Arrigoni contro la tassa sulla plastica: «Aumenti di 110 euro annui sulle spese delle famiglie»

Il senatore lecchese della Lega: «Il Governo fermi questa follia ideologica che penalizza ambiente e occupazione»

Il senatore lecchese Paolo Arrigoni con il leader della Lega Matteo Salvini.

«È ormai certa la volontà del Governo di introdurre la “plastic tax” nella Legge di Bilancio 2020: la tassa sulla plastica assolutamente insensata, controproducente e cialtronesca voluta dalla miope ideologia PD-M5S e dalla volontà di fare cassa sulla pelle di imprese, lavoratori e consumatori». Nuovo affondo del senatore lecchese Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama e Componente della Commissione Ambiente contro la cosiddetta "plastic tax" inserita nella nuova legge di Bilancio volouta dall'Esecutivo Conte. L'esponente delle Lega aveva già parlato di un provvedimento non solo dannoso per le tasche degli italiani, ma anche per l'ambiente. Ora rincara la dose.

«La misura non ha finalità ambientali, non colpisce i comportamenti negativi ma penalizza i prodotti, per assurdo anche quelli realizzati con materiale riciclato, punendo anche le industrie che stanno investendo in innovazione e impegnando sforzi e risorse nella direzione della sostenibilità e del riciclo dei materiali - sottolinea Arrigoni - Così facendo il Governo assesta un duro colpo all’economia circolare e quindi all’ambiente, con il solo scopo di recuperare 2 miliardi all’anno tramite un’imposizione diretta che scarica i costi su un settore che vede la presenza di circa tremila aziende e 50mila lavoratori».

Nuovo attacco dell'ex sindaco di Calolzio al provvedimento: «Così danneggiano l'economia circolare»

«È stato infatti calcolato che questa gabella determinerà un aumento del 110% del costo per l’intera filiera della platica, con il conseguente aumento del prezzo di prodotti a larghissimo consumo - aggiunge il senatore della Lega - Gli effetti sono evidenti e preoccupanti, non solo sull’occupazione ma anche sulla spesa delle famiglie che dovrebbero sostenere costi superiori per circa 110 euro annui. Va inoltre ricordato che le imprese del settore già oggi pagano il contributo ambientale Conai per il riciclo degli imballaggi di plastica per un ammontare di 450 milioni di euro all’anno, dei quali 350 vengono versati ai comuni per garantire la raccolta differenziata. Un sistema che con la doppia imposizione che il Governo vuole generare - cocnlude l'ex sindaco di Calolziocorte - andrà sicuramente in crisi. La Lega darà battaglia contro questa norma che non esito a definire vessatoria e che, se approvata, creerà danni ingenti al lavoro, alla ricerca, ai comuni e alle famiglie».

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