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Dopo la Borsa, la Sicilia: Technoprobe sbarca a Catania

L'azienda di Cernusco Lombardone si appresta ad aprire la quarta sede in Italia

Dopo l'ottimo debutto in Borsa di febbraio, la Technoprobe si prende un pezzo della Sicilia. La multinazionale di Cernusco Lombardone, attiva nel settore dei semiconduttori e della microelettronica che opera nell'ambito del testing dei microchip, ha annunciato l'apertura di una nuova sede nell'Etna Valley di Catania. “Un nuovo Design Center per potenziare le attività dei team che progettano le soluzioni tecnologiche dell'azienda - spiega una nota diffusa dal Gruppo brianzolo -. Con l'apertura della nuova sede siciliana, da sempre multinazionale, allarga la sua presenza anche su scala nazionale - spiega invece il general manager Roberto Crippa -. È parte questo di un grande percorso di crescita che ci ha visto negli ultimi due anni più che triplicare il numero dei dipendenti e raddoppiare il fatturato. In azienda abbiamo già tanti operatori siciliani che lavorano nelle nostre sedi in Lombardia, ora vogliamo offrire a professionisti dell'area catanese e siciliana opportunità di carriera in azienda anche senza bisogno di trasferirsi altrove. Confidiamo di riuscire a trovare così nuovi talenti, grazie anche alla partnership con l'Università di Catania”.

Area da 500 metri quadrati

Il Gruppo ha il suo quartier generale a Cernusco Lombardone e già 13 sedi in tutto il mondo, di conseguenza si avvia a inaugurare la sua quarta sede italiana dedicata al rafforzamento dei team di Design. I nuovi uffici si trovano nella zona industriale vicina all'aeroporto di Catania, dove già hanno sede altre grandi aziende come STMicroelectronics, Teradyne, EDA, NXP, Analog Device, Enel Greenpower e l'Institute for Microelectronics and Microsystems del Cnr: un'area di circa 500 metri quadrati, con cinquanta postazioni di lavoro - che potrebbero raddoppiare con un eventuale futuro ampliamento della sede - e un laboratorio di caratterizzazione.

“Operare in un settore altamente tecnologico e in costante evoluzione come il nostro implica avere una vocazione all'innovazione permanente e quindi professionisti sempre di alto livello - ha analizzato infine Fabio Morgana, chief technology officer di Technoprobe -. Per questo motivo, con l'apertura di una nuova sede interamente dedicata al Design delle nostre tecnologie, ci potenziamo per essere sempre in grado di soddisfare le più complesse esigenze dei nostri clienti e anticipare il futuro, dando vita al mondo di domani”.

Il nuovo accordo integrativo

Quella dello scorso 6 luglio è stata una giornata importante alla Technoprobe. Le lavoratrici e i lavoratori dell'azienda hanno votato a larga maggioranza in favore dell'ipotesi di Accordo integrativo aziendale, siglato tra la società, la Rsu e le organizzazioni sindacali Fim-Fiom Territoriali. A partecipare alla consultazione è stato il 70% degli aventi diritto, dato da sottolineare secondo i sindacati, in quanto costituisce un importante segnale di “vitalità democratica”.

I punti dell'accordo

La principale innovazione introdotta dall'accordo riguarda l'organizzazione dell'orario di lavoro. Il settore in cui l'azienda opera, quello dei semiconduttori, è altamente competitivo e necessita perciò che alcuni reparti garantiscano una copertura produttiva a ciclo continuo, h24, 7 giorni su 7; il passaggio a questa nuova modalità oraria comporta la diminuzione dell'orario di lavoro, per cui i dipendenti coinvolti lavoreranno 136 ore annue in meno. L'accordo prevede che Technoprobe garantisca la piena retribuzione e l'intera maturazione di tutti gli istituti contrattuali connessi (ferie, tredicesima ecc.). In virtù di tale accordo, le maggiorazioni previste determinano un importante aumento della retribuzione nell'ordine di migliaia di euro/anno.

Con il nuovo accordo il valore premio di risultato per gli anni 2022 e 2023 avrà inoltre un significativo aumento e potrà superare i 5mila euro. Altro importante risultato raggiunto con il nuovo contratto è l'impegno dell'azienda ad assumere a tempo indeterminato almeno 150 lavoratori entro il 31 maggio 2023. Inoltre, la stabilizzazione dei precari viene resa strutturale con l'introduzione dell'obbligo di assunzione a tempo indeterminato dopo 12 mesi di contratto in somministrazione e/o assunzione con contratto a termine. Oltre che da un impiego sicuro e tutelato, il miglioramento delle condizioni di lavoro passa anche dal continuo confronto tra la direzione e la Rsu sulla formazione permanente e gli inquadramenti professionali.

Da evidenziare nell'accordo, infine, la possibilità di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale (Part-Time) nella misura massima del 15% del personale, percentuale ben più alta rispetto al 4% previsto dal CCNL di riferimento, e l'accordo di smart working con la definizione degli orari di prestazione con il diritto alla disconnessione e gli strumenti informatici in dotazione dei lavoratori coinvolti.

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