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Area Combi, la guerra interna prosegue: nuovo scontro tra maggioranza e ribelli

La fazione guidata dall'ex sindaco Alessandra Consonni boccia nuovamente il protocollo azienda-Provincia-Comune, ma il primo cittadino Giovanni Bussola incassa il sostegno del resto della sua squadra

Prosegue il caso Combi a Ballabio. In Valsassina continua a bollire la querelle: dopo i vari botta, risposta e la conferenza stampa di una settimana or sono, è tempo di un nuovo giro di missive, partite l'assessore dall'istruzione Alessandra Consonni, ex sindaco; poi, una nuova e pubblica attestazione di stima nei confronti dell'attuale primo cittadino Giovanni Bruno Bussola da parte della maggioranza attraverso una lettera firmata da sette tra assessori e consiglieri. Il tema centrale è sempre quello dell'accordo tra la proprietà, l'amministrazione e la Provincia di Lecco sull'ampliamento della produzione.

Progetto Combi, altra bocciatura dai ‘ribelli’

“Nessun chiarimento dalla conferenza stampa”. Così Alessandra Consonni, Caterina Longhi, ex assessore, Marco Pedrazzini, consigliere ed ex capogruppo, e Luca Pirovano, consigliere ed ex assessore, hanno bollato l'appuntamento dello scorso 16 maggio convocato “al dichiarato fine di ‘fugare ogni dubbio’ sulla questione Combi Arialdo: esaurito opportuno esame, esprimiamo la nostra valutazione sulle spiegazioni ricevute  rilevando che dalle affermazioni fatte in tale sede non risulta apportato alcun elemento di chiarezza”.

“Innanzitutto si rileva che le tre domande poste dall'assessore Consonni, presente in loco, non hanno ottenuto reale risposta. Nello specifico - analizzano i quattro, :

  1. quanto alle motivazioni dell'accordo (comprovato rischio di delocalizzazione e ipotesi di incentivo delle assunzioni) il sindaco non ha fornito alcun elemento a supporto delle stesse che non risiedesse nella narrazione della parte interessata, ovvero dell'azienda.
  2. circa la questione dell'equità amministrativa, conseguente alla particolarità di un accordo  che permetterà ad un'azienda di edificare su un pascolo tramite la concessione della variante di PGT, non è stato spiegato se questa possa essere considerata come prassi amministrativa rispetto ad altre analoghe richieste, o se altri siano stati o verranno esclusi da tale trattamento e in virtù di quali considerazioni.
  3. rispetto all'importo dei 400.000 euro, corresponsione stabilita e sottoscritta nel Protocollo d'intesa, resta ancora da documentare in che modo Bussola e Hoffman abbiano desunto che si tratti di una cifra equa e congrua per il Comune, se lo stesso sindaco ha ammesso di non conoscere altri dati oltre ai 6.000 metri quadri dell'ingombro”.

“Per quanto concerne le promesse delucidazioni, l'unica cosa apparsa chiaramente è la volontà di temporeggiare differendo dettagliate spiegazioni, legandole all'esito di non meglio illustrate procedure, sino a sostenere che ‘solamente dopo che sarà approvato il bando Arest allora si potrà approfondire ed eventualmente arrivare ad una firma’ - rammentano -: affermazione paradossale alla luce del Protocollo d'intesa, sottoscritto il 21 aprile da Bussola, Hoffman e azienda, dove vengono concordati in maniera minuziosa i reciproci impegni (articolati in ben 17 punti) di Comune, Provincia e azienda. Tutto viene regolato in tale accordo, il cui punto centrale è l'accettazione, come congrua compensazione, da parte del Comune di Ballabio dei 400.000 euro riferiti al vantaggio che l'azienda conseguirà dalla variazione del Pgt, le cui modalità di calcolo ci restano ignote”.

