Successo per l'evento conclusivo di "Vocate: canti e riti della tradizione"

A Palazzo delle Paure musica e tavola rotonda sui temi legati al progetto coordinato dalla Provincia per valorizzare le ritualità tradizionali nell’area Prealpina del Lecchese e del Canton Ticino. «Abbiamo promosso cultura e turismo in linea con le indicazioni Unesco»

La giornalista Katia Sala, nella foto vicina ad Angelo Rusconi e Giovanni Conti, ha moderato l'incontro che si è tenuto a Palazzo delle Paure. Molti i relatori.

Palazzo delle Paure ha ospitato l’evento conclusivo del progetto "Interreg La voce della terra: canti e riti della tradizione - VoCaTe" coronato da un'ottima partecipazione. Il progetto è stato ideato dalla Provincia di Lecco (ente capofila) e realizzato con i partner Comunità montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera, Fondazione Luigi Clerici, Fondazione Monastero Santa Maria del Lavello per la parte italiana, associazione Cantar di Pietre (capofila di parte svizzera), Mendrisiotto Turismo, Fondazione Processioni storiche e Comune di Mendrisio per la parte svizzera.

La Voce della Terra a Sueglio e Barzio

«VoCaTe ha valorizzato le ritualità tradizionali nell’area Prealpina del Lecchese e del Canton Ticino, per consolidare il patrimonio culturale immateriale dei territori di frontiera, in linea con le indicazioni fondamentali della Convenzione Unesco - spiegano i promotori - Il progetto ha documentato le ritualità religiose e laiche dell’area di cooperazione, contribuendo in modo significativo alla rivitalizzazione dei luoghi, attraverso iniziative di divulgazione e sostegno al turismo».

La tappa finale di ieri pomeriggio a Lecco si è aperta con l’accoglienza musicale Cantà Proman - I cantori di Premana e con i saluti istituzionali del presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli e del sindaco di Lecco Virginio Brivio.

Il presidente Usuelli: «Progetto importante per consolidare le radici culturali delle nostre comunità»

«Il progetto - sottolinea il Presidente Usuelli - ha come principale obiettivo la valorizzazione delle tradizioni corali e musicali e delle ritualità dell’area di cooperazione, per consolidare le radici culturali delle comunità e sviluppare l’attrattività del territorio in chiave turistica. Sono stati realizzati diversi eventi nell’area di cooperazione caratterizzata da un importante patrimonio di ritualità sacra e profana: le grandi processioni, i carnevali, i riti agricoli, le feste liturgiche, in cui il canto e la musica sono gli elementi sempre presenti. Spettacoli e concerti incentrati sui temi forti della cultura tradizionale contribuiscono ad accrescere un turismo culturale di qualità, suscitando l’interesse a partecipare alle ritualità e favorirne così la vitalità».

A seguire si è svolta una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Katia Sala. Cristina Casarin (Servizio cultura e turismo Provincia di Lecco) ha sottolineato le origini, gli obiettivi, le attività, gli eventi e i materiali del progetto. Nadia Fontana Lupi (Organizzazione turistica Mendrisiotto e Basso Ceresio) si è soffermata sul riconoscimento Unesco alle Processioni della Settimana Santa di Mendrisio, sulle azioni in territorio svizzero e sulle ricadute sotto il profilo turistico. Silvia Strada (Montagne lago di Como) ha posto l’accento sulle attività svolte in chiave turistica, come gli educational tour per la creazione di pacchetti ad hoc e gli appuntamenti fieristici. Carlo Montisci (Ideas) ha parlato della cultura come leva strategica per lo sviluppo turistico dei territori e delle nuove opportunità commerciali grazie al progetto. Barbara Vitali (Comunità montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera) ha evidenziato il ruolo dell’ente e i nuovi allestimenti dei musei di Premana e Tremenico.

Molto suggestivi i video proiettati nel corso dell’evento conclusivo: il primo con una panoramica generale sugli eventi, il secondo sul Carnevale di Sueglio, il terzo sulle Processioni della Settimana Santa di Mendrisio. Spazio quindi agli interventi di Angelo Rusconi (Res Musica), il quale ha sottolineato come il canto e la musica siano il filo rosso che unisce i riti sacri e profani, passati e presenti; e di Giovanni Conti (Cantar di Pietre), che ha invece posto l’accento sull’eredità dal valore inestimabile costituita dalle feste rituali.

L’evento si è poi concluso con la coinvolgente esibizione di Cantà Proman - I Cantori di Premana. Entro la fine del mese di febbraio verranno presentati tutti i materiali relativi al progetto realizzati dai diversi partner:

  • Mappa delle Ritualità, a cura di Provincia di Lecco e Angelo Rusconi
  • Mappa di comunità (Tremenico, Premana e Carenno), a cura di Provincia di Lecco; il percorso di realizzazione delle mappe è stato coordinato dalla Cooperativa Liberi Sogni
  • Brochure Ritualità sacra e profana nell’area prealpina del Lecchese e del Ticino, a cura di Provincia di Lecco e Angelo Rusconi
  • Volume con dvd La voce della terra: ritualità sacra e profana fra Lombardia e Ticino, a cura di Angelo Rusconi per Provincia di Lecco
  • Volume con cd La tradizione musicale dell’Ordine dei Servi di Maria, a cura di Marco Gozzi e Angelo Rusconi per Provincia di Lecco
  • Docufilm e video delle ritualità, a cura di Isabella Mazzia per Fondazione Luigi Clerici 
  • Tour virtuali in alcuni luoghi rappresentativi delle ritualità, a cura degli studenti delle scuole secondarie di I grado degli istituti comprensivi di Civate, Valmadrera, Malgrate, Campus Molinatto di Oggiono e Liceo Leopardi di Lecco per Fondazione Luigi Clerici
  • Mappa delle ritualità virtuale a cura di Fondazione Luigi Clerici
  • Mural che illustra la vita e la storia dei Servi di Maria presso il Convento di Santa Maria del Lavello, a cura di Miriam Ravasio per Fondazione Monastero di Santa Maria del Lavello
  • Brochure Racconto di una notte, a cura di OTR Mendrisiotto e Basso Ceresio

Res Musica con Angelo Rusconi ha curato la supervisione scientifica dei materiali specifici di progetto e l’ideazione del progetto artistico degli eventi spettacolari che si sono tenuti nell’estate 2019.

