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Immigrati, il senatore Arrigoni chiede al Governo come intende tutelare le forze dell'ordine

Il senatore calolziese, in quota alla Lega nord, ha presentato un'interrogazione ai Ministri Alfano e Lorenzin per conoscere i rischi per la salute legati all'accoglienza e alla gestione dei migranti che sbarcano in Italia.

Il senatore calolziese Paolo Arrigoni (Lega nord) ha presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere ai Ministri Alfano e Lorenzi, titolari rispettivamente dei dicasteri di Interno e Sanità, quali sian le misure adottate per tutelare la salute delle forze dell'ordine che lavorano a stretto contatto con i profughi che quotidianamente sbarcano sulle coste italiane.


L'iniziativa del senatore segue a stretto giro la denuncia degli agenti della Questura di Lecco, e ammesso dallo stessdo Questore Francini, sui rischi e le difficoltà che gli agenti incontrano nel gestire gli arrivi dei profughi.


Arrigoni domanda «quali misure il ministero della Salute abbia assunto per ridurre il rischio di contagio nel personale in servizio presso le Questure, se siano state previste vaccinazioni o altre misure, quali provvedimenti il ministro dell’Interno intenda garantire perché gli agenti possano operare senza essere sottoposti a rischi eccessivi», ricordando che gli sbarchi sulle nostre coste sono aumentati considerevolmente nell'ultimo anno.


Il senatore non risparmia le critiche all'operazione "Mare nostrum": «Da inizio 2014 quasi 150.000 sbarchi, quasi il quadruplo rispetto all'intero 2013, e circa 3.000 morti, come denunciato dall'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, con  costi di diversi miliardi di euro, improponibili per l'Italia alle prese con una grave crisi economica».


 «Mare Nostrum non salva vite! - prosegue Arrigoni - Piuttosto rappresenta un'operazione che facilita l'attraversata in sicurezza del Mediterraneo per giungere in Italia, unico paese europeo che non attua i respingimenti ed è lasciato solo dagli altri stati, e incentiva gli scafisti spregiudicati che impiegano carrette del mare e così aumenta i rischi per gli immigrati». 


La soluzione, secondo il senatore calolziese, è interrompere "Mare nostrum" e impiegare «i mezzi navali per bloccare le partenze e utilizzando piuttosto una parte dei soldi per interventi di aiuto nei paesi di partenza, con progetti di cooperazione  internazionale».


Attualmente, sul territorio lecchese sono presenti circa 250 richiedenti asilo, la cui accoglienza costa, complessivamente, circa 250mila euro al mese e che in molti casi vengono collocati senza che ne venga dato preavviso ai sindaci. Per queste ragioni la Lega nord ha indetto una manifestazione a Milano per il prossimo sabato 18 ottobre.

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