Corrado Valsecchi su piazza Affari: "Fanno la voce grossa dopo aver indebitato i cittadini"

Il portavoce di Appello per Lecco: "L'agonia della piazza voluta da quelli che oggi strillano contro Brivio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Eccoli lì a fare la voce grossa dopo aver indebitato, attraverso sciagurate politiche amministrative, per anni,  la comunità di Lecco con una attività che noi reputiamo, ancora oggi, "criminosa": che ha la natura e il carattere del crimine.

Ma non lo sapevano che se per vent'anni si è speso rifacendo vie (vedi la più eclatante, viale Turati, su tutte), posizionando piattaforme a lago che sono costate 500 milioni di vecchie lire e servono per far da servizio igienico ai piccioni, si sono comprati edifici in cattivo stato (villa Ponchielli, cinema lariano, eccetera), si sono messi in campo progetti "demenziali" dai quali non si é più potuti tornare indietro, inclusa Piazza degli Affari con le sue beghe legali e le sue distorsioni burocratiche, grazie a Dio si è riusciti a chiudere con il progetto della passerella alle Meridiane. Ora strillano tutti e alcuni cittadini si spellano le mani invocando il ritorno dei salvatori.

Siamo alla follia! Lo sanno anche i bambini che se fai un debito lo devi, prima o poi, pagare.

I debiti li hanno fatti loro e l'amministrazione Brivio li ha dovuti pagare: questa è la realtà e la verità che anche i giornali tendono a nascondere o edulcorare.

Altro che spellarsi le mani. Una comunità con i debiti non è sicura e quando si contraggono debiti per appagare le proprie ambizioni politiche si compie un crimine che non abbiamo paura a denunciare.

Poi, ognuno faccia quello che vuole, strilli pure e inveisca contro Brivio che ha avuto magari qualche  lacuna, ma il grande pregio di aver tamponato e messo in sicurezza i conti della nostra città: riducendo di diversi milioni di euro l'indebitamento, rinegoziando al ribasso i mutui e facendo diventare la città di Lecco un Comune virtuoso. Se possiamo ripartire è perché questo è stato fatto.

I cittadini di Lecco vogliono ritornare alle politiche del "tanto peggio, tanto meglio ": prego, si accomodino: poi, comunque, si ricordi, qualcuno i debiti li dovrà pagare, sia chiaro.

Cinque anni disastrosi per l'economia come questi resteranno negli annali, tuttavia, il comune di Lecco ne esce indebolito, ma a testa alta: con conti in ordine e servizi sociali garantiti, quasi un miracolo in confronto a quello che é successo nella società civile, a partire da quella imprenditoriale.

Cinzia Bettiga chiede ad Appello per Lecco perché non fa ora il sit in in Piazza degli Affari visto che il cantiere non è partito, noi il sit in l'avremmo fatto se non ci fosse stata in quelle settimane l'autorizzazione del Provveditorato alle Opere Pubbliche, arrivata grazie al nostro impegno, a quello del Comune e di altre autorità istituzionali. Ora è solo un problema di aspettare qualche giorno e poi le gru torneranno ad essere attive per concludere una agonia che é stata voluta da quelli che oggi strillano e sono diventati i "Ponzio Pilato" della situazione.

Fosse stato per noi di Appello di sicuro un progetto tanto demenziale non si sarebbe mai fatto, nemmeno se avessimo avuto il Ministro di Grazia e Giustizia, ma avremmo utilizzato il restauro del vecchio tribunale, magari allargandolo alla struttura dell' ex banca popolare di Lecco che ancora oggi giace silenziosa. Risparmiando ai cittadini Lecchesi di spendere un sacco di soldi in un'opera ancora incompiuta che ha creato disagi e stress ai residenti e alla comunità.

Quindi, per favore, ricordiamo a "lor signori" che il silenzio in certe situazioni è d'oro!

Corrado Valsecchi (portavoce Appello per Lecco)

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