Accorpamenti, Anghileri (Cambia Lecco): "Inevitabile perché città piccola, occorre trovare alternativa"

Il Consigliere di sinistra: "Aprire da subito un percorso che faccia diventare la nostra città un vero polo di attrazione per il territorio provinciale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Uno dei punti qualificanti del nostro programma elettorale era l’obiettivo di far diventare Lecco una città con 70/80mila abitanti, non certo per megalomania o per il desiderio di “mangiare” i paesi limitrofi.

Oggi, come era inevitabile che succedesse, i nodi vengono al pettine: la riforma sanitaria regionale, la Camera di Commercio, la Prefettura, la direzione scolastica, l’Aler e altro ancora. La strada dell’accorpamento e riduzione degli enti intermedi è ormai tracciata e territori come il nostro che per dimensione sono tra i più piccoli ne subiranno le conseguenze. Se poi aggiungiamo il pasticcio che il Governo ha realizzato con la riforma delle Province, il quadro è completo. 

Abbiamo davanti due strade, o fermarci a piangere e rimpiangere il sistema “Lecco”, figlio di un altra epoca e di un altro secolo, oppure provare a lavorare per costruire una alternativa, altrimenti sarà inevitabile che il Meratese guardi a Monza o meglio ancora all’area metropolitana, che Colico si rivolga alla Valtellina e che la valle San Martino rispolveri gli antichi e mai sopiti amori per Bergamo.

Durante la campagna elettorale abbiamo più volte detto di non avere nessuna intenzione di partecipare al derby tra Monza e Como: in ogni caso saremmo o periferia dell’uno o parenti poveri dell’altro. A nostro avviso c’è una sola alternativa seria e credibile, aprire da subito un percorso che faccia diventare la nostra città un vero polo di attrazione per l’attuale territorio provinciale, in grado di fornire servizi di qualità, strutture e infrastrutture, sanità e scuola pubblica, trasporti, cultura e altro ancora. Oggi le ridotte dimensioni di Lecco non consentono tutto questo, è necessaria una “massa critica” molto più grande. 

Chiediamo al Sindaco e alla Giunta di convocare una sessione del Consiglio comunale per discutere di questa nostra proposta, una discussione aperta alle forze sociali, a tutti i soggetti interessati e che ne abbiano voglia. Non abbiamo certo la pretesa di avere la verità in tasca, non esistono soluzioni semplici a problemi complessi ma siamo convinti che sia indispensabile un salto di qualità, serve una discussione libera e aperta che eviti rimpianti, nostalgie o peggio ancora scontri che penalizzano ulteriormente le nostre già scarse possibilità. 

Le risorse continueranno a diminuire e con questa realtà dobbiamo fare i conti, dopo anni di inutili chiacchiere sul federalismo stiamo assistendo a scelte che ridurranno gli spazi di partecipazione ai livelli più vicini alle persone. La sfida non è certo semplice ma tocca a noi provare a ribaltare i termini della situazione e far diventare un “problema” in una occasione di sviluppo e di rilancio. 

Decidere di non accettare questa sfida ci condannerà a discutere di “ponti o di alberi da tagliare”, cose certamente importanti ma che di certo no bastano per risolvere i problemi delle donne e degli uomini che ci hanno eletto. 

Alberto Anghileri, Con la sinistra cambia Lecco

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