Migranti, Valsecchi (ApL) attacca Maroni: "Tagliare fondi a Comuni che accettano profughi è demagogia e strumentalizzazione"

Il portavoce di Appello per Lecco contro il Governatore leghista: "Mi auguro corregga il tiro e in fretta"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Sarà la campagna elettorale, saranno le temperature torride di questi giorni, ma non si può lasciare cadere nel vuoto le parole del Presidente della Lombardia Roberto Maroni.

Mi auguro che corregga e in fretta il tiro, chiedendo scusa innanzitutto a quei comuni che si sono sempre adoperati e resi disponibili per fronteggiare l'emergenza immigrazione.

Ma come si fa a sostenere che Regione Lombardia taglierà i contributi ai Comuni che accoglieranno, si presume dietro richiesta dello Stato e delle sue Prefetture, gli esseri umani che arrivano con i barconi? Demagogia e strumentalizzazione allo stato puro, con una dose di cinismo indegna di un uomo politico che dovrebbe avere una visione non strumentale quando si parla di persone "disperate".

Personalmente me ne frego delle regole del consenso, se devo aderire a un modo così barbaro e irresponsabile di vedere il futuro del mio paese e dell'umanità. Piero Bassetti l'altra sera in televisione ha stimato gli italiani presenti sul pianeta in circa 260 milioni, comprendenti tutte le generazioni ancora in vita; vuol dire che ci sono di gran lunga italiani che non vivono nel loro paese, ma sono ospiti di altre nazioni. E questo, per la verità, tutti lo sappiamo!

Quello che alcuni forse non sanno é che negli ultimi anni gli italiani che sono andati all'estero sono superiori agli immigrati, clandestini compresi, che sono venuti in Italia.
Il presidente Maroni farebbe bene a pensare come trattenere e creare gli stimoli professionali giusti ai nostri giovani, anziché minacciare di ritorsioni gli Enti Locali già al dissesto per causa di politiche fallimentari.

Ricordo che nel 1993, anno di fondazione di Les Cultures, dissi: "Tra 20 anni lecco avrà 5000 persone straniere tra i residenti" e la Lega, ai suoi esordi, mi rispondeva "Nessuno straniero a casa nostra fino a quando governiamo noi" e fecero diverse manifestazioni e fiaccolate contro le iniziative di Les Cultures.

Cosa è successo? Lecco dopo 22 anni é una città che ha visto ridurre drammaticamente il peso degli autoctoni, compensato da 4.800 stranieri, oggi residenti in città.

Io dicevo delle cose perché immaginavo il futuro e ho cercato, nei limiti delle mie possibilità, di avvertire e preparare la cittadinanza su quanto stava accadendo, la Lega ha fatto solo grande demagogia: ha governato per quasi 20 anni Lecco e non é riuscita a fermare nemmeno un immigrato. La residenza di tutti gli stranieri presenti è stata sottoscritta dai governi leghisti che si sono alternati in questi 20 anni e tantissimi erano arrivati in Italia come profughi o clandestini.

Il fenomeno dell'immigrazione non si ferma con la strumentalizzazione, ma con la capacità di governare i processi complessi di una società cosmopolita, con un ruolo sempre più attivo dell'Europa verso il terzo mondo, con la consapevolezza che il mondo tra 100 anni sarà completamente diverso da come lo conosciamo ora e le appartenenze etniche muteranno a loro volta per effetto di una contaminazione tra i popoli.

Chi non ha "vision" non può governare, al massimo può strumentalizzare e parlare per necessità di un consenso immediato alla pancia della gente.

Corrado Valsecchi, Portavoce Appello per Lecco

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