La scheda del progetto

Il progetto La voce della terra: canti e riti della tradizione (VoCaTe), approvato nell’ambito dell’asse II Valorizzazione del Patrimonio naturale e culturale, del Programma Interreg V-A Italia Svizzera, pone il proprio fondamento nella dichiarazione Unesco sulla promozione del Patrimonio culturale immateriale quale componente vitale delle culture tradizionali ed essenziale fattore di identità. È ideato dalla Provincia di Lecco (ente capofila) e realizzato con i partner Comunità montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera, Fondazione Luigi Clerici, Fondazione Monastero Santa Maria del Lavello per la parte italiana, associazione Cantar di Pietre (capofila di parte svizzera), Mendrisiotto Turismo, Fondazione Processioni storiche e Comune di Mendrisio per la parte svizzera.

L’obiettivo di VoCaTe è la valorizzazione delle tradizioni corali e musicali e delle ritualità dell’area di cooperazione (le grandi processioni, i carnevali, i riti agricoli, le feste liturgiche), per incrementare le presenze turistiche e consolidare le radici culturali dei territori di frontiera. La valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, inteso come eredità culturale, concerne il territorio nelle sue molteplici articolazioni: dalle amministrazioni comunali alle associazioni, ai singoli cittadini, che lo vedono come identitario e al tempo stesso come possibile motore di sviluppo, una risorsa di cui le popolazioni dispongono, caratterizzata da unicità e valore.

Le azioni messe in campo si concludono a fine gennaio 2020. I risultati raggiunti sono:

  • Linee guida per conservare e valorizzare le ritualità più esposte alle erosioni e per supportare le Amministrazioni e le comunità locali
  • Format didattico per le scuole relativo alla trasmissione dell’eredità culturale di generazione in generazione, coinvolgendo gli studenti con laboratori didattici inclusivi
  • Le ritualità sacre e profane, il canto e la musica efficaci attrattori del territorio
  • Nuovo prodotto turistico culturale di qualità legato al ciclo annuale delle ritualità, rispettoso delle tradizioni locali, partendo dagli appuntamenti di festa sacra e profana che caratterizzano i territori per vivere un soggiorno “autentico” in chiave esperienziale

La forza della partnership è data dal ruolo autorevole dei partner in termini istituzionali e in termini di competenze specifiche rispetto alle attività di progetto. "VoCaTe" è nato da una riflessione e da una verifica congiunta rispetto al tema della conservazione delle tradizioni viventi e del loro “riuso” in termini di turismo sostenibile.  Dalla consapevolezza delle comuni radici del codice culturale immateriale dei luoghi, si è passati a un confronto sinergico sui temi turistici con il coinvolgimento di partner con competenze specifiche. Nella stesura del progetto sono emerse connessioni tra i territori inizialmente sconosciute (come la presenza dell’Ordine dei Padri Serviti in Svizzera e in Italia) che, grazie al progetto, è possibile approfondire, nonché condividere modalità di valorizzazione di analogo patrimonio in ambito storico rituale e musicale.

In linea con la Convenzione Unesco sulla promozione del patrimonio culturale immateriale, quale componente vitale delle culture tradizionali ed essenziale fattore d’identità, sono realizzati diversi eventi annuali per la valorizzazione delle identità locali. Le attività sono attuate sul territorio prealpino dell’area di cooperazione (area Valsassina, Valvarrone, Valle San Martino e San Pietro al Monte in Italia, area del Mendrisiotto, Bellinzonese e Alto Ticino in Svizzera), una regione che costituisce un “paesaggio culturale” omogeneo, caratterizzato da un patrimonio importante di ritualità sacra e profana: le grandi processioni, i carnevali, i riti agricoli, le feste liturgiche, sono le realtà più vitali della civiltà tradizionale, tenacemente sopravvissute ai mutamenti socioeconomici, nelle quali le comunità si riconoscono come tali.

Il canto e la musica sono gli elementi sempre presenti nei riti religiosi e laici, nelle feste e pratiche sociali legate ai cicli di vita e dell’anno, filo rosso che unisce passato e presente, sacro e profano, giovani e anziani. Seguendo questo filo, il progetto VoCaTe consente di accrescere la consapevolezza delle proprie risorse culturali da parte della comunità e delle nuove generazioni e di sviluppare l’attrattività del territorio attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. Nel periodo estivo spettacoli e concerti incentrati sui temi forti della cultura tradizionale interpretati da artisti di fama mondiale contribuiscono ad accrescere un turismo culturale di qualità, suscitando inoltre l’interesse a partecipare alle ritualità viventi nel corso dell’anno e favorirne così la vitalità. La realizzazione di un prodotto turistico innovativo nella prospettiva di un’offerta integrata di beni e servizi nello spazio di cooperazione è parte essenziale del percorso.

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Il progetto, durato 18 mesi, ha ottenuto il contributo pubblico per il territorio lecchese pari a 501.717 euro e per il territorio svizzero pari a 82.542 franchi svizzeri per un budget complessivo di parte italiana di 533.205 euro e di parte svizzera di 165.085 franchi svizzeri.
 

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