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Giovedì, 13 Giugno 2024
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Cartelli, dissidenti, due ore e mezza di bagarre: il bilancio passa tra gli applausi

La lunga discussione sull'importante documento chiude lunghe settimane di polemiche e veleni

Non ci si aspettava niente di meno. Dopo lunghe settimane di veleni, botte e risposte, 24 ore dopo l'approvazione dell'aumento dell'addizionale Irpef si è arrivati anche al "si" al bilancio di previsione 2023 del Comune di Lecco. 7,3 milioni di euro trovati tra il sopracitato aumento, quello delle tariffe legati a vari servizi comunali (asili nido, affitto delle sale...) e il taglio delle spese legate a vari eventi: si chiude con 18 voti favorevoli, 12 contrari e l'astensione dell'ex dem Giovanni Tagliaferri, confluito nel gruppo misto insieme alla collega Clara Fusi, critica verso le scelte fatte. Ed è il sindaco Mauro Gattinoni a far partire l'applauso che coinvolge i consiglieri di maggioranza dopo la proclamazione dell'approvazione del fondamentale documento, il più importante tra quelli che vengono approvati durante l'anno, pur consapevoli che ora si aprirà la battaglia con il Demanio per il caso Mab che rischia di costare un milione di euro alle casse comunali. Uno spauracchio non da poco, che comunque passerà dalle vie legali.

Bilancio in rosso, la maggioranza perde pezzi. Ok l'aumento dell'Irpef

Non particolarmente lunga, invece, la presentazione dell'assessore Roberto Pietrobelli, che ha mostrato e illustrato le slide all'assise prima di lasciare spazio all'infinita discussione, durata poco meno di due ore e mezza, aperta dall'esposizione di cartelli eloquenti da parte del centrodestra: “Cambio di passo? Ora ti tasso”, “Giunta Gattinoni = buco di 7 milioni” gli slogan, con il richiamo del presidente del consiglio Roberto Nigriello per questioni regolamentari a rompere il siparietto.

Approvato il bilancio 2023 del Comune di Lecco

“Questa città guarda al futuro”

A chiudere la lunga discussione è stato chiaramente il primo cittadino Mauro Gattinoni: “Il mio punto di vista è che questo bilancio non è mai stato così in ordine di grandezza, sulla spesa corrente vi dico che investiamo otto volte tanto rispetto a prima. La giunta ha una visione ampia, ci rimarranno scelte che si vedranno nel quotidiano: questo mi rende orgoglioso come sindaco. Ben vengano le spese per consulenze che evitano grandi figuracce e problemi. Personale? Abbiamo tanti giovani motivati che fanno squadra. Questa città sa guardare al futuro: l’aumento delle tasse è impopolare e sono il primo ad assumermene le responsabilità”.

In precedenza era stat Saulo Sangalli (Fattore Lecco) a ricordare le iniziative portate avanti in questo triennio di amministrazione Gattinoni, tra covid-19 e definitiva esplosione della guerra in Ucraina “che ha messo in difficoltà anche il Comune di Lecco, oltre a famiglie e aziende. Il bilancio dev’essere in ordine e così lo dobbiamo tenere, proteggerlo significa proteggere le persone. Si ottiene un risultato essenziale dal lavoro delle persone che si sono impegnate per raggiungere questo risultato: la nostra politica è votata al bene comune. Sento dire che paga il ceto medio: ne faccio parte, sono fortunato, non sono contentissimo di versare questa addizionale ma se parliamo di uno sforzo sostenibile per il bene comune, allora ci sto”.

Stefania Valsecchi (Fattore Lecco): “Scegliamo di stare dalla parte dei cittadini fragili, che hanno bisogno di una mano tesa. Le cifre maggiori vanno su infanzia, disabilità e anziani: i nostri servizi sono molto validi, da tutti emerge l’attenzione alla persona che si ha davanti. I fragili da poter aiutare domani potremmo essere noi, i nostri famigliari o amici”.

