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La spettacolare foto di Giacomo Augugliaro, di ScattoPazzo.it (clicca per la foto completa)

La spettacolare foto di Giacomo Augugliaro, di ScattoPazzo.it (clicca per la foto completa)

In migliaia con il naso rivolto all'insù per vedere la Luna Rossa

Il Planetario ha registrato un boom di presenze, ma sono state migliaia le persone che hanno visto il particolare fenomeno in tutto il Lecchese

Per quasi due ore, dalle 21.30 alle 23.12, vedere la Luna non è stato possibile e l'oscurità è stata particolarmente intensa. L'eclissi di Luna di venerdì 27 luglio ha richiamato tutti, con gli occhi all'insù per ammirare un fenomeno non rarissimo ma che, stavolta, aveva dell'eccezionale: è stata e sarà l'eclissi totale più lunga del XXI secolo, ben 103 minuti, avvicinandosi a quella che gli astronomi hanno stabilito la durata teorica massima possibile (107 minuti). Splendido lo scatto realizzato da Lecco da Giacomo Augugliaro di Scattopazzo.it, che abbiamo utilizzato in apertura di articolo, capace di riunire Luna Rossa e Matitone di Lecco, uno dei simboli del capoluogo.

Diversi gli appuntamenti nel lecchese, capeggiati da quello del Planetario civico di cui vi abbiamo già raccontato, per godersi lo spettacolo, che in realtà è complessivamente durato dalle otto e mezza di sera (entrata nel cono d'ombra) a oltre mezzanotte (uscita dal cono d'ombra). Centinaia di persone si sono raccolte in tutto il Lecchese, in particolar modo sui terrazzi naturali raggiungibili con i mezzi propri, come quello del Monte Barro, dove siamo stati anche noi.

La composizione del nostro Matteo Bonacina, postata su Instagram

Contemporaneamente all'eclissi la Luna era infatti particolarmente piccola, avendo raggiunto l'apogeo (cioè il punto più lontano dalla Terra) proprio il 27 mattina. Tuttavia, come è ovvio, l'eclissi si può ammirare anche ad occhio nudo, cogliendo la bellezza e la suggestione del colore rossastro assunto, durante le eclissi, dal nostro satellite. Il motivo? La Luna, durante un'eclissi, non è raggiunta dalla luce diretta del Sole ma da quella rifratta dall'atmosfera terrestre.

Occorreva, logicamente, un po' di pazienza. Il fenomeno di per sé poteva essere visto dalle 20.24 alle 21.30 e poi ancora dalle 23.12 a poco oltre mezzanotte. In mezzo, la Luna non era visibile in alcun modo, visto che appunto si trovava completamente nel cono d'ombra. Continuavano invece ad essere (ben) visibili alcuni dei pianeti del sistema solare. In particolare Marte, il più brillante la sera del 27, e poi Giove, Saturno e Venere. A patto, s'intende, di riconoscerli.

eclissi luglio 2018 lucrezia brambilla-2

L'eclissi di luna raccontata dalla macchina fotografica di Lucrezia Brambilla.

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