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Con il Pnrr 62 progetti e 20 milioni di euro per l’economia circolare nel Lecchese

Silea: "Siamo riusciti a valorizzare il nostro modello di gestione integrata del territorio". Ecco come verranno utilizzati i fondi

Pioggia di soldi green sul territorio lecchese grazie al Pnrr. Nei giorni scorsi il Mase (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) ha ufficialmente confermato ai comuni soci di Silea il finanziamento tramite i fondi del Pnrr in favore dell’economia circolare - linea d’intervento A "miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani" - di ben 62 progetti sul territorio, per un importo complessivo di quasi 20 milioni di euro, a fronte di un totale di 240 milioni di euro stanziati per l’intero Nord Italia. I progetti inizialmente presentati al Ministero da enti e comuni del nord Italia sono stati più di 1.100.

"È un grande risultato per i nostri comuni, sia in termini di numero di progetti finanziati sia in termini di entità di risorse complessivamente riconosciute - sottolinea la presidente di Silea, Francesca Rota - Ed è una bella soddisfazione anche per Silea. È importante dimostrarci affidabili e concreti, per confermare il nostro ruolo di soggetto di riferimento per lo sviluppo dell’economia circolare nel nostro bacino".

La tipologia di interventi

Nel dettaglio, sono stati finanziati 45 progetti di restyling e potenziamento tecnologico dei centri di raccolta comunali, con l’obiettivo di trasformarli in "riciclerie 4.0" ad alto tasso di innovazione. A questi si aggiungono investimenti per l’automazione delle raccolte differenziate: ecoisole ad accesso controllato, postazioni di conferimento interrate, cestini compattatori dotati di sensori volumetrici, distributori automatici di sacchi. Il tutto gestito da un’unica infrastruttura informatica, indispensabile per rilevare i dati e monitorare i servizi. Sono previsti inoltre specifici interventi su misura nei comuni ad alta attrattività turistica per la gestione dei rifiuti di visitatori e villeggianti, oltre che l’ulteriore sviluppo della rete dei centri del riuso.

Francesca Rota e Pietro Antonio D'Alema, Silea.

"Di fronte alla possibilità di portare risorse economiche al territorio ci siamo organizzati da subito per predisporre i progetti e la documentazione richiesta, nel pochissimo tempo previsto dal bando - spiega il direttore generale di Silea, Pietro Antonio D’Alema - La possibilità di introdurre tecnologie ed innovazioni nei Comuni più piccoli, che difficilmente avrebbero potuto permetterselo, ci sembrava un'occasione unica. L’abbiamo vissuta come una sfida. Per questo l’azienda ha dato il massimo, portando avanti in parallelo anche le attività ordinarie".

"A differenza delle altre regioni italiane, in Lombardia non esistono gli Ato per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti - aggiunge D'Alema - abbiamo così dovuto predisporre un progetto per ogni singolo comune. Per aumentare le possibilità di finanziamento abbiamo pensato di avanzare proposte tra loro interconnesse, in una logica di rete, finalizzate a standardizzare i servizi nell’intero bacino. In pratica, ogni comune è stato pensato come l’anello di una catena".

Ora le delicata partita delle procedure

"L’approccio di Ato di fatto si è dimostrato una strategia vincente: basti pensare che i comuni soci di Silea hanno ottenuto l’8,1% di tutti i contributi destinati dal Pnrr al Nord Italia per tale linea di intervento". Ai 20 milioni di euro destinati per gli interventi di automazione e digitalizzazione dei sistemi di raccolta differenziata, si aggiungono i 12 milioni di euro di contributo Pnrr, ottenuti tramite un’ulteriore linea di intervento, a favore della nuova rete di teleriscaldamento green. "Si apre ora per Silea, e per i Comuni coinvolti - conclude Francesca Rota - una fase altrettanto impegnativa di avvio e gestione delle procedure amministrative, dovendo dare attuazione ai 62 progetti finanziati nel rispetto delle scadenze molto ravvicinate previste dal Ministero".

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