rotate-mobile
Giovedì, 29 Febbraio 2024
La scelta / Valmadrerese e Riviera Ovest / Via Roma, 21

Rischio salmonella e listeria, tre tipi di salame ritirati dai supermercati

Coinvolto il Salumificio Colombo di Pescate

Triplo ritiro di salami dal mercato operato dal ministero della Salute per rischio microbiologico. Si tratta del salame nostrano dolce Mariga, dove il produttore di Vicenza ha trovato tracce di listeria; del bastone di salame dolce e del filone di salame del Salumificio Colombo di Pescate, dove sono state rilevate tracce di salmonella. Chi li ha acquistati deve evitare di consumarli e riportarli al punto vendita.

I prodotti ritirati dal mercato

I richiami riguardano, nel dettaglio, questi prodotti:

  • Salame nostrano dolce, marca Mariga. Lotto 41/2023 e marchio identificativo stabilimento IT805 L C.E.
  • Bastone di salame dolce, salumificio Colombo. Lotto L859 (1369) e marchio di identificazione dello stabilimento/del produttore IT 1288 L C.E.E.
  • Filone di salame, salumificio Colombo. Lotto 99L 1369 e marchio di identificazione dello stabilimento IT 1288 L C.E.E. 
salame
I prodotti ritirati dal mercato - foto pubblicate sul sito del ministero della Salute

Perché salmonella e listeria sono un pericolo

La salmonella è un batterio che può provocare da semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario). Come spiega l'Istituto superiore di sanità, i sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati (ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore) e si protraggono per 4-7 giorni. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero.  

In particolare, sono da considerarsi alimenti a rischio:

  • uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova;
  • latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere);
  • carne e derivati (specialmente se poco cotti);
  • salse e condimenti per insalate;
  • preparati per dolci, creme;
  • gelato artigianale e commerciale;
  • frutta e verdura (angurie, pomodori, germogli di semi, meloni, insalata, sidro e succo d’arancia non pastorizzati), contaminate durante il taglio. 

Veicoli dell’infezione sono anche superfici e utensili, e qualsiasi alimento manipolato da persone infette, con scarsa attenzione all’igiene personale. Anche la listeria è un batterio che si manifesta in genere con sintomi gastrointestinali. Può portare a una gastroenterite acuta febbrile che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione ma può causare, nei casi più gravi, meningiti, encefaliti e gravi setticemie. Nelle forme sistemiche l’incubazione può protrarsi anche fino a 70 giorni. Nelle donne in gravidanza la listeriosi può provocare l'aborto, la morte in utero del feto, parto prematuro e infezioni neonatali. La listeriosi può verificarsi in ogni momento della gravidanza ma è stata più frequentemente documentata durante il terzo trimestre.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rischio salmonella e listeria, tre tipi di salame ritirati dai supermercati

LeccoToday è in caricamento