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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Dati preoccupanti / Centro storico / Lungolario Isonzo

L'incertezza post pandemia fa male al turismo sul Lario: la metà degli stranieri rinuncia

Le regole post emergenza Covid-19 sono ancora definire: il lago di Como rischia anche per la Pasqua

Il turismo sul Lario rischia grosso. Rischia oggi e anche per quanto riguarda la Pasqua in arrivo tra qualche settimana. Non c'è tempo da perdere o anche quei giorni, con cui normalmente comincia la stagione sul lago di Como con i turisti del Nord Europa, saranno rovinate per gli imprenditori del settore. Nonostante il ministro Speranza abbia firmato l'ordinanza per i cittadini extra Ue, la situazione post emergenza covid non è ancora chiara. "Il quadro evidenzia la necessità di definire con urgenza le regole post emergenza covid per evitare di perdere arrivi soprattutto dall'estero in vista della Pasqua, preparando così la partenza della stagione estiva", spiega Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. 

Lago di Como: sei stranieri su dieci rinunciano alle vacanze

Sei stranieri su dieci (58%) hanno dovuto rinunciare a venire in Italia nel 2021 con il dimezzamento nella spesa dei viaggiatori dall’estero e un buco di 22,5 miliardi di euro rispetto al 2019, l’ultimo anno prima della pandemia. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui nuovi dati Bankitalia relativi al 2021 che evidenzia ancora le pesanti difficoltà del settore nonostante la leggera ripresa nel confronto con il 2020 con un aumento del 2,7% del numero di viaggiatori che hanno attraversato la frontiera per una spesa in aumento però del 25%. 

Una situazione che hanno pagato in prima persona anche le province lariane di Como e Lecco che di fatto, già all’inizio dello scorso anno, hanno dovuto rinunciare alla stagione invernale con la chiusura degli impianti sciistici sia sul territorio che nella vicina Valtellina, mentre solo in estate si sono allentate le restrizioni per molti viaggiatori esteri. L’assenza di stranieri in Italia grava sull’ospitalità turistica nelle mete più gettonate che risentono notevolmente della loro mancanza anche perché – sottolinea la Coldiretti – i visitatori da paesi europei hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa.

Ad essere penalizzati sono stati anche gli oltre 25mila agriturismi nazionali dove gli stranieri in alcune regioni secondo Campagna Amica rappresentano tradizionalmente oltre la metà degli ospiti: la loro presenza è particolarmente incisiva e in crescita anche nelle strutture delle due province lariane, che già oggi accolgono – con un rating reputazionale altissimo – viaggiatori provenienti da ogni angolo del mondo e attratti dalle bellezze del Lago di Como. 

La mancanza di vacanzieri si trasferisce a valanga sull’insieme dell’economia per le mancate spese per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Il cibo infatti – conclude Coldiretti Como Lecco – è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche.

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