Peppino Ciresa (candidato sindaco): “Ieri qualcuno ha parlato d’Italia impoverita ed è sacrosanto, i ceti medio-bassi hanno fatto un altro salto mortale verso la quadratura dei conti famigliari e l’aumento dell’Irpef peggiora ulteriormente una situazione che per tanti è drammatica. Stasera un altro colpo, altri aumenti: ricordo solo il progetto emblematico per eccellenza, l’abbandono di via Marco d’Oggiono in favore dell’ex Deutsche Bank, una scelta totalmente fallimentare come anticipato dalle minoranze in tempi non sospetti. Quanti soldi buttati e tempo perso, che è sempre denaro. Sono profondamente amareggiato per l’impreparazione che vedo in questa amministrazione: il lavoro sul bilancio è stato notevole, ma non si poteva mettere via prima un tesoretto per evitare questi aumenti?”.

Il caso Mab è lo spauracchio

Corrado Valsecchi (Appello per Lecco): “La coalizione di maggioranza è molto interessata al nostro gruppo e questo ci fa piacere. Ma con voi come si fa ad avere un rapporto ordinario come quello che avete con il centrodestra? Ci sono vicende che, nonostante le avvisaglie, vi hanno visto non farne una giusta come sull’ex Deutsche Bank; sarebbe bastato fare un bagno di umiltà, senza fare la guerra a chi vi permette di stare dove state. Ora c’è anche la fuga di personale in consiglio comunale: cosa vi devo dire? Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Preferisco stare qui a dare buoni consigli finalizzati alla tutela dei cittadini e dell’istituzione, che saranno chiamati a risarcire i vostri errori. Ve lo dico ora per allora: il prossimo bilancio rischia di essere peggiore di questo, continuando ad addossare incarichi sul poco personale rimanente le sorprese saranno spiacevoli”. Il bilancio “è sotto gli occhi di tutti: raddoppiate le tasse e tagliate i servizi nonostante risorse pubbliche inimmaginabili. Vi avevamo lasciato soldi per fare molte cose, qualche angolo della città ricorda Beirut ai tempi della guerra, con dissuasori dappertutto”.

Alberto Anghileri (Con la sinistra cambia Lecco): “Sono tre le questioni di cui tener conto. C’è una grande bisogno di assistenza e aiuto dopo l’ondata pandemica, noi ce ne facciamo carico; dopo i progetti, ora bisogna aprire i cantieri perchè la gente ci misurerà su questo; ricorriamo a una soluzione che è già stata adottata da tutti gli altri Comuni capoluogo. Ricordo il consiglio comunale del 2015 sul caso Mab: sarà una pratica difficile, ma poi bisognerà anche riconoscere le colpe di chi fece quella scelta allora”. 

Emilio Minuzzo (Lecco merita di più): “Questo è il primo caso in cui un Partito Democratico rinnega la sua storia e infanga la propria classe dirigente per coprire errori e inefficienze dell’ultimo periodo. Parliamo di un inedito che si somma all’inettitudine relativa all’amministrare. Il covid? Tema esploso non oggi, se ne aveva contezza prima delle elezioni, non può essere usato come scudo per tutto. Salvate i servizi sociali? Non state tutelando gli ultimi e chi è in difficoltà, ma parlate della vostra visione e dei vostri programmi perché siete inconcludenti. Coprite i vostri errori con il covid e le difficoltà degli altri”. Di buco di bilancio “non abbiamo parlato noi, ma il sindaco. Non si addebitino a noi cose mai dette”. Sui numeri: “Vediamo tanti aumenti, ma non ci è ancora chiaro quale servizio essenziale è stato aggiunto. E andremo a fondo per capire se veramente tutti i servizi saranno garantiti, perché non è così scontato e troppo facile da dichiarare. L’altro elemento importante è che si tratta di elementi strutturali, non emergenziali per situazioni di criticità legate a momenti particolari: l’elenco di risorse spese male e non ricevute porta alle milionate di mancanze, basta pensare ai 200mila euro sul banco del Duc che è stato perso”. Chiusura sul caso Mab: “Per fortuna non fa parte di questo bilancio, come grazie al cielo non siete andati avanti sul nuovo Comune in centro”.

