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"Una serata memorabile a 50 anni dalla Via dei Cinque di Valmadrera"

Successo per l'iniziativa dedicata a montagna e alpinismo. I 'giorni della Civetta' sono stati raccontati dai protagonisti

"I giorni della Civetta"… questo il titolo della "serata memorabile" che si è tenuta a 50 anni di distanza dall'apertura della "Via dei Cinque di Valmadrera" sulla parete nord ovest del monte Civetta nelle Dolomiti bellunesi. Una serata molto ben condotta da Giorgio Spreafico presso il teatro Artesfera di Valmadrera, partendo dal primo lecchese innamorato di questa straordinaria montagna, l’abate Antonio Stoppani. 

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Giorgio Rusconi, Antonio Rusconi, Gianbattista Villa, Giorgio Tessari, Gianbattista Crimella: sono loro i “cinque di Valmadrera” che danno il nome alla via aperta nel marzo 1972 dopo un epico assedio durato 25 giorni. 

Davanti a un numeroso pubblico, ha introdotto la serata Virginio Brivio, responsabile del settore Cultura del Comune di Valmadrera, ma già sindaco di Lecco e Presidente della Provincia. È poi toccato al sindaco Antonio Rusconi portare la gratitudine per questi alpinisti, che hanno fatto conoscere Valmadrera nel mondo, e ringraziare gli organizzatori, Gianni Magistris e Gianni Mandelli, insieme alle società alpinistiche di Valmadrera (Osa, Cai, Sev, ANA), oltre ad Artesfera e agli sponsor, in particolare Romeo Sozzi e Sergio Longoni, festeggiato per i suoi 80 anni.

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Giorgio Spreafico la poi guidato i presenti alla riscoperta di quell'impresa con immagini, canzoni dal vivo, domande ai protagonisti, con un applauso particolare e commosso a Anna e Carlo, figli di Antonio Rusconi, scomparso prematuramente nel 2008. A seguire la sorpresa finale, con immagini inedite sempre sulla cima della Civetta, di Cipo Crippa e Eliana De Zordo e dei fratelli Giorgio e Marco “Butch” Anghileri, un pezzo di alpinismo lecchese impossibile da dimenticare. 

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Una serata splendida, con l’unico dispiacere che da tre giorni i posti erano già esauriti. Tanti applausi, tanta commozione, voglia di rivedersi e di innamorarsi di un alpinismo semplice, forse antico. Ma autentico, dove la persona faceva ancora la differenza. "Quando ci sono serate come queste, si può essere orgogliosi di essere valmadreresi" - ha commentato il sindaco Antonio Rusconi.

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