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Accorpamento della Guardia forestale, Michela Vittoria Brambilla: "Provvedimento assurdo e criminale"

L'ex Ministro del turismo annuncia battaglia contro il progetto contenuto nella riforma della Pubblica amministrazione

Michela Vittoria Brambilla al convegno "Expo e animali" di marzo 2015

Con la riforma della Pubblica amministrazione, in discussione in queste ore a Roma, si potrebbe dire addio alla Guardia forestale: nei tagli agli enti, infatti, pare rientri anche il corpo di tutela ambientale e alimentare che, pur mantenendo le proprie competenze, potrebbe confluire in un altro organo (con ogni probabilità, nella Polizia).

Un addio che non piace a Michela Vittoria Brambilla, ex Ministro del turismo e presidente dell'associazione ambientalista Leidaa, che definisce il provvedimento «Assurdo dal punto di vista del risparmio e criminale per quanto riguarda la tutela del territorio e della biodiversità, di cui l'Italia è il massimo scrigno in Europa».

«Questo esecutivo e questa maggioranza - afferma la deputata di Forza Italia, annunciando che presenterà un'interrogazione parlamentare in merito- rischiano di battere ogni record di disattenzione e negligenza verso la tutela dell'ambiente e della biodiversità. Dopo "regali" alle doppiette come la mancata abolizione dei richiami vivi o il permesso di cacciare sulla neve, dopo la "non punibilità" di fatto per molti reati a danno degli animali, dopo il tentativo, per ora fallito, di trasformare in sanzioni amministrative le norme penali che puniscono l'uccisione di un animale di specie protetta, ora l'esecutivo punta con decisione verso lo scioglimento del Corpo forestale dello Stato, assicurando, sostengono, "gli attuali livelli di presidio dell'ambiente e del territorio e la salvaguardia delle professionalità esistenti».

Non è però convinta la parlamentare calolziese: «Il costo annuo per il funzionamento del Corpo forestale dello Stato è di circa 30 milioni, stipendi esclusi, mentre la media annua delle sanzioni amministrative elevate raggiunge i 28 milioni di euro, quasi il pareggio. Invece l'accorpamento ad altre forze di polizia costerebbe subito 25 milioni di euro solo per sostituzione divise, riadattamento dei mezzi e della flotta aerea, necessaria riqualificazione del personale. E tutto questo per rinunciare ad una "polizia ambientale" dalle capacità e dalle competenze paragonabili solo a quelle dei "ranger" delle agenzie federali americane, altamente specializzata in tutela della biodiversità, monitoraggio delle foreste, lotta agli incendi boschivi, controlli agroalimentari dai produttori fino alla tavola, lotta all'inquinamento e al traffico dei rifiuti».

«Viene da chiedersi - prosegue Brambilla - se si voglia semplicemente compiacere l'Ue, che chiede con insistenza la creazione di un unico corpo di polizia europeo e la riduzione, in Italia, dei Corpi di polizia esistenti, senza tenere conto delle storiche specificità italiane e della struttura del territorio, o, peggio ancora, se si voglia far sparire un Corpo che infastidisce alcune filiere produttive illegali e interviene su fattispecie che spesso non sono neppure percepite come reati da chi li commette. Basti pensare a certi orrori agroalimentari, a varie forme di inquinamento, al maltrattamento e all'uccisione di animali».

L'ex Ministro annuncia quindi battaglia contro il provvedimento: «Ci opporremo con tutte le forze alla realizzazione di un progetto assurdo dal punto di vista del risparmio e criminale per quanto riguarda la tutela del territorio e della biodiversità, di cui l'Italia è il massimo scrigno in Europa».

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