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Plauso di Confcommercio al Def

Plauso di Confcommercio al Def

Approvazione Def, Confcommercio: "bene i tagli agli enti inutili e alla spesa pubblica”

Ciresa: "Rimettere in moto i consumi era ed è fondamentale"

E’ stato approvato dal consiglio dei ministri il Def, documento di economia e finanza, che indica i principali interventi in materia del neonato governo Renzi. Il giudizio di Confcommercio Lecco sulle linee di indirizzo dell’esecutivo è positivo come sottolinea il presidente Peppino Ciresa: “Come ho già avuto modo di sottolineare condividiamo l’attenzione che il premier Renzi sta dando al rilancio della domanda interna, iniziativa che da tempo Confcommercio chiede con grande enfasi.  Rimettere in moto i consumi era ed è fondamentale. Gli 80 euro mensili in più per i dipendenti che guadagnano meno di 1500 euro netti al mese significano 1000 euro all’anno. Certo avremmo preferito che questo bonus venisse esteso anche ai lavoratori autonomi, ma l’intervento resta di valore perché manda un segnale importante alle famiglie. Nello stesso modo mi paiono particolarmente rilevanti i tagli previsti per la spesa pubblica, compresi il tetto per i manager di Stato e la stangata per le banche. E’ bene che anche la politica dia il buon esempio e che non siano sempre gli stessi a pagare”.

Anche il direttore Alberto Riva esprime soddisfazione: “Complessivamente ci troviamo davanti a un intervento ampiamente condivisibile a partire dagli 80 euro in più al mese derivanti dal taglio dell’Irpef. Può sembrare una piccola cosa, ma in realtà ha un valore anche di stimolo e di iniezione di fiducia. Apprezziamo poi il taglio dell’Irap anche se la speranza iniziale era che il 10% venisse ridotto interamente già nel 2014 mentre la percentuale per quest’anno sarà solo del 5%. Ben vengano anche i tagli ai costi della politica e tutto il capitolo della spending review che mi pare puntare su tagli finalmente incisivi e mirati e non sulla logica degli interventi lineari. Siamo favorevoli anche noi alla soppressione degli enti inutili che speriamo possa portare ad autentiche riduzioni di costi: non possiamo più permetterci questi organismi che sono autentici carrozzoni inefficienti. Detto questo è bene ribadire che in questa categoria non può e non deve rientrare l’istituzione Camera di Commercio. Su questo fronte condividiamo quanto espresso anche a livello nazionale: l’ente camerale costituisce uno strumento importante ed essenziale per le imprese e per il territorio che non si può eliminare. Le funzioni che le Camere svolgono attualmente verrebbero infatti disperse tra numerosi enti, con il rischio di accumulare ulteriori inefficienze e complessità burocratiche”

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