Cinzia Bettega (Lega): “Quello che volete chiamare scostamento è un numero che rappresenta molto bene il danno fatto dall’amministrazione a questa città, questi soldi, una vera legata, forse si poteva evitare di farli scucire dai lecchesi. Come mai quest’anno non abbiamo proventi da concessioni edilizie nella spesa corrente? Si parla di un milione sul 2022. Il giovanilismo di questa amministrazione si è trasformato in pressappochismo, è inutile citare servizi che sono sempre stati sostenuti con spese milionarie dal Comune: non vi rendete conto che non è il momento di chiedere altri soldi alle famiglie. Chi ha un reddito modesto non se lo può permettere. Voi di cadute ne avete fatte parecchie, dal Campus al Bione in avanti e anche su lungolago ci zono grossi dubbi: i cittadini non vi capiscono? E certo che non vi capiscono, state buttando via l’occasione per il rinascimento della città”.

Alessio Dossi (Ambientalmente): “Bisogna sempre diffidare da chi ti dipinge tutto nero o tutto bianco. Parliamo dei dati oggettivi e del senso di fare politica: da anni viene avanti una strutturalità legata all’avanzo di bilancio all’interno di una situazione complessa a livello economico che non c’è solo a Lecco. Questa amministrazione ha fatto delle scelte complesse per la cittadinanza, ci pesa e ci siamo impegnati con voi a capire se ci potrà essere un punto di caduta nel futuro legato al miglioramento delle condizioni. Proviamo a capire cosa serve questo aumento dell’Irpef: il livello dei servizi sociali è già di ottimo livello e lo sappiamo, ma siamo contenti anche per misure come “Ti porto io”, una scelta che va vicina alle famiglie e in particolar modo a quelle numerose, oppure legate alla sicurezza del territorio. Questo bilancio ha un senso, con maggior oggettività possiamo raccontarlo alla cittadinanza“.

Chiara Frigerio (Fattore Lecco): “Il bilancio presentato mi dimostra un grande lavoro, importanti scelte e tante possibilità per i cittadini lecchesi, come quelle legate a istruzione, fragili, giovani e mobilità. Nessuna spesa sui servizi alla persona è stata tagliata, per la Biblioteca saranno messi 500mila euro volti a rimuovere le barriere architettoniche. Non da ultimo c’è un piano straordinario delle manutenzioni che arriverà nei rioni nel biennio 2023-2024; la nostra città merita anche le grandi e queste partiranno a breve”.

“Questa è democrazia”

Giacomo Zamperini (Fratelli d’Italia): “Nelle commissioni abbiamo sempre avuto lo spazio e il tempo per analizzare i capitoli di spesa, ma mai come questa volta ho notato un pressappochismo nello sciorinamento dei numeri, forse sperando in una loro non comprensione con il solo scopo di portare a casa il risultato finale. Non mi è sembrato il miglior metodo nell’esposizione di questo documento: mentre ancora si spiegava il bilancio nelle commissione, era già scaduto il termine per presentare gli emendamenti. Ma che democrazia è questa? Aggiungo che ci sono stati tanti sprechi e tante risorse non portate a casa, sul lungolago bastava solo una firma e qualcuno si è dimenticato di farlo”. L’altra riflessione “è che di gratis non c’è nulla, il servizio dei pullman si poteva offrire anche ai cittadini over 60 o a chi ha difficoltà motorie, ma in realtà questo servizio viene pagato comunque dai cittadini. Se regalate il biglietto al figlio del miliardario di Lecco non so se state facendo una cosa buona, ma se aumentate in modo indiscriminato i servizi fate la manovra più antisociale e meno di sinistra fatta da questa città. Ragionate sui prezzi calmierati, non significherà non investire ma piuttosto evitate di fare grandi sogni”. Zamperini si dice preoccupato “sui tagli legati alle manutenzioni. Spolvero il vecchio adagio vula bass e schiva i sass”.

