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Giovedì, 26 Maggio 2022
Il parere / Garbagnate Monastero / Via Provinciale, 49

“La ‘tangenzialina’ tra Molteno e Garbagnate cancellerà un bosco”

Il Circolo Ambiente ‘Ilaria Alpi‘ dopo la bozza del collegamento tra la Strada Provinciale 52 a Sirone e la Strada Provinciale 49 tra Molteno e Garbagnate Monastero

“Uno sperpero di denaro pubblico” che “cancellerà un bosco”. È il parere tranchant del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” dopo “aver visto la bozza del tracciato della nuova tangenzialina (variante 'alta') ipotizzata per il collegamento tra la Strada Provinciale 52 a Sirone e la Strada Provinciale 49 tra Molteno e Garbagnate Montastero”. “Un bosco, l'unico rimasto nella zona bassa di Garbagnate Monastero, sacrificato per fare spazio a 800 metri di inutile asfalto. Un'opera, che, nella migliore delle ipotesi, servirà solo a spostare il traffico da viale Grandi di Molteno, riversandolo sull’incrocio (o nuova rotonda) tra via De Gasperi, via della Vittoria e via per Molteno (quest'ultima che conduce a Garbagnate)”. 

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La nuova tangenzialina GOOGLE MAPS/ELABORAZIONE LECCOTODAY

“Circolo vizioso”

Le parole sono quelle di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo: “In pratica si sperpererà denaro pubblico per tagliare in due il bel bosco ai piedi di Garbagnate. Portando un po' di inquinamento e rumore da traffico sotto le finestre delle lussuose ville di via Gemelli e via Parini. Il tutto, diciamolo, in una zona in cui, nei decenni passati, sono state operate scelte urbanistiche discutibili. Unite a quelle che, lungo l'asse dello stesso viale Grandi, hanno contribuito ad aumentare il traffico, soprattutto dei camion. Parliamo dei vari capannoni, che hanno appesantito il traffico a Raviola, tra cui il via vai dei tir di una nota ditta di trasporto rifiuti. In pratica i Comuni, nei diversi mandati amministrativi, prima permettono l'edificazione su aree verdi, poi si lamentano del traffico in aumento, infine trovano la soluzione in una nuova distesa di asfalto che cancella altri campi e boschi. È un circuito vizioso (e per niente virtuoso), che ha come unico effetto il consumo di suolo e la cementificazione delle poche aree verdi rimaste”.

Si chiude con un interrogativo: “Tutto questo, in tempi di riscaldamento globale e di peggioramento della qualità dell'ambiente, avrà mai una fine?”.

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