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Roberto Fumagalli, presidente del circolo ambiente “Ilaria Alpi”

Roberto Fumagalli, presidente del circolo ambiente “Ilaria Alpi”

«Smog a Lecco e Merate: servono provvedimenti per disinquinare l'aria»

Il circolo ambiente "Ilaria Alpi" lancia un nuovo appello a comuni e istituzioni: «Prendano iniziative per limitare il traffico nei centri urbani, per non tenere alti i riscaldamenti e per incentivare l'uso di fonti energetiche pulite»

«È ancora allarme polveri sottili nell’aria. E ancora una volta le Istituzioni, Governo, Regioni e Comuni, non fanno purtroppo nulla». Il "j'accuse" arriva dal circolo ambiente "Ilaria Alpi" il cui portavoce Roberto Fumagalli richiama l'attenzione su alcuni dati preoccupanti riscontrati nei giorni scorsi a Lecco e Merate in merito allo smog e alla qualità dell'aria.

I dati sulla qualità dell'aria nel territorio

«Giovedì 12 novembre a Merate la centralina Arpa ha misurato ben 81 microgrammi/mc di PM10 - pertanto ben oltre il limite di legge di 50 microgrammi - e addirittura 58 del più pericoloso PM 2,5, con un indice di qualità dell’aria definito “Molto scarso” - dichiara Fumagalli (nella foto) - Sempre giovedì il PM 10 a Valmadrera era a quota 71, a Lecco 68. Il problema è generalizzato su tutta la Pianura Padana, ma questo non può essere una scusante per le Istituzioni che, ancora una volta, non si muovono. Al contrario Regione Lombardia nelle scorse settimane ha prorogato fino a inizio 2021 la deroga alla circolazione dei diesel euro 4, andando quindi contro qualsiasi logica».

L'inquinamento "costa" quasi 1.300 Euro all'anno a ciascun cittadino lecchese

Sempre secondo il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", la cui sede si trova ad Alzate Brianza, altrettanto grave è l’impasse istituzionale a livello nazionale. «Proprio a inizio mese la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per aver “sistematicamente e persistentemente” violato le norme sull’inquinamento atmosferico, proprio per le polveri sottili. Una situazione che va avanti da decenni - aggiunge Fumagalli citando gli studi della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile in merito al problema - Ovvero lo Stato italiano, coi vari Ministri dell’Ambiente che si sono succeduti, non ha fatto abbastanza per risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria nella parti più inquinate del Paese, che sono anzitutto la Lombardia e la Pianura Padana».

Qualità dell'aria: anche Lecco insufficiente, ma va meglio rispetti ad altre città lombarde

Cosa andrebbe dunque fatto? «Secondo noi le Istituzioni, Regione in testa e poi i Comuni del territorio, devono da subito mettere in campo provvedimenti seri e duraturi per disinquinare l’aria. È giusto che, in questa difficile fase che stiamo vivendo, la priorità di azione debba essere dedicata all’allarme virus, ma anche la questione smog è un problema di ordine sanitario, che rischia di interessare la parte più a rischio della popolazione, ovvero gli anziani e chi soffre di patologie respiratorie». 

L'appello alle Istituzioni

«Per questo il nostro, ennesimo, appello alle Istituzioni: si prendano provvedimenti per limitare il traffico nei centri urbani, riscaldamenti a meno di 19°C per gli edifici pubblici e privati. Ma soprattutto chiediamo di ripensare l’intera mobilità nelle città. E poi incentivare l'uso di fonti energetiche pulite, passando dai combustibili fossili alle rinnovabili: fotovoltaico e solare termico, pompe di calore, ecc.. Solo così si riuscirà a migliorare la qualità dell'aria del nostro territorio. 

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