Arrigoni: «No agli aumenti sul gasolio, la proposta del ministro è penalizzante e discriminatoria»

Interrogazione della Lega al Senato. Il parlamentare lecchese critica le scelte di Costa, responsabile dell'Ambiente

«La proposta del Ministro dell'Ambiente di eliminare dal 1° gennaio 2021, con la prossima Legge di Bilancio, il sussidio En.Si.24 e quindi il trattamento differenziale ai fini dell’accisa tra il gasolio e la benzina è fuorviante e demagogica, non legata a motivazioni ambientali ma piuttosto all’inasprimento delle tasse, per una stima di circa 5 miliardi, che il Governo cerca di mascherare. In gioco però c’è il futuro di interi settori dell’economia nazionale e la Lega, anche tramite un’interrogazione depositata oggi in Senato, chiede con forza di rivedere questa assurda decisione».

Lo dichiara il Senatore lecchese Paolo Arrigoni (nella foto), responsabile del Dipartimento Energia della Lega, che come primo firmatario, insieme a diversi colleghi senatori leghisti, ha depositato a Palazzo Madama un’interrogazione rivolta ai ministri dell’Ambiente e dell’Economia e Finanze.

Arrigoni-2

«Come fanno notare le associazioni dell’autotrasporto, rispetto alla benzina, il gasolio, grazie anche alla crescente efficienza dei motori, consente di fare più chilometri con un litro e produce minori emissioni di CO2 - sottolinea Arrigoni - gli attuali livelli delle accise generano poi, già oggi, un gettito ampiamente sufficiente a controbilanciare gli effetti negativi derivanti dall’utilizzo di questo carburante. Nonostante tutto questo, l’accisa italiana sul gasolio è la seconda più alta dell’intera Unione Europea, dopo il Regno Unito; mentre i biocarburanti, prodotti da fonti rinnovabili, sono tassati esattamente come i combustibili fossili e la loro crescente miscelazione nei carburanti “tradizionali” - che oggi incide per il 7% e dovrebbe arrivare al 14% nel 2030 - dovrebbe a rigor di logica comportare una proporzionale riduzione delle accise e non un aumento».

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L'affondo di Arrigoni: «La transizione ecologica non può essere perseguita svuotando le tasche dei cittadini»

Arrigoni chiede quindi al Governo di coniugare la giusta tutela ambientale alle comunque importanti necessità economiche, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. «È bene inoltre ricordare - continua il Senatore della Lega - che oltre il 95% del parco circolante dei veicoli adibiti al trasporto di merci sono alimentati a gasolio. L’incremento delle accise sul gasolio porterebbe ad un aumento dei costi di trasporto, con il conseguente aumento dei prezzi dei beni di consumo in un momento già drammatico per l’economia del nostro Paese. Ancora una volta il Governo sembra scegliere la strada più semplice: quella di punire gli italiani gravandoli di nuovi balzelli, in particolare a spese delle fasce sociali più deboli che non si possono permettere di cambiare auto, tantomeno di comprare una più costosa vettura elettrica - conclude Arrigoni - La transizione ecologica non può essere perseguita svuotando le tasche dei cittadini con azioni socialmente inique e economicamente dannose».

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