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“Aumento dell'Irpef per il bilancio? Misura criticabile”

Unione Popolare Lecco commenta la scelta annunciata dal Comune di Lecco

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Il comune di Lecco aumenta l'Irpef comunale: per noi di Unione Popolare Lecco è il momento di riflettere e denunciare.

Il bilancio 2023 del comune di Lecco è in sofferenza, con i cittadini chiamati a ripianare il buco dovuto, in gran parte, all'aumento dei costi dell'energia e all'inflazione. 

Prima di entrare nel merito delle scelte dell'amministrazione Gattinoni, ci preme sottolineare che l'aumento del costo dell'energia e dell'inflazione sono conseguenza diretta della guerra in Ucraina, sfociata a seguito dell'incapacità dell'Europa di prevenirla diplomaticamente e successivamente alimentata con l'invio di armi e sanzioni.  

Se pensiamo al miliardo di euro in armi inviati in Ucraina dai governi Draghi e Meloni e le spese militari aumentate di 4 miliardi in tre anni, si capisce dove il Governo investe i soldi pubblici. Non certo per i servizi ai cittadini. 

I cittadini lecchesi, che, come nel resto d'Italia, sono in maggioranza contro la guerra e l'invio delle armi, possono capire con chi prendersela per questo ennesimo prelievo di denaro dalle loro tasche: la maggioranza dei partiti politici rappresentati in Consiglio Comunale. 

Nello specifico, rispetto alle misure annunciate dal comune di Lecco due sono le osservazioni: 

A) l'aumento dell'addizionale Irpef al massimo tariffario dello 0,8% è criticabile, al di là dei maggiori esborsi che ciò comporterà da parte dei cittadini, perché, di fatto, si approva un'aliquota unica ignorando il principio costituzionale della progressività delle imposte. Trattare in maniera uguale situazioni economico e sociali differenti è una misura la cui iniquità non è scalfita dal ridicolo aumento di mille euro della fascia di esenzione. 

B) le misure di aumento delle imposte e taglio della spesa corrente sono state proposte dal governo locale senza alcuna denuncia in merito alle cause che hanno portato a tale misura, cause da ricercare nelle politiche e nelle misure adottate negli ultimi anni dai governi di centro sinistra e centro destra  che hanno determinato per gli enti locali, solo per citarne alcuni, tagli continui ai trasferimenti, assenza di una vera autonomia tributaria, vincoli sulle assunzioni. Conseguenze di tali politiche sono state a livello locale la progressiva privatizzazione dei servizi, l'utilizzo improprio di risorse straordinarie per finanziare le spese di gestione (avanzi di amministrazione e utili delle partecipate) e via dicendo. 

Non accettiamo che le istituzioni locali non dicano nulla contro le politiche governative nazionali che impediscono agli enti locali di finanziarsi in maniera agevolata tramite la Cassa Depositi e Prestiti. 

Gli amministratori comunali dovrebbero indignarsi e invece, ancora una volta, tutto tace. 

Unione Popolare Lecco

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