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Giovedì, 23 Maggio 2024
La spinta / Centro storico / Piazza XX Settembre

Il Tar spinge bar e ristoranti: “Spazi extra per tutto il 2023”

Fipe Confcommercio si fa forte del contenzioso tra il Comune e un ristorante del centro: “Fate domanda per gli spazi extra”

La "bega" sui tavolini torna protagonista anche a Lecco. Da mesi Fipe Confcommercio va contro le decisioni del Comune sul tema dell'occupazione del suolo pubblico, che differenziano radicalmente la giunta Gattinoni rispetto a Valmadrera. E ora è arrivata la decisione del Tar di concedere la sospensiva a un ristorante del centro di Lecco - il Mamaioa di vicolo del Torchio -, nell'ambito di un contenzioso in essere con l'amministrazione, che porta con sé delle conseguenze rilevanti per tutti i locali per quanto riguarda lo spazio per i tavolini all'aperto.

“Prendiamo atto di quanto espresso nell'ordinanza del Tar che, nelle motivazioni a supporto della sospensiva, ribadisce la validità della proroga degli spazi fino al dicembre 2023 e anzi evidenzia come il Comune di Lecco abbia di fatto violato la proroga legislativa stessa relativa all'utilizzo temporaneo di suolo pubblico - sottolinea il presidente di Fipe Confcommercio Lecco, Marco Caterisano -. Questo intervento del Tribunale Amministrativo rimarca la posizione che come Fipe sosteniamo da tempo, ovvero che le nostre imprese possano ancora beneficiare dell'ampliamento degli spazi esterni”.

La querelle Comune-Mamaioa

“Chiedete lo spazio extra”

Il passo da fare, secondo Caterisano, è netto: “Alla luce di questa sentenza, invitiamo i nostri soci a fare domanda in Comune di Lecco per tornare a usufruire degli spazi extra garantiti dalla legge. Inoltre auspichiamo che l'accoglienza delle domande stesse da parte del Comune avvenga in tempi rapidi, vista anche l'imminente partenza della stagione primaverile-estiva che consente il pieno utilizzo dei tavoli all'aperto".

La richiesta, in sintesi, è che il Comune di Lecco tenga conto della proroga degli spazi concessi in era covid fino a dicembre 2023, come deciso dal governo centrale. Palazzo Bovara, invece, ha fatto sapere di non tenere conto di questa norma e ha posizionato da tempo le famose borchie, ma dopo la sentenza del Tar l'associazione di categoria è tornata a ribadire la richiesta di spazi extra per i tavolini degli esercenti.

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