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Lunedì, 16 Maggio 2022
Le accuse / Centro storico / Piazza Armando Diaz

Niente ristori contro il caro bollette, “Lecco merita di più“ ritira l'emendamento

In campo c'era la proposta di stanziare risorse per 200mila euro

Niente risorse contro il caro bollette. Ritirato l'emendamento presentata dalla stessa minoranza. È la sequenza degli eventi che ha aperto la seconda parte del Consiglio comunale di Lecco svoltosi tra il 29 e il 30 marzo. A ricostruire i fatti sono Emilio Minuzzo, Simone Brigatti e Gianni Caravia, consiglieri di Lecco Merita di Più che si erano fatti promotori dell'emendamento stesso: “Quanto accaduto mercoledì sera è solo l’ennesima prova di come l’amministrazione stia abbandonando tutte le attività produttive che hanno dato e continuano a dare tanto per la nostra città. Consapevoli, come comunicato da alcuni membri della maggioranza, della bocciatura del nostro emendamento che prevedeva risorse (200.00 euro) alle attività cittadine per ristorarle degli aggravi di spesa dovuti all’aumento spropositato dei costi energetici, abbiamo deciso di ritirare l’emendamento stesso per evitare l’ennesima umiliazione”.

Il regolamento dei tavolini

Il riferimento è anche a quanto era stato deliberato nel 2021 fa di questi tempi: “Dopo che lo scorso anno un nostro pari emendamento per i ristori Covid era stato approvato in aula finendo però in un nulla di fatto per motivazioni inaccettabili (mentre le attività del terzo settore erano state tutte ristorate), il 2022 continua sotto i peggiori auspici”. Non può mancare un passaggio rispetto a “quanto approvato martedì sera, ossia il regolamento dell’occupazione del suolo pubblico, che sicuramente porterà un aggravio economico per diverse attività produttive di tutta la città: speravamo davvero che tutto il consiglio comunale potesse fare un passo verso chi contribuisce ogni anno alla ricchezza del bilancio cittadino e invece resta ancora una volta dimenticato! Quello che più colpisce non è il regolamento in se stesso, che riteniamo necessario per la nostra città, ma l’incapacità dal un lato di discutere in maniera costruttiva e approfondita nelle sedi istituzionali e dall’altro di ascoltare e accogliere le numerose richieste e istanze proposte dalle minoranze”.

La chiusura dei consiglieri di minoranza è amara “Ancora una volta possiamo solo rammaricarci per l’incapacità della giunta di condividere e ascoltare le opposizioni, che sono uno specchio delle volontà dei cittadini: più che un cambio di passo, il modus operandi è quello classico del becero autoritarismo, autoreferenziale. L’unica magra consolazione è che anche i Lecchesi si stanno accorgendo che dietro la cortina di fumo delle parole manca la capacità di essere concreti: sicuramente farà molto freddo nel vuoto palazzo da 11.000 metri quadri”.

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