Lettera a Prefetto e autorità da parte di 40 docenti e 1.000 genitori: «Venga attivata la prima Liceo Scientifico di Calolzio»

Nuova iniziativa per salvare il corso "tradizionale" al Rota: «Oltre a garantire un servizio formativo importante al territorio, si eviterebbero classi pollaio in altre scuole»

Innanzitutto la volontà di non arrendersi nel chiedere di salvaguardare l'offerta formativa sul territorio della Valle San Martino. Ma non solo: ora ci sono anche aspetti relativi alla sicurezza e al bisogno di seguire le indicazioni ministeriali per evitare "classi pollaio" dopo l'emergenza Covid. Per questi motivi numerosi docenti e genitori dell'istituto Rota di Calolziocorte tornano a rivolgersi agli organi competenti e alle autorità locali per sollecitare l'attivazione della classe prima Liceo Scientifico tradizionale presso l'istituto superiore "Lorenzo Rota" del Lavello, dopo la bocciatura dello scorso febbraio.

I firmatari hanno così scritto una lettera all’Ufficio scolastico regionale, al Prefetto di Lecco Michele Formiglio, al presidente della Provincia Claudio Usuelli, all'assessore regionale all'Istruzione Melania De Nichilo Rizzoli, al sindaco di Calolziocorte Marco Ghezzi (in qualità di rappresentante dei sindaci del territorio), al presidente della Comunità montana della Valle San Martino Carlo Greppi, al dirigente dell’Unione Scolastica Territoriale Luca Volonté, e al dirigente dell’istituto superiore Rota Maurizio Canfora.

«Chiediamo un confronto con voi, alla presenza del dottor Volontè, volto a valutare la possibilità di riconsiderare le scelte fatte, prospettando possibili soluzioni, i fattivo e costruttuvo - si legge nella lettera preparata da alcuni docenti e genitori e poi firmata da tanti altri colleghi, mamme e papà - Auspichiamo di trovare interlocutori che sappiano riservare attenzione alle esigenze formative e culturali del territorio e dei cittadini. Siamo 40 docenti e circa mille genitori degli studenti del Rota. Consapevoli del fatto che quelli che stiamo vivendo sono giorni difficili da affrontare e che, nell’emergenza, i rappresentanti delle istituzioni devono impiegare molte delle loro energie a gestire situazioni di disagio incombente e quotidiano, pensiamo tuttavia che ciò non possa e non debba allontanare lo sguardo da problemi inerenti il futuro dei nostri figli e dei nostri studenti. Per questo ci permettiamo di porre alla Vostra attenzione una grave problematica che riguarda il nostro Istituto, che riteniamo debba essere affrontata nell’immediato».

Classe prima a rischio, prof e genitori in assemblea: «Salvate il Liceo Scientifico di Calolzio»

I firmatari dell'appello ricordano quindi il valore aggiunto che il Rota già garantisce al territorio, un valore che verrebbe potenziato dalla salvaguardua del Liceo. «La scuola superiore del Lavello ha una fisionomia peculiare e complessa, essendo caratterizzata da più indirizzi: professionale, tecnico (CAT e AFM), liceale (Liceo scientifico, Liceo scientifico delle Scienze applicate, Liceo delle Scienze Umane). Tale profilo ha preso forma negli anni per rispondere alle esigenze del territorio della Valle San Martino, dei bacini di utenza limitrofi e non solo. Il liceo scientifico tradizionale è stato istituito a Calolziocorte nel 2006. È nato come sezione staccata del liceo “Grassi” di Lecco, per poi divenire autonomo, insieme agli altri indirizzi dell’istituto, circa dieci anni fa. Ha fatto molta strada ed è ora un elemento identitario del Rota, scuola che costituisce un fondamentale polo culturale ed educativo sul territorio, punto di riferimento per molti alunni e per le loro famiglie».

Il dirigente scolastico: «Capisco l'amarezza, ma i numeri non permettevano di formare la nuova prima Liceo Scientifico»

«Il Liceo di Calolziocorte è conosciuto per la serietà educativa, per l’alto livello della sua offerta didattica, per la dedizione e competenza dei suoi docenti, per l’ambiente sereno in cui gli alunni sono accompagnati ad affrontare le “fatiche” dello studio, per le numerose e interessanti opportunità formative offerte agli studenti - continuano i prof e i genitori che hanno rilanciato l'appello - Gli esiti delle prove Invalsi e le classifiche di “Eduscopio” dimostrano la validità del liceo del “Rota”, sempre in linea con i licei “storici” del lecchese, quando non addirittura con risultati migliori ottenuti dai suoi studenti. Vi si sono formati numerosi giovani che si stanno distinguendo per gli esiti eccellenti dei loro percorsi universitari e postuniversitari. Nonostante questo, per il prossimo anno scolastico non ci verrà concessa la classe prima, poiché non è stato raggiunto il numero minimo di iscrizioni previsto. La perdita di un indirizzo storico del “Rota” determinerebbe un grave impoverimento dell'offerta formativa e culturale della scuola. Rinunciare alla classe prima quest’anno significherebbe, temiamo, perdere per sempre l’indirizzo: non vogliamo davvero arrenderci di fronte a questa prospettiva».

