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Politica Pescarenico

Il nuovo Bione con il Retromarcia

La lettera di Paolo Trezzi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Cara Lecco Today,
Il punto sul Bione, a favore dei cittadini, lo han tenuto in questi anni Riva, Negrini e Anghileri.
Il primo non è più consigliere, il secondo lo era poco già quando c'era, il terzo è passato in maggioranza.
Il rischio del silenzio è pressoché certo.

Oggi un altro colpo alle promesse ai cittadini, la fanfaronata del mega centro sportivo con hub per lo studente, campus d'eccellenza interprovinciale lascia spazio più o meno, in valore di retromarcia, a una piscina coi gonfiabili.

Il Sindaco del far credere dopo quasi tre anni di megaprogetti annunciati come fosse Mike Bongiorno e valanghe di soldi dal Pnrr che altrimenti manco cambiava i cestini, ci dice che deve ridimensionare il Progetto del nuovo Bione.

È quasi imbarazzante la sottrazione dal far credere a quella del fare.

Dopo aver ridimensionamento quello del lungolago, che doveva essere 10 km di esperienze ed è diventato 300mt. di manutenzione, dopo la nuova mega sede del Comune che è diventata 4 stanze con bagno sparse in giro, dopo quello del treno Lecco-Milano in 30min per la mobilità sostenibile, diventato un ponte chiuso a singhiozzo e altri silos in pieno centro, siamo a sperare che almeno la piscina nuova e l'acqua calda quando serve, diventino realtà.
Ma in quest'acqua, della realtà, Gattinoni pare ogni volta che ci affoghi.

La sintesi: siamo con le pezze al culo e voleva comprare la Reggia Comunale.

Sul Bione tiene poi a farci sapere che nel caso le imprese a cui vuol darlo in gestione facendola però pagare al Comune, facciano ora dietrofront, lui farà da solo.
Che non si capisce perché non lo faccia già ora, così da evitare che facciano affari i privati e se avanza, fra 20, poi anche il pubblico, con il rischio reale, invece, che debba far manutenzione straordinaria.

Il ridicolo è questo fare cose ordinarie e venderle per straordinarie e aver fatto promesse senza la minima idea di come realizzarle.

Paolo Trezzi

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