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Domenica, 26 Maggio 2024
Situazione Critica / Valmadrerese e Riviera Ovest / Via della Busa

Pochi iscritti, Sala al Barro rischia la prima elementare: parte la raccolta firme

I residenti sono intenzionati a non mollare la spugna, ma il Provveditorato è intenzionato a spostare i giovanissimi a Galbiate

Otto bambini. Troppo pochi per confermare la prima elementare alla scuola primaria "Don Milani" di Sala al Barro. Mentre il Provveditorato studia il piano B, con il trasferimento degli iscritti alla Scuola Primaria "Stoppani" di Galbiate e la formazione di due prime da 22 alunni, i residenti della frazione non si perdono d'animo e fanno partire la raccolta firme da far arrivare all'Ufficio Scolastico Provinciale: “La frazione ha numeri in crescita e sarebbe giusto fare la classe, in paese ci sono delle nuove case in costruzione e anche all'asilo si hanno dei numeri positivi - spiega una delle fautrici della sopracitata petizione -. Già nel corso dei primi giorni abbiamo ricevuto una bella risposta dalle persone, che stanno sostenendo la nostra causa. Giovedì prossimo raccoglieremo altre firme a Galbiate” e il fascicolo verrà consegnato durante un incontro che sarà sostenuto in Comune mercoledì 15 marzo.

“Situazione critica”

“La speranza è che la si faccia, però...”: la perplessità è di Marco Brambilla, assessore comunale all'Istruzione e alle Politiche Giovanili che risiede a Sala al Barro e sta seguendo da vicinissimo la questione. “Del problema legato al numero d’iscritti lo sapevamo già, ovviamente, non è stata una novità - spiega Brambilla a LeccoToday -. Abbiamo avuto un incontro con il provveditore Adamo Castelnuovo a inizio febbraio insieme al vicesindaco Maria Butti e alla dirigente scolastica Gloria d'Arpino, che si è sempre data un gran da fare. Abbiamo scritto una lettera, come Comune, in cui abbiamo chiesto all’Ufficio Scolastico Provinciale di concedere la formazione della classe, ma il provveditore ci ha spiegato come servano 15 iscritti per arrivare all'obiettivo. Avvicinarvisi il più possibile potrebbe essere un buon viatico e spingere verso la costituzione, così com’è capitato nel passato anche in altri comuni lecchesi che non hanno toccato la soglia”.

La speranza, insomma, c'è ancora: “Se qualcuno dovesse aggiungersi da fuori o, magari, spostarsi da Galbiate in frazione si potrebbe arrivare rapidamente al dunque. La decisione finale, in ogni caso, non spetta direttamente al provveditore. Ai genitori ho già spiegato che otto iscritti sono pochi, io stesso sono interessato come genitore alla situazione della Primaria. Spero si possa arrivare a una soluzione positiva, ma la situazione è critica e sul discorso mi sembra che ci sia un po’ di rigidità rispetto agli anni precedenti”, non nasconde Brambilla ai nostri microfoni.

Il piano B: pulmino da Sala al Barro alla Stoppani

“La situazione oggi tocca Sala al Barro, ma è comune in molti altri istituti del territorio. Come amministrazione nutriamo fiducia verso il futuro, perché ci sono degli insediamenti abitativi e tante giovani coppie sono arrivate da noi per mettere su famiglia: i numeri sono in aumento per i prossimi anni, sapevamo già che quella in arrivo sarebbe stata un’annata difficile visti i numeri della Scuola Parrocchiale dell’Infanzia”.

La raccolta firme può avere un seguito concreto? “Va benissimo per spostare l’attenzione e magari trovare qualche altro iscritto, se decidessero il Comune o il dirigente non ci sarebbero dubbi. Ma, come ho già detto, l'ultima parola arriverà da sopra” ed è attesa entro la fine di marzo “anche se un paio d'anni fa arrivò addirittura a fine maggio. La cosa importante è non scoraggiarsi: se quest’anno andrà male, sicuramente non si chiuderà la scuola. È già capitato in passato, negli anni seguenti si può comunque ripartire”. E in caso di spostamento a Galbiate, agli studenti verrebbe garantito il trasporto da Sala alla "Stoppani" con un pulmino messo a disposizione dal Comune.

Il passo inciderebbe sul corpo docenti? “Non è un'area di mia competenza, ma credo che le insegnanti di ruolo rimarranno, mentre quelle con contratto a termine potrebbero essere destinate altrove”. E il futuro? “Stiamo pensando ad azioni per incentivare il ripresentarsi di questo tipo di situazioni del genere più avanti nel tempo”. Per il momento non resta che attendere.

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