Effetti economici negativi dell'emergenza Covid: chiude l'asilo nido di Somasca

La valle San Martino perde un apprezzato servizio attivo da quasi 20 anni. Le educatrici: «Non sarà possibile riaprire "Il villaggio dei folletti" e "La sezione primavera". L'epidemia e la conseguente mancanza di entrate hanno gravemente appesantito la situazione finanziaria»

Uno scorcio dell'asilo nido in centro Somasca.

L'asilo nido di Somasca vittima dell'emergenza sanitaria e dei negativi effetti economici legati alle restrizioni di cintrasto al Coronavirus. Dopo quasi 20 anni di onorato servizio durante il quale sono diventati un punto di riferimento educativo per il territorio della Valle San Martino chiudono "Il villaggio dei folletti" e "La sezione primavera" che fanno capo alla Casa San Girolamo dei Padri Somaschi, nella frazione di Vercurago. La notizia è stata ufficializzata con una lettera alle famiglie firmata dalla coordinatrice Paola Arrigoni e dalle altre educatrici.

«Decisione triste, ma necessaria»

«Carissimi genitori, da settembre 2020 non sarà più possibile riaprire l'asilo nido "Il villaggio dei folletti" e "La sezione primavera" - hanno scritto Paola e le maestre - È evidente che la condizione venutasi a creare a seguito dell'emergenza sanitaria di questi ultimi mesi e la conseguente mancanza di entrate hanno gravemente appesantito la situazione finanziaria, da cui la triste, ma necessaria decisione di non poter proseguire. I servizi rivolti alla prima infanzia dei Padri Somaschi sono nati poco meno di 20 anni fa con gli obiettivi di permettere ai più piccoli di trascorrere momenti di svago e di apprendimento e di rispondere al bisogno di tante famiglie di un luogo di aiuto e di sostegno nella cura e nell'educazione dei propri figli. Abbiamo offerto un luogo quanto più possibile simile a una casa, riconoscibile e famigliare per i bambini, ma anche un luogo di incontro, di condivisione e di sostegno per i genitori».

La chiusura rappresenta dunque un doppio danno in termini sia di riduzione dei servizi sul territorio, sia di perdita di posti di lavoro in un settore importante come quello educativo. Un esempio purtroppo concreto di come l'allarme Covid - prevedibilmente - da sanitario si stia trasformando in economico e sociale. Molta preoccupazione in queste ore viene espressa da cittadini e amministratori locali, nel timore che anche altri istituti, in particolare quelli paritari, possano ritrivarsi in forte crisi. Al nido di Somasca lavoravano 6/7 educatrici ed erano ospitati 35/36 bambini.

«Riteniamo di aver offerto un prezioso servizio ai bambini e alle famiglie. Grazie a chi ha creduto a noi»

«In questi anni abbiamo creduto nelle enormi potenzialità dei bambini, nella loro capacità di imparare e di relazionarsi con il mondo in modo sempre diverso nelle differenti fasi della crescita - continuano Paola Arrigoni e le colleghe - Abbiamo donato la quotidianità e li abbiamo tenuti sempre al centro del nostro progetto educativo. Tutto questo sulle orme e il carisma di San Girolamo Emiliani e dei padri Somaschi, che nella storia della comunità di Vercurago continuano una tradizione di accoglienza ed educazione. Un ringraziamento, per nulla scontato, ma sentito e doveroso, va a tutte le famiglie, che ci hanno fatto dono del loro bene più grande. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno intrecciato un momento della loro vita con la nostra storia, dagli educatori, ai volontari, ai padri. E proprio i Padri Somaschi anche in questo momento delicato ci sono vicini e stanno facendo il possibile per sostenerci. Augurando tutto il bene ai vostri bambini e a voi, vi portiamo il nostro abbraccio e il nostro saluto».

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I Padri Somaschi: «Situazione non più economicamente sostenibile a causa dell'emergenza sanitaria»

Anche i Padri Somaschi hanno confernato la "scelta obbligata" della chiusura, ringraziando le famiglie per la fiducia accordata negli anni e le educatrici per il prezioso lavoro svolto. «Casa San Girolamo ha iniziato la sua attività nell'anno 1967 con l'accoglienza e l'assitenza ai minori delle scuole elementari Cà Miani - hanno scritto i religiosi - In seguito ha diversificato la sua attività in risposta ai bisogni del territorio. In particolare nell'ottobre 2002 ha dato inizio all'attività in favore dei bambini della fascia di età da 3 a 36 mesi con "Il villaggio dei folletti" e "La sezione primavera".  La sostenibilità dell'opera è stata garantita dalle rette, dai contributi degli enti pubblici, da offerte liberali e dalla comunità dei padri. La comunità dei padri ha onorato l'impegno facendosi carico ogni anno del disavanzo finanziario di gestione per il particolare significato dell'asilo nido nell'ambito delle offerte educative di casa San Girolamo e per la reale rispondenza ai bisogni delle famiglie del territorio. A causa dell'emergenza sanitaria di questi mesi la comunità dei padri è chiamata a un onere maggiore che non è più in grado di sostenere e pertanto, con rincrescimento, è costretta a interrompere l'attività dell'asilo nido dal 31 agosto 2020. Nella convinzione di aver svolto negli anni un servizio utile alle famiglie, ringraziamo tutti coloro che hanno creduto in questo servizio».

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