disagio si è però registrato per le code, forse più lunghe del previsto. E non è mancata qualche critica. «Trovo paradossale che in uno spazio così ampio possano passare così pochi clienti, due al massimo per ogni bancone, e poi fuori lunghe code con assembramenti - ha sottolineato Paolo Carrara, esercente presente da anni al mercato di Calolzio - La ratio dev'essere quella di prevenire folle e contagi, non quella di mettere regole così rigorose che rendono più difficile il nostro lavoro ed eccessivamente complicata la vita ai clienti, tra l'altro più a rischio fuori in coda. Anche il termoscanner non è obbligatorio, eppure l'ahnno messo e questo facilita le code. Serveno più buon senso e meno obblighi illogici».

Un tema al quale hanno replicato il comandante Gavazzi e l'assessore Gandolfi. «Il termoscanner è veloce e non crea rallentamenti, e comunque è "raccomandato" dalla normativa regionale, quindi è assolutamente meglio averlo. La normativa regionale impone inoltre di evitare assembramenti all'interno dei mercati. Noi, anche monitorando l'ingresso di possibili "furbetti" dai passaggi laterali stiamo semplicemente perseguendo questo obiettivo. Stiamo insomma applicando regole e protocolli previsti in particolare dalla Regione. Nel complesso questo primo mercato della Fase 2 sta funzionando bene. Da martedì prossimo cercheremo comunque di potenziare il numero del personale presente». 

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Anche il sindaco ha voluto fare un sopralluogo per verificare la situazione, e da parte sua c'è stata un'apertura rispetto alla perplessità di alcuni esercenti e clienti: «A un primo colpo d'occhio effettivamente stona vedere una lunga coda all'esterno, e ampi spazi all'interno del mercato - ha commentato Ghezzi - Ma ci sono regole precise dettate dalla Regione che noi dobbiamo applicare. Forse sarebbe più utile lasciare maggiore spazio di decisione operativa ai singoli comuni rispetto alle singole e differenti situazioni, ma ad oggi la normativa è questa e occorre seguirla. L'importante è ripartire in sicurezza, ed è quello che tutti noi, anche in questa circostanza, stiamo cercando di fare».

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