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Domenica, 3 Luglio 2022
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Sciopero generale contro la guerra, anche Lecco rischia di fermarsi

L'agitazione indetta per venerdì 20 maggio interessa i settori pubblico e privato. A promuoverla i sindacati di base Cub, Sgb, Usi-Cit, Cobas, SiCobas, Usb. "No alla guerra, a Putin, alla Nato, al Governo"

Uno sciopero generale nazionale contro la guerra. Venerdì 20 maggio 2022 il Paese rischia di fermarsi, grossi disagi potrebbero verificarsi anche a Lecco e provincia in tutti i settori pubblici e privati.

La protesta è stata convocata dai sindacati di base Cub, Sgb, Usi-Cit, Cobas, SiCobas, Usb, supportati da Giuristi democratici e associazioni pacifiste quali Abbasso la Guerra, l'Assemblea Antimilitarista, Rete PeaceLink. Nel mirino ci sono "la guerra e l'economia della guerra".

Trasporti, scuole e servizi

Gli occhi di tutti sono puntati sui trasporti, nella speranza che non si ripeta un'altra giornata di passione dopo quella dello scorso 15 maggio per lo sciopero del personale viaggiante di Trenord. Al momento in cui scriviamo l'azienda non ha avvisato i viaggiatori su possibili disagi causati dalle adesioni.

A livello scolastico lo sciopero interessa il personale docente e Ata a tempo indeterminato e determinato: aderiscono le organizzazioni sindacali Al Cobas, Cib Unicobas, Cub, Sgb, Sgc Sindacato Generale Di Classe, Si-Cobas, Slaiprolcobas, Usi, Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912, Usi Cit e Sidl. Negli istituti è stata diramata la relativa circolare. 

Possibili disagi potrebbero verificarsi dunque presso sportelli pubblici e privati, così come nei servizi di raccolta rifiuti e igiene urbana. "A seguito dello sciopero generale per tutti i settori pubblici e privati, indetto dalle organizzazioni sindacali Cub, Sgb, Cobas, Flaica e Fisi per l'intera giornata di venerdì 20 maggio 2022, Silea avvisa che potrebbero verificarsi disservizi nelle raccolte dei rifiuti e nei servizi di igiene urbana" si legge in una nota dell'azienda con sede a Valmadrera.

Le ragioni dietro la protesta del 20 maggio

Così il sindacato Cobas, con una nota sul proprio sito ufficiale, ha motivato le ragioni dello sciopero nazionale, che vedrà manifestazioni di piazza in diverse città italiane. "Condanniamo l'invasione dell'Ucraina scatenata da Putin e ci mobilitiamo per l'immediato "cessate il fuoco", il ritiro delle truppe russe e l'apertura delle trattative per una pace giusta e duratura. Condanniamo anche i continui riferimenti di Putin alla possibilità di usare l'arsenale atomico, con il rischio evidente di una catastrofe planetaria. Manifestiamo la nostra solidarietà al popolo ucraino aggredito e siamo al fianco di quella parte del popolo russo che, nonostante migliaia di arresti, si oppone all'invasione dell'Ucraina.
Siamo contro la Nato, le cui politiche espansionistiche in Europa, dopo il dissolvimento dell'Urss, hanno fornito il pretesto alle mire neo-imperiali di Putin per invadere l'Ucraina. Siamo contro il riarmo generalizzato, esigiamo il disarmo nucleare e bellico a livello globale, dagli arsenali russi e cinesi a quelli USA e Nato e degli altri paesi con armi nucleari. Diciamo NO alla decisione dei governi europei e di quello italiano di intervenire nel conflitto inviando armi all'Ucraina, NO all'utilizzo logistico e operativo delle basi militari sul nostro territorio. Vogliamo un'Europa di pace e di accoglienza per tutti i popoli e il pieno sostegno ai profughi. Contro l'economia di guerra - imposta dal governo Draghi attraverso carovita, privatizzazioni e licenziamenti - tassare gli extraprofitti energetici, recuperare l'evasione fiscale, ridurre le spese militari".

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