«I motivi per trovare una soluzione»

Ecco dunque le motivazioni che spingono i firmatari a non arrendersi. «Le ragioni che continuano a spingerci alla ricerca di una soluzione alternativa sono molteplici e sono le seguenti:

  • La Provincia in passato ha investito sulla nostra scuola e in particolare su questo indirizzo di studi, che serviva a “decongestionare” gli istituti lecchesi: perché ora dare un calcio a ciò che, grazie a quell’investimento, si è creato?
  • Sono stati recentemente stanziati finanziamenti per l’ampliamento strutturale dell’edificio scolastico;
  • L’orientamento politico nazionale in ordine alla formazione delle sezioni verte nella direzione di ridurre drasticamente il numero degli alunni per classe, abolendo le “classi pollaio”.
  • A causa della pandemia di Coronavirus, la formazione di classi poco numerose pare ora condizione indispensabile al fine di garantire una riapertura delle scuole e una didattica “in presenza” in condizioni di sicurezza per il prossimo a.s. 2020-2021.
  • Per via della specifica realtà territoriale della Valle San Martino, verrebbe arrecato grave disagio, soprattutto alle famiglie dei comuni periferici, in termini di tempo, risorse economiche ed energie impiegate a raggiungere una sede scolastica più lontana; inoltre, per via dell’attuale emergenza sanitaria, gli alunni del territorio sarebbero costretti a utilizzare mezzi pubblici per recarsi a scuola, sottoponendosi quindi  a maggiori rischi per la propria salute; tali rischi si potrebbero prevenire consentendo loro di frequentare l’istituto Rota.
  • Quale sarebbe la sorte degli alunni attualmente frequentanti la classe prima del liceo scientifico in caso di ripetenza in uno qualsiasi degli anni del loro ciclo di studi? Sarebbero necessariamente dirottati su un’altra sede, il che aggraverebbe le loro difficoltà.

Ci rivolgiamo a Voi dopo aver tentato inutilmente di dialogare con l’Ust di Lecco per cercare soluzioni a questo problema, supportati anche dai sindaci dei Comuni della Valle San Martino e dalla Comunità montana».

Da qui una critica forte e chiara all'Uffico scolastico provinciale per la bocciatura della nuova prima lo scorso febbraio. «Ci è parso che non ci fosse la volontà di trovare soluzioni. Non siamo stati ricevuti e non siamo stati ascoltati, nonostante lo sconcerto e il disappunto espressi da docenti, genitori, alunni ed ex alunni, che hanno avuto molta risonanza anche sugli organi di informazione locali. Incontri richiesti e fissati dalle autorità del territorio con tutte le parti in causa sono stati disattesi, come anche le concrete soluzioni prospettate. Questa la situazione di fatto: abbiamo ricevuto 17 iscrizioni e, come detto, la classe prima del Liceo Scientifico tradizionale non ci è stata concessa. L’Ust ha comunicato che le risorse non sarebbero sufficienti per garantire in provincia una classe liceale in più. Eppure sta succedendo questo: gli studenti che, dopo il delicato e complesso percorso di orientamento, avevano scelto convintamente di frequentare la nostra scuola si sono visti costretti a rivolgersi ad altri licei o indirizzi, contro la propria inclinazione e ispirazione (valori legislativamente tutelati); alle loro famiglie inizialmente è stato risposto, da almeno due istituti, che le loro future classi prime del liceo scientifico tradizionale erano sature, ma che avendo alunni in lista d’attesa, auspicavano, grazie ai nuovi studenti che stavano chiamando per iscriversi (quelli che avevano espresso come prima scelta il liceo al “Rota”!) di formare una nuova classe. Dalle ultime notizie in nostro possesso, sappiamo che tali iscrizioni sono state ora accettate almeno in uno dei due licei storici della provincia».

A settembre niente prima Liceo Scientifico al Rota del Lavello

Da qui le conclusioni e l'appello formato di docenti e genitori: «Abbiamo ragione di credere che, per evitare la formazione di “classi pollaio” in tali istituti, si stia prospettando una classe prima in più di Liceo Scientifico tradizionale, rispetto a quelle già autorizzate dall’Ust di Lecco, da formarsi anche grazie agli alunni che avevano scelto il Rota ma a spese di quest’ultimo, che perderà tale indirizzo. Qual è la logica sottesa a queste improbabili operazioni? Sappiamo che può sembrare ormai tardi, ma vogliamo chiedere il Vostro aiuto per salvare il nostro Liceo. Chiediamo quindi con forza che, se un'ulteriore classe di liceo scientifico sarà concessa in provincia per il prossimo anno scolastico, sia assegnata alla nostra scuola».

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