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Sabato, 26 Novembre 2022
Il parere / Riviera Pescatese e Garlatese / Ponte Alessandro Manzoni

Quarto ponte, il Pd spalleggia il sindaco: “Servono due corsie”

I dem lecchesi Tropenscovino e Marelli prendono la stessa posizione del primo cittadino della città capoluogo

Quello del quarto ponte è il tema del momento. Il viadotto che affiancherà il ponte Manzoni sulla Strada Statale 36 "del lago di Como e dello Spluga" serve alla viabilità, almeno a sentire le voci delle istituzioni: tutti gli esponenti politici sono d'accordo nell'affermare che va risolta la cronica e critica situazione viabilistica lungo la frequentata arteria che taglia la Lombardia da Colico a Sesto San Giovanni e viceversa, ma da Lecco il fronte della maggioranza torna a far presente che il problema non può essere semplicemente scaricato sulle spalle del capoluogo.

“Dov'è la casa dei Comuni?”

“L’importanza di un’opera come quella del quarto ponte non dovrebbe essere motivo di strumentalizzazione. È fondamentale che l’opera preveda fin da subito un ponte che tenga conto delle esigenze della viabilità della Città di Lecco di avere anche una corsia di uscita e non solo in ingresso, così come sottolineato dal Consiglio Comunale e dalle analisi tecniche del capoluogo. Contemporaneamente andrebbero risolte le situazioni di pericolo che si interfacciano con i lavori del nuovo ponte quali, ad esempio, l’uscita dalla galleria del Barro e l’ingresso da Pescate sulla superstrada”. Lo spiegano Manuel Tropenscovino e Alfredo Marelli, rispettivamente segretario provinciale e cittadino del Partito Democratico lecchese.

“Ci dev'essere una unità di intenti tra le istituzioni del nostro territorio, sfruttando questa occasione e tenendo conto delle esigenze di tutti per dare la migliore risposta possibile a problemi che vivono innanzitutto i cittadini - proseguono Tropenscovino e Marelli -. Sarebbe assurdo non tenerne conto a fronte di un investimento così importante di 20 milioni di euro, che come pensato oggi non porterà alcun beneficio non solo per il capoluogo, ma nemmeno per il circondario. Lecco ha già ribadito che farà la sua parte. La Casa dei Comuni - chiaro riferimento alla Provincia -, finora rimasta solo un annuncio, dovrebbe iniziare a fare la propria parte per il bene di tutti, partendo dal comprendere che la seconda corsia, dati alla mano, è una necessità. Il momento per farlo è questo, basta avere la volontà”.

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