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Agricoltura, Arrigoni (Ln): "In legge stabilità Renzi gioca a gioco delle tre carte"

"Per i piccolissimi agricoltori, anche nel lecchese, è colpo mortale"

Renzi sull'agricoltura gioca al "gioco delle tre carte". A dirlo è il senatore calolziese Paolo Arrigoni, che commenta le misure contenute nella legge di stabilità.

«La legge in discussione al Senato doveva riportare giustizia al settore colpito duramente dallo scorso anno con l’IMU agricola, introdotta nell’aprile 2014 dall’Esecutivo Renzi - afferma Arrigoni - Era noto che le incessanti e sacrosante proteste degli agricoltori, alle quali la Lega Nord non mai fatto mancare il supporto anche con battaglie emendative in Parlamento, avevano consigliato il Premier a tornare sui propri passi e dunque da tempo a preannunciare la cancellazione dell’ odioso balzello. Ma come spesso succede quando si ha a che fare con l’ex sindaco di Firenze, tra un criptico codicillo e l’altro scritti nel testo della legge di stabilità eccoti spuntare due nuove polpette avvelenate per il settore»

«La prima grave disposizione abolisce dal 2016 il regime Iva speciale per i soggetti con volume d’affari inferiore ai 7 mila euro - prosegue Arrigoni - È una norma grave, che tocca i piccolissimi imprenditori, con pochi campi, che magari vendono a terzi la propria produzione (viticoltori, olivicoltori, altri). Stiamo parlando di molti soggetti, presenti anche nella nostra provincia lecchese, penalizzati da questa norma che li costringerà ad aprire una posizione Iva la cui gestione rischia di costare più del ricavato, oppure, molto più probabile, ad abbandonare l’attività»

«La seconda pesante disposizione riguarda invece l’aumento dal 7 al 30% del coefficiente di rivalutazione dei redditi agrari e dominicali - aggiunge l'ex Sindaco di calolzio - La conseguenza è ovvia: essendo l’Irpef proporzionato al predetto coefficiente, ne deriverà un consistente aumento dell’imposta sui redditi degli agricoltori. Questo alla faccia della tanto sbandierata azione di riduzione delle tasse. La Lega Nord non ci sta a questo gioco delle tre carte di Renzi che prende in giro il comparto agricolo. La Lega Nord in Senato ha già presentato degli emendamenti per sopprimere queste due disposizioni vessatorie. Mi auguro che possano essere condivise e sostenute anche dai parlamentari della maggioranza, ed in particolare da quelli del PD che così avranno modo di confermare nei fatti e non solo a parole di essere paladini difensori del comparto agricolo».

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