CDD di Merate, la risposta della CGIL al Comune di Merate

Non smette di tenere banco la vicenda del CDD (Centro Diurno Disabili) di Merate, "scaricato" dal comune a causa della mancanza di fondi e della scarna rappresentanza di meratesi all'interno della struttura. La privatizzazione non convince la CGIL di Lecco.

CGIL Lecco

Nelle scorse settimane, non erano mancate le polemiche attorno alla situazione del CDD (Centro Diurno Disabili) di Merate, la cui gestione era stata criticata senza troppi giri di parole dal comune. La crisi ed i pochi fondi a disposizione hanno spinto l'Amministrazione a cercare delle soluzioni alternative (il conferimento del servizio a Rete Salute, ad un privato sociale o ad un'associazione di genitori), scatenando la reazione della CGIL di Lecco, da sempre molto vicina alle vicende della struttura.

A sollecitare l'intervento dei sindacati, l'annuncio di un bando da parte del comune meratese per la realizzazione di una nuova struttura, che ospiterà un centro diurno disabili per trenta utenti provenienti soprattutto da altri comuni.

"Affermazioni incongruenti, che dimostrano una grande incertezza. Siamo preoccupati per il futuro di operatori e operatrici, che con il loro lavoro quotidiano forniscono alle famiglie un servizio di altissima qualità. In tutta questa vicenda si dimenticano i protagonisti principali: lavoratori ed utenti. Attendiamo ancora una risposta dal Comune di Merate in merito all'incontro richiestogli qualche tempo fa." 

Questa, in breve, la risposta della CGIL, affidata ad un comunicato stampa diramato poco fa.

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