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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Gli ambientalisti non vogliono i nuovi impianti ai Piani di Bobbio

Previsti l'ampliamento dell'attuale impianto di risalita e una nuova attività di ristorazione, oltre a un parco ludico

Gli ambientalisti contro i "nuovi" Piani di Bobbio. Appena chiusa la stagione estiva, con la nevicata più abbondante di tutto il periodo come saluto, è già iniziata la pianificazione de prossimo inverno. E, nel caso della frequentata località valsassinesei, lo si fa progettando un ampliamento dell’attuale impianto di risalita e un nuovo manufatto adibito a esercizio di ristorazione, con annesso parco ludico attrezzato, “in un’area dall’elevato valore naturalistico”. Lo premettono Legambiente Lombardia, WWF, LIPU e Federazione Pro Natura, che si sono schierate contro il Comune di Barzio e l'hanno diffidato; nel ‘mazzo’ sono finiti anche Comunità Montana Valsassina Valvarrone Esino Riviera, Provincia di Lecco, Regione Lombardia, Parco delle Orobie Bergamasche e in copia anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese.seggiovia ongania bobbio 2 progetto-2
La seggiovia Ongania dopo l'intervento

Nuovi impianti ai Piani di Bobbio

Lo scorso 1 marzo il Consiglio comunale ha approvato il progetto di una nuova seggiovia quadriposto “in una zona di straordinaria importanza per la connettività ecologica regionale tra provincia di Lecco e provincia di Bergamo, oltre che crocevia posto tra gli omonimi siti di Rete Natura 2000, ovvero le ZPS Parco Regionale Orobie Bergamasche, Costa del Pallio e Monte Resegone, Grigne ed il SIC Valtorta e Valmoresca”.

Agli enti viene contestata la gestione burocratica: “Nonostante la localizzazione e la tipologia dell’opera sia soggetta per legge a verifica di VIA, l’approvazione del progetto non risulta essere stata preceduta da valutazione di incidenza, in violazione della Direttiva Habitat e delle Linee Guida per la valutazione di Incidenza 2019 approvate nella conferenza Stato Regioni. Inoltre, viene prospettato lo sgravio di quasi un milione e mezzo di metri quadri di prati e pascoli alpini di particolare pregio ecosistemico e paesaggistico, da uso civico a disposizione del privato, senza alcuna procedura ad evidenza pubblica e senza l’intervento dello Stato, che invece sarebbe dovuto per tale casistica. Una serie di irregolarità, dunque, quelle evidenziate dalle associazioni firmatarie della diffida, tra le quali si annovera anche la nuova concessione per l’esercizio dell’impianto a fune senza gara né evidenza pubblica, ma con affidamento diretto alla ITB s.p.a”.

“In uno degli inverni più secchi degli ultimi 15 anni, a fronte di prospettive di innevamenti sempre più blandi e sempre più ad alte quote, in Valsassina si pensa di ampliare gli impianti da sci a 1600 metri di quota - commentano congiuntamente le associazioni. Il progetto indicato come in sostituzione di un impianto esistente, in realtà dalla visione del layout del tracciato, si sposta dall’attuale sede per occupare un altro versante, con relativi disboscamenti ed alterazioni di habitat, in area sottoposta a vincolo paesaggistico e qualificata dal vigente PGT come spazi ad elevata naturalità. Invitano le autorità a intervenire nell’ambito dei propri poteri di controllo per il ripristino immediato della legalità dell’azione amministrativa, anche al fine di evitare nuove procedure di infrazione per la violazione delle direttive eurounitarie, oltre che l’addebito di danno erariale di natura ambientale, confidando di non dover avviare vertenze giudiziarie nelle sedi opportune”.

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