Antonio Rossi (Lecco Ideale): “Avevate una visione condivisibile della città, ma questo bilancio non contribuisce al cambio di passo che avevate promesso alla città. Siamo arrivati al tassare le fascio di reddito medio-basse, ma voi lo fate passare per una cosa normale: del resto siete maestri nella comunicazione e questo ve lo riconosco”. Caso Mab: “Ve la prendete con il consigliere Valsecchi ma la scelta di allora era stata votata da tutto il consiglio comunale. In non godo di questo errore, vi propongo di fare squadra una volta tanto”.

Clara Fusi (gruppo misto): “L’aumento delle spese è stato progressivo, siamo a 7 milioni di spese d’appianare. Qual è il trend? 10 milioni nel 2024 e 14 nel 2025? A essere penalizzate saranno le famiglie del ceto medio-basso, che pagheranno ancora di più le spese per i propri figli. Questa è una città più bella e solidale? Certo, se si racconta con la sintesi dei post su Facebook di Fattore Lecco ne potrei essere convinta anche io. E che dire della macchina comunale? Dirigenti che vanno via e dipendenti che si trasferiscono, la percezione è che ci sono persone molto demotivate e poco valorizzate, altre anche osteggiate. Magari si poteva tagliare qualche spesa legata alla comunicazione, altre per le consulenze: è tempo di cambiare sentiero, non passo”.

Pietro Regazzoni (Partito Democratico): “Il percorso fatto non è stato facile, non ho alcun timore nel dire che ho riflettuto molto sulla scelta. Hanno inciso i fatti, tra aumenti dei costi e voglia di garantire tutti i servizi comunali che il centrodestra avrebbe tagliato senza problemi”. Capitolo investimenti: “C’è grande coerenza tra quello che è stato scritto nel programma e quello che si sta portando avanti. Sono orgoglioso di far parte della comunità del Partito Democratico, tra chi c’era prima e chi c’è oggi, come vado orgoglioso degli investimenti per l’efficientamento energetico. Lecco sarà grande e bella, ma anche sostenibile”.

Simone Brigatti (Lecco merita di più): “Nessuno vuole tagliare i servizi come state dicendo, come riteniamo idealmente meritoria la misura sui pullman gratis per gli under 19; c’è la realtà, però. Addizionale Irpef? Abbiamo chiesto ai cittadini se sono d’accordo? E non credo che questo bilancio sia sensato, vista la fuoriuscita di due consiglieri di maggioranza”.

Filippo Boscagli (Lecco Ideale): “dopo dieci anni di accuse d’immobilismo alla giunta Brivio, ora ci troviamo anche davanti a conti non in ordine. Condivisione? Solo sul quarto ponte, la maggioranza deve tornare a parlate con la gente che l’ha eletta ma non è in salute, con tanto di blitz per provare l’approvazione del bilancio alle 23.02. Mi dispiace che Fattore Lecco, la migliore novità del 2020, sia qui solo per sponsorizzare il lavoro dell’amministrazione.  I grandi temi da qui non passano, un abominio”.

Giovanni Tagliaferri (gruppo misto): “La mia non sarà un’astensione strategica, ma una scelta lineare e costruttiva, che doverosamente portiamo in aula. Si chiede uno sforzo a fasce che una volta erano benestanti: non significa negare fatiche e impegni del Comune, ma condividere qui - e non sui giornali - delle perplessità per trovare un punto d’incontro come accaduto ieri sera sull’ordine del giorno“.

Matteo Ripamonti (Fattore Lecco): “Tutti coloro che sono qui hanno l’obiettivo di fare il bene della città. Ci avete detto che siamo gente dell’oratorio, ma me andiamo orgogliosi”.

Stefano Parolari (Lega): “I giovani non votano, ma lasciamo che se ne vadano. Oggi approviamo la fotocopia di qualcosa che abbiamo fatto per tanti anni. E questa giunta non piace alla città, partendo dal disastro viabilistico portato avanti: dobbiamo porci un problema come comunità. Le scelte di Fusi e Tagliaferri impongono delle riflessioni”.

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