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Ponti e viadotti, l'onorevole Brambilla interroga il Governo

La parlamentare lecchese si rivolge al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per avere risposte sullo stato dei manufatti in provincia di Lecco

«Il governo si faccia carico di garantire ai cittadini lecchesi un monitoraggio delle infrastrutture che offra rassicurazioni a chi, tutti i giorni, viaggia in automobile». È quanto chiede l'onorevole Michela Vittoria Brambilla in un'interrogazione, rivolta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, per chiedere in quali condizioni versino ponti e viadotti della provincia, tanto di competenza statale quanto provinciale. 

Nello specifico il testo si domanda «a che punto sia la realizzazione del censimento digitalizzato delle infrastrutture viarie sospese, per il quale il governo si era impegnato più di un anno fa; quale sia, sotto il profilo della sicurezza, lo stato reale delle infrastrutture viarie nel lecchese, con particolare riferimento alla SS36; quanto tempo effettivamente occorrerà perché sia aperto al traffico il nuovo cavalcavia di Annone Brianza; quali altri interventi siano programmati nel territorio per garantire la sicurezza della rete e la percorribilità anche da parte dei mezzi pesanti».

Domande che prendono le mosse dalla tragedia di Genova, e da quella di Annone di Brianza. «Il 14 agosto scorso - si legge nel testo dell'interrogazione - ha profondamente colpito l'intero Paese il crollo del ponte Morandi a Genova. Il disastro ha di nuovo messo in luce i problemi derivanti dall'obsolescenza delle infrastrutture, non solo viarie, nel nostro paese, dalla carenza di manutenzione, dall'insufficiente vigilanza su una rete stradale e autostradale che avrebbe urgente bisogno di essere ammodernata e nel frattempo messa in sicurezza». «Tra i numerosi incidenti che hanno preceduto la tragedia di Genova - prosegue - ha avuto rilevo nazionale, il 28 ottobre 2016, il crollo del cavalcavia di Annone di Brianza (Lecco) che è costato la vita di un automobilista. Il precedente di Annone e le numerose segnalazioni dei cittadini in una delle aree più trafficate d'Italia inducono a considerare non più differibile sul territorio lecchese quell'approfondita verifica dello stato delle infrastrutture viarie che si ritiene doverosa in tutto il Paese».

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«È intollerabile - commenta l'ex ministro del Turismo - che in un paese del cosiddetto Primo mondo i cittadini debbano sentirsi in pericolo quando compiono una delle azioni più semplici e banali della giornata, come mettersi al volante. E sarebbe incredibile se il territorio di Lecco si sentisse abbandonato da un governo non in grado di fornire risposte soddisfacenti».

In particolare, nell'atto di sindacato ispettivo, l'ex ministro fa riferimento ad alcune segnalazioni di utenti, riportate dalla stampa locale, su apparenti segni di cedimento del cavalcavia di Dervio, sul deperimento dei viadotti tra Lecco e Abbadia e su probabili distacchi della volta della galleria del monte Piazzo, già oggetto, cinque anni fa, di un importante intervento. E ricorda che, dopo il crollo di Annone, è stato chiuso il cavalcavia di Isella a Civate e vietato il traffico ai mezzi pesanti sui ponti di Gaggio di Nibionno, Bosisio Parini e Suello, chiedendo notizie dell'annunciato "catasto" digitale delle infrastrutture viarie sospese.

«L'esecutivo - conclude l'onorevole Brambilla - si occupi di fornire risposte rapide e concrete ai cittadini di Lecco e provincia. Un territorio che, essendo tra i "motori" dell'economia italiana, necessita ancor più di altri di una rete viaria estremamente sicura ed efficiente”.

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