In corteo con le insegne della lista, Anghileri: "Libertà vuol dire anche sventolare le proprie bandiere"

Il candidato Sindaco di Cambia Lecco spiega perché il 25 aprile ha sfilato con lo striscione della civica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Il primo è stato il Consigliere regionale Ncd Mauro Piazza, poi su Facebook l’Assessore Ivano Donato, infine il Consigliere regionale del Pd, Raffaele Straniero.

Con toni diversi, tutti e tre si sono scandalizzati perché al corteo del 25 aprile abbiamo portato uno striscione con il nome del nostro gruppo, "Con la sinistra cambia Lecco”. Ero indeciso se rispondere a queste prese di posizioni, mi sembrano proprio polemiche molto provinciali, del resto sarebbe bastato che le tre “autorità” in questione avessero sfogliato qualche sito internet per verificare che in centinaia di località dove si sono svolte manifestazioni commemorative c’erano striscioni, bandiere di partito e molto altro ancora. Il pomeriggio del 25 ho partecipato, come sempre, alla manifestazione di Milano, tantissima gente e tantissime bandiere.

Torniamo ai nostri censori: Piazza è un dirigente di un partito che ha un grande rispetto delle istituzioni, hanno perfino votato in Parlamento che una giovane escort fosse la nipote di Mubarak, dimostrando un senso delle istituzioni straordinario, poi capisco il suo imbarazzo: un suo collega di partito, quando era Presidente della nostra Provincia, invece che partecipare al corteo del 25 aprile andava a commemorare i fascisti fucilati dai partigiani. 

L’Assessore Donato, poi, ci critica, ma lungo il percorso era ben disposto un gazebo della sua lista civica, con ben esposti i suoi simboli elettorali. Buon ultimo il dirigente del Pd Straniero, che ha subito precisato che loro sono la sinistra che non strumentalizza le istituzioni: dovrebbe richiamare i suoi amici di partito di Milano, di Napoli, di Firenze e di tante altre città d’Italia che invece come noi hanno portato in corteo i propri ideali e i propri simboli.

In un film molto bello, sto parlando di “Novecento” di Bertolucci, in una delle ultime scene si vedono i fascisti fuggire e in contemporanea, sulla grande aia della casa colonica, le contadine tirano fuori le loro bandiere cucite a mano e tenute nascoste nel ventennio fascista. Mi pare una immagine molto significativa, la dittatura è sconfitta, la guerra è terminata e torna la libertà, e libertà vuol dire anche sventolare le proprie bandiere. 

Forse, ma spero di sbagliare, la differenza è tra chi pensa che il 25 aprile sia diventata una sorta di processione laica e rituale e tra chi, come noi, ritiene invece che partecipare a queste iniziative sia un atto politico molto importante, per ringraziare chi non esitò a sacrificare la propria vita per riconquistare la libertà, ma soprattutto per garantire il nostro impegno a difendere e attuare la nostra Costituzione.

Alberto Anghileri Candidato Sindaco "Con la sinistra cambia Lecco”

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