“Risulta, inoltre, che il Protocollo d'intesa illustrato nella conferenza stampa si fondi su una premessa non vera, ovvero che ‘in data 29.10.2021 il consiglio comunale di Ballabio con deliberazione n. 41, ha dato mandato al sindaco di procedere con le azioni necessarie al fine di evitare la delocalizzazione dell'azienda...’. Tale affermazione è gravemente erronea in quanto la deliberazione, nelle specifiche linee guida, prevede invece che sindaco e giunta si muovano di pari passo nel verificare i progetti, nell'attivare accordi, nel relazionare periodicamente ai capigruppo - precisano -. Nessun mandato esclusivo, dunque, è stato assegnato al sindaco e tali vincolanti linee guida non sono state applicate. Il mancato adempimento dei passaggi decisi dal Consiglio comunale, pone, dunque, gravi problemi procedurali a monte della sottoscrizione del Protocollo”.

“Infine, Bussola ha parlato di incontri intercorsi nel 2017 tra l’allora sindaco Consonni e la proprietà Combi, senza precisare che tale proposta prevedeva sì una variante al Pgt, ma poggiando sostanzialmente sul perimetro della stessa azienda e qualche pertinenza, escludendo, dunque, il pascolo del Barech - concludono -. Tale ampliamento evitava il paventato rischio di delocalizzazione e garantiva la tutela dell’ambiente ed una equità di trattamento per tutti gli imprenditori. La fretta di firmare questo protocollo, invece, non ha tenuto conto neppure di tale alternativa. Sulla base di tutto questo e di numerose altre evidenze, i sottoscritti confermano l'attuale contrarietà al Protocollo d'intesa, ribadendo le perplessità già espresse e auspicando una ridefinizione partecipata (da amministratori e cittadini) di tale scelta amministrativa, assai opinabile viste le premesse”.

Il sostegno della maggioranza a Bussola

Ecco, quindi, la nuova discesa in campo in favore del sindaco Giovanni Bruno Bussola: confermato il sostegno del vicesindaco Paola Crotta, degli assessore Tino Cereda e Barbare Crimella, del capogruppo Matteo Lombardini e dei consiglieri semplici Valentina Gerosa, Fabio Ripamonti, Pietro Rolandi. “Manifestiamo il sostegno al sindaco Bussola, oggetto di una campagna mediatica diffamatoria ad opera di Alessandra Consonni, Marco Pedrazzini e Luca Pirovano - replicano e affondano -. Nel nostro gruppo, il lavoro è sempre stato un valore prioritario e tutti gli argomenti vengono trattati con la massima trasparenza e condivisione. Noi ne siamo testimoni e chi afferma il contrario non contraddice solo Bussola ma mette in dubbio anche la nostra parola. Non si capisce perché la linea dettata dall’ex sindaco Consonni, e voluta solo da una sparuta minoranza del gruppo, dovrebbe prevalere sulla volontà di tutti noi: bel concetto di democrazia!”.

“Sul progetto Combi è stato mosso un polverone preventivo, prima ancora di avere qualcosa di concreto, solamente per obiettivi e ripicche personali. La sensibilità all’ambiente non c'entra nulla - precisano -. Se Alessandra Consonni avesse tenuto tanto a quel prato avrebbe potuto variare il Pgt e trasformarlo da Ambito di Trasformazione ad agricolo: troppo comodo far pagare migliaia di euro di Imu su un terreno e poi dichiarare di volere che rimanga per sempre adibito a pascolo. Questi continui attacchi pubblici a mezzo stampa e social, effettuati da chi dovrebbe sostenere la maggioranza vanno solo a discapito del paese.. e bene ha fatto Bussola a non abbassarsi allo stesso livello. Se non si sostiene più un sindaco si deve decidere se lasciare il Consiglio o avere il coraggio di andare all’opposizione sfiduciandolo: continuare a far finta di essere assessori e consiglieri della maggioranza, assumendo contemporaneamente reiterati atteggiamenti ostili dall’interno, è un comportamento non condivisibile. Noi di sicuro continueremo a sostenere Giovanni Bruno Bussola perché con i fatti ha dimostrato di avere a cuore Ballabio e di saper prendere decisioni difficili nell’interesse del paese.  Sindaco siamo tutti con